Il Pd a braccetto con Cota
Pubblicato Venerdì 06 Maggio 2011, ore 8,27
È sempre più evidente il legame consociativo tra le maggiori forze politiche piemontesi. Il caso Tav è emblematico: una decisione presa in disprezzo della sovranità popolare
Se ancora non era chiaro a qualcuno, il capogruppo Pd Reschigna rivendica a gran voce, in un comunicato stampa, il suo ruolo di socio in affari del governatore Cota e del governo Berlusconi.
Contrariamente a quanto dichiarato da entrambi i loschi figuri, noi pensiamo che quanto accaduto a Roma (Tavolo dell'Osservatorio sulla Torino-Lione) sia l’ennesimo schiaffo alla democrazia e alla sovranità popolare con l'esclusione di molti sindaci.
La Casta ormai trinariciuta (destri, centri, sinistri) non perde occasione per far pesare la sua voracità devastatrice.
Pensare di "compensare" con 20 milioni di euro in materiale rotabile (a quanto corrisponde, un convoglio, due?) la bistrattata linea Torino Bardonecchia quando invece dovrebbe essere suo dovere renderla efficiente per i cittadini senza renderla merce di scambio per i “Grandi Appalti Truccati” e, nello stesso tempo, vaneggiare sull'utilità dell'investimento di 600.000 euro in pubblicità in favore dell'opera quando si chiudono scuole ed ospedali pubblici è per noi una scelta inconcepibile, violentemente illiberale e prevaricatrice. Ma d’altronde dalla coalizione di Prodi, l'uomo dell'Iri che diede gli appalti Tav Milano-Napoli in mano alle aziende della camorra con un lievitare di 7 volte dei costi, che aspettarsi? Forse che la Lega impari da loro come battere cassa con le Grandi Opere Inutili: ma Cota impara in fretta.




















