Caso La Ganga, hanno vinto gli ignavi
Pubblicato Martedì 12 Aprile 2011, ore 8,37
Il promotore della fronda contro l’ex boss craxiano spiega perché il Pd non avrebbe dovuto candidarlo
Stasera la direzione provinciale ha licenziato la lista del PD per le prossime elezioni comunali di Torino. La direzione provinciale ha decretato una sconfitta e allo stesso tempo una vittoria per i Giovani Democratici. Una sconfitta perché non è passato il documento, firmato da ben 78 giovani PD-Giovani Democratici della provincia di Torino (su 200 iscritti), con le adesioni raccolte in poco più di una settimana, che affermava l’inopportunità politica di candidare persone che gettano un’ombra sull’onorabilità del Partito Democratico, ma allo stesso tempo abbiamo ottenuto una significativa vittoria.
Perché una vittoria? Innanzitutto nella votazione. Tra una cinquantina di membri della direzione provinciale hanno infatti votato in pochissimi. Il mio voto è stato l’unico a favore del documento, è vero, ma i voti contrari sono stati veramente pochi, e sicuramente stavano sulle dita di due mani (io ne ho contati 6). Erano voti, guarda caso, solamente di persone sedute nella zona di uno dei diretti interessati al documento: Giusi La Ganga. Non solo, sono molte le persone che non hanno partecipato all’assemblea o che, pur essendo presenti, hanno deciso di non partecipare alla votazione di questo documento. Il che sta a significare che i Giovani Democratici sono riusciti a sollevare la questione, a tenere a bagnomaria il PD su questo importante argomento per una settimana, e a creare un gelo intorno a chi sosteneva che la candidatura di La Ganga fosse in questo momento opportuna (non so in che pianeta vivano!).
Vince, è vero, la corrente degli Ignavi, dei Ponzio Pilato, di quella parte del Partito Democratico che non prende decisioni, che ad ogni ostacolo tenta di evitarlo, ma spero che nel medio-lungo periodo queste persone si risveglino dal loro torpore! La Ganga si candiderà, ma il dato più significativo è che il Partito Democratico abbia al suo interno tanti giovani che hanno ideali e passione e che non subiscono ordini da chi ha un modo di fare politica oramai poco trasparente e, possiamo dire, scadente e scaduto.



















