Benestante, un buon partito

Pubblicato Lunedì 06 Febbraio 2012, ore 6,00

Il “caso Lusi” non è che la punta dell’iceberg nel mare nostrum dei finanziamenti ai partiti. Un libro per conoscere e indignarsi a ragion veduta. E per correre ai ripari

Manca l’ultimo capitolo al libro di Elio Veltri e Francesco Paolo “I soldi dei partiti”, l’ennesimo pamphlet sul finanziamento della politica in Italia. Per disdetta (che si trasformerà, forse, in un atout editoriale) è uscito proprio nei giorni del “caso Lusi”, il tesoriere della Margherita che ha confessato di aver utilizzato per fini personali i rimborsi elettorali del partito: caso da manuale, per quanto estremo, di uso “disinvolto” dei fondi pubblici di cui godono quelle organizzazioni private che, a livello giuridico, si configurano come associazioni non riconosciute e godono quindi dell’ampia libertà d’azione che è prevista dal codice civile per queste associazioni. Non sono persone giuridiche e pertanto non sono sottoposti ai controlli statali che la legge invece prevede per la più piccola pro loco di paese. C’è una completa identificazione tra i controllati (i partiti e/o i soggetti che ricevono i fondi) e il controllore. Le oligarchie politiche italiane si alimentano così senza limiti di enormi quantità di denaro pubblico, che percepiscono e gestiscono in piena libertà, con effetti distruttivi per la finanza pubblica e le dinamiche democratiche.

 

Vitalizi, indennità, auto blu, finanziamenti ai giornali e voli di Stato. Da mesi Governi e Parlamento discutono dei costi della politica, eppure dimenticano sempre una voce fondamentale, la più esosa per le casse pubbliche: i «rimborsi elettorali». Dal 1999 al 2008 i contributi che lo Stato devolve periodicamente ai partiti come rimborso per le spese sostenute durante le campagne elettorali sono aumentati del 1.110%. Qualche dato fa capire perché i vitalizi parlamentari sono solo la punta dell'iceberg dei soldi che finiscono nelle tasche dei politici: «Le spese di Rifondazione comunista, per la campagna elettorale del 2006 erano state di un milione e 636 mila euro, mentre, in base ai voti ottenuti, i contributi erano di 6 milioni e 987 mila euro all’anno, per i cinque anni di tutta la legislatura 2006-2011. In totale 34 milioni 932 mila euro. Quindi, 100 euro investiti da Rifondazione, sono diventati 2135 euro. Un “ritorno all’investimento” che non si sogna neanche Bill Gates». E ancora: «Per le elezioni del 2008, invece, il record spetta alla Lega Nord: le spese accertate dalla Corte dei Conti sono state di 2 milioni e 940 mila euro e in base ai voti ottenuti il Carroccio ha incassato 8 milioni e 277 mila euro all’anno per cinque anni. In totale 41 milioni 385 mila euro. Dunque 100 euro investiti dalla Lega nella campagna elettorale del 2008 sono diventati 1408 euro».

 

Per quanto riguarda i partiti maggiori, «la Corte dei Conti ha certificato per le elezioni del 2008 per il Pdl una spesa di 54 milioni e un incasso di 206 e per il Pd una spesa di 18 milioni e un incasso di 180. Solo per questi due partiti la somma del contributo pubblico è stata di 382 milioni. Nel 2008 i partiti hanno ricevuto contributi per 291,5 milioni di euro, una cifra analoga ai 300 milioni presi dai fondi Fas per fronteggiare la crisi degli stabilimenti fiat di Pomigliano D’Arco e di Termini Imerese».

 

Il libro mostra i devastanti effetti di una gestione fallimentare dei fondi pubblici elettorali con l’intenzione di costituire un piccolo manuale di resistenza civile, al servizio di chiunque voglia fare politica, nel senso più alto della parola. I soldi dei rimborsi - che per legge devono andare ai partiti - sono spesso riscossi da associazioni costituite da poche persone in nome del partito o dirottati altrove senza che nessuno abbia qualcosa da eccepire. Una corposa appendice documentaria presenta atti e documenti che dimostrano la piena corrispondenza al vero dei fatti narrati dagli autori. Veltri e Paola analizzano nel dettaglio il caso Mastella e il caso Di Pietro, casi emblematici della degenerazione dei partiti in gestioni personali e accentrate.

 

Sono stati raccolti, e vengono qui mostrati per la prima volta, tutti i finanziamenti ai partiti e rimborsi elettorali dal 1974 al 2012 che danno una panoramica precisa delle ingenti somme di denaro assegnate ai partiti. Elio Veltri e Francesco Paola ripercorrono la storia dei finanziamenti dalla loro introduzione, nel 1974, al progressivo decadimento, fino ai giorni nostri per arrivare a delle proposte concrete: regole chiare e non modificabili a seconda delle convenienze, per dare risposte alla rabbia dei cittadini che ormai riconoscono nei partiti oligarchie e clan familiari, in cui omertà, familismo amorale e fedeltà hanno sostituito militanza, rigore morale, impegno per il bene comune.

 

Elio Veltri, Francesco Paola

I soldi dei partiti

Tutta la verità sul finanziamento alla politica in Italia

Marsilio, Venezia 2012, pp. 239, € 13,60

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