Monferino scatene le ire dei lavoratori
Pubblicato Mercoledì 25 Maggio 2011, ore 8,50
In questi giorni in Regione si stanno concludendo le fasi valutative dei dipendenti riferite all’anno 2010: quale miglior occasione, con buona pace del ministro Brunetta, per dare un segnale forte di cambiamento ai “fannulloni”?
Ora che i voli pindarici tra le prassi organizzative e di buon senso del direttore regionale alla Sanità, Ing. Paolo Monferino, stanno ledendo non solo il curriculum professionale dei funzionari posti sotto la sua diretta valutazione, ma rischiano di penalizzare anche eventuali progressioni di carriera, i lavoratori non hanno più potuto tacere e sono insorti, pur con la paura di ben peggiori ritorsioni.
Infatti in questi giorni in Regione Piemonte si stanno concludendo le fasi valutative dei dipendenti riferite all’anno 2010 e quale miglior occasione, con buona pace del ministro Brunetta, per dare un segnale forte di cambiamento ai “fannulloni”?
Nulla da obiettare sul principio che finalmente nelle P.A. debba essere introdotto il sistema della differenziazione e della meritocrazia, ma siamo sicuri che questo è quello che sta succedendo nell’Assessorato di Corso Regina Margherita?
Veniamo ai fatti. Una miope e letterale applicazione delle regole interne sulla valutazione dei dipendenti ha consentito al direttore Monferino, approdato alla direzione regionale solo nel mese di novembre 2010, di esprimere un giudizio sull’operato dell’intero anno 2010 dei dirigenti, del precedente staff di direzione e dei 2 settori che facevano direttamente capo alla stessa. Non deve essere parso vero al top manager, o a chi per lui si è occupato della faccenda, poter “bastonare” buona parte dei dipendenti di cui sopra, senza fornire elementi oggettivi di riscontro.
Molti dei dipendenti penalizzati avevano chiesto più volte e senza successo colloqui con il direttore, ai fini di informare ed essere informati sulla propria attività lavorativa. Monferino, troppo occupato in faccende giustamente più rilevanti, quali il Piano di rientro della Regione e la riorganizzazione delle A.S.R., non si è mai interessato della gestione del personale delegando la questione alla sua segretaria personale sig.ra Rita Petti che, proprio per questo, ha ricevuto l’ambita posizione organizzativa. Alla neofita segretaria, approdata in direzione appena pochi giorni prima dell’arrivo dell’Ingegnere e su indicazione di partito (pare senza che lui ne sapesse nulla) non è parso vero di potersi togliere qualche sassolino dalla scarpa!
E così dipendenti dal curriculum immacolato si sono visti attribuite valutazioni nettamente inferiori a quelle fino ad oggi conseguite. A nulla è valso chiedere spiegazioni e colloqui individuali, la risposta categorica è arrivata via mail e con le stesse identiche motivazioni (o per meglio dire con la stessa mancanza di motivazioni) ai dipendenti delle varie categorie dimostrando, tra l’altro, la scarsa conoscenza delle mansioni proprie di ciascuna di esse. D’altronde cosa ci si poteva aspettare da un direttore che in 7 mesi di mandato non si è mai preoccupato di presentarsi ed indirizzare i duecento dipendenti di cui dispone e che adesso penalizza perché, secondo il suo giudizio, la qualità del loro lavoro, che da sempre l’amministrazione regionale ha considerata ottima, non lo soddisfa? Peggio per loro, avrebbero dovuto saperlo ben prima del suo arrivo ed ancor prima delle elezioni amministrative delle primavera scorsa, che poi sarebbe stato lui, arrivato a novembre dopo una lunga opera di persuasione del Presidente Cota, a valutarli per il pregresso.
Ecco perché i dipendenti non possono più tacere. Vada per gli insulti di assenteisti e perdigiorno, anche se arrivano da chi si divide tra Italia, Cina e resto del mondo (per curare gli interessi della sanità piemontese?); vada per le velate minacce di togliere posizioni lavorative ed economiche consolidate; ma avrebbe potuto dimostrare, se non rispetto per i funzionari, almeno un po’ di buon senso ed, esclusivamente per il 2010, estendere le valutazioni degli anni precedenti, oppure molto più semplicemente, rimettere la questione alla direzione del personale e contemporaneamente cogliere l’occasione per informare i dipendenti che a partire dal 2011 (siamo già a metà maggio) i parametri di valutazione saranno diversi e più restrittivi.
Caro Direttore questa volta l’ha fatta grossa. I dipendenti erano disposti a risolvere la questione faccia a faccia ed a fornirLe tutti gli elementi necessari e documentati per aiutarla ad esprimersi oggettivamente nei loro riguardi; forse non è stato ben consigliato ed informato sulle procedure e sulle conseguenze; forse l’hanno convinta che giustamente quelle persone non si meritavano una valutazione completamente positiva, ma questo non la giustifica.



















