Vincere le elezioni e governare

Pubblicato Lunedì 18 Aprile 2011, ore 7,00

Vademecum per partiti e candidati impegnati nella sfida amministrativa. “Vendere” il consenso nell’era della comunicazione globale è una forma ineludibile per dare sostanza e traduzione pratica alla democrazia

Periodo più che mai propizio per dedicarsi alla lettura di “Marketing politico”, succinto ma completo manuale di strategie e tecniche elettorali. Regole, consigli, suggerimenti,  case history per ingrossare il bottino di partiti e candidati nelle urne e, possibilmente, governare. L’autore, Marco Cacciotto, docente alla Statale di Milano, è un apprezzato  consulente strategico e analista politico, professione che ha preso piede, sull’esperienza anglosassone – in specie statunitense -, anche nel nostro Paese.

 

E se accalappiare voti e consensi è un’arte antica quanto il mondo, dopo la mutazione genetica della politica imposta dal ruolo preponderante della comunicazione, l’arte o l’iniziale approccio artigiano deve dotarsi di strumenti sofisticati, di tecniche, di mezzi capaci di rendere al meglio l’offerta di partiti, leader e gregari. Oggi nessuno più si scandalizza di fronte all’esistenza del mercato politico né ritiene blasfemo equiparare simboli di partito ai brand di aziende presenti sugli scaffali di un supermercato. Si tratta di vendere un prodotto, per quanto atipico, alla stregua del rotolone Regina o, come avviene per le grandi marche – da Nike a Coca-Cola, da Lavazza a Barilla (Mulino Bianco) – evocare sentiment ed elementi identitari.

 

Il marketing , entrato prepotentemente in politica, può dunque aiutare ad analizzare il comportamento elettorale (del consumatore/utente/elettore: perché il cittadino è tutto questo), a riconoscere il potenziale elettore, a trasmettergli un messaggio: in breve, contribuisce a far sì che la politica sia più efficace nel dialogare con l’opinione pubblica. Naturalmente può essere usato in modo ingannevole o, com’è sotto gli occhi di tutti in questo abbrivio di competizione amministrativa, in maniera errata e controproducente (quando non addirittura grottesca).

 

Il marketing elettorale viene troppo spesso confuso con il marketing politico; in realtà ne costituisce solo una branca che è quella riguardante in particolare una campagna. L’ottica è limitata nel tempo e nello spazio, i risultati sono immediati nel senso della sconfitta o della vittoria al momento del voto e l’impiego di risorse è massimo. Sicuramente una campagna di marketing elettorale ben congegnata può in determinate condizioni, portare a un ribaltone dei risultati rispetto alle previsioni. Ma la vera sfida, sostiene l’autore, è capitalizzare il successo nel lungo periodo e governare. Anche qui con una buona mole di strategie.

 

M. Cacciotto

Marketing politico

Il Mulino, Bologna 2011, pp. 196, € 13,00

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