Restituiamo (a rate) la differenza
Pubblicato Domenica 19 Febbraio 2012, ore 9,25
Si tratta di un primo evento sperimentale. E con i soldi provenienti dalla riduzione del nostro stipendio già finanziamo progetti
Gentile direttore,
Con la presente Le chiediamo una celere rettifica di alcune inesattezze contenute nel vostro articolo.
Come infatti specificato nel comunicato da voi parzialmente pubblicato, quello di domenica 19 febbraio è un primo evento sperimentale, al quale ne seguiranno altri con importo più consistente.
Inoltre il cosiddetto "malloppo", che ammonta a circa 2/3 della cifra da voi indicata viene già utilizzato per finanziare progetti, e le iniziative finanziate fino ad oggi sono tutte documentate nella sezione "Progetti a 5 Stelle" del nostro sito: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/progetti/progetti-a-5-stelle.html.
Allo stesso modo rendicontiamo con la massima trasparenza l'utilizzo dei fondi pubblici destinati al Gruppo Consiliare: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/calendario/trasparenza.html.
Nessun'altra forza politica fa altrettanto.
Non ci permettiamo di sindacare le opinioni di chi scrive, ma chiediamo con forza di rettificare affermazioni inesatte e pertanto lesive del nostro lavoro.
Vietato criticare i grillini. Tollerano a malapena che si scriva di loro in termini apologetici, altrimenti la reazione è l’invio di quantità industriali di mail piene di livore e contumelie (il più farneticante è il piccolo Saint-Just che corrisponde a Giorgio Bertola, da noi erroneamente confuso con il quasi omonimo Vittorio Bertola, consigliere comunale). Intanto, non è chiaro dalla lettera dei due esponenti del MoVimento 5 stelle quali siano le inesattezze contenute nel nostro articolo. Abbiamo scritto esattamente ciò che viene ribadito nella replica: che si tratta della restituzione di una piccola, modesta, marginale parte del “tesoretto” accumulato dalla loro meritoria autoriduzione degli stipendi da consigliere regionale. È solo una prima tranche? Seguiranno altri appuntamenti? Bene, quando succederà ne daremo conto. Quanto poi all’impiego di quelle risorse, proprio scorrendo l’elenco dei progetti già finanziati – la cui somma, ribadiamo, è irrisoria rispetto alle disponibilità – non ha nulla a che fare con la presunta restituzione ai cittadini: vengono sostenute iniziative politiche, con il pagamento di sedi, volantini, manifesti. Legittimamente, ma esattamente come fanno i partiti verso i quali scagliano il loro moralismo chiodato. A suo tempo i radicali scelsero un’altra strada: distribuirono direttamente ai cittadini parte del finanziamento pubblico che spettava loro in mazzette da 5 banconote da 10 mila lire. È sempre in agguato il rischio che le buone intenzioni si trasformino prima in bluff e immediatamente dopo in pagliacciate. Il vostro guru è un (ex) comico, però non fatevi ridere dietro.
Noi abbiamo in uggia tanto la mafia castale (e corporativa) quanto le schiere di invasati giustizieri della morale pubblica. Siamo ancorati alla vecchia idea che la politica si misura nell’efficacia dei propri interventi, nelle idee trasformate in azione, nelle proposte diventate leggi e provvedimenti. Ci auguriamo che dopo i cinque anni passati a Palazzo Lascaris la vostra presenza non venga definita inutile. E costosa, nonostante il taglio degli emolumenti. Altrimenti per voi varrà quel motto popolare del “chi meno spende, peggio spende”.



















