Mercoledì 22 Ottobre 2014, ore 16,44
SANITA'

Regione incontinente (nei conti)

riprova con la gara dei pannoloni

Pronta la delibera per bandire la fornitura di ausili per anziani, faccenda che portò all'arresto del primo assessore della giunta Cota. "Con la nostra procedura risparmieremo 20 milioni l'anno", afferma Saitta. Costo mensile tra 30 e 42 euro a paziente

La Regione si riprende i pannoloni. Glissando su facili ironie legate ai timori di questi giorni di tregenda giudiziaria per la maggioranza, è un fatto che quel presidio sanitario rivelatosi un valido aiuto per Roberto Cota e il suo fido Paolo Monferino alfine di sbarazzarsi dell’allora assessore Caterina Ferrero torna sulla scena della sanità piemontese. Lunedì prossimo Antonio Saitta porterà in giunta la delibera con cui indire la gara per la fornitura dei pannoloni per incontinenti che dovrebbe mettere fine a una babele – ogni azienda sanitaria fino ad ora ha deciso in maniera autonoma – e soprattutto porterà a un risparmio che gli uomini dei conti di corso Regina hanno stimato non inferiore ai venti milioni di euro all’anno. Attualmente in Piemonte sono circa 128mila i pazienti che necessitano questi ausili per incontinenza (sia temporaneamente che continuativamente, a seconda della patologia), ma la distribuzione avviene in larghissima parte ancora nelle farmacie, per l’esattezza in una quota pari 54,90% tramite le farmacie, mentre l’11,50% presso le case di cura e il 33,60% con consegna domiciliare. Ma è sui costi che le differenze sono a dir poco notevoli: a fronte di un costo annuo complessivo per la casse della Regione pari a 57,1 milioni di euro, i costi a paziente variano moltissimo: dai 42 euro al mese per la consegna tramite farmacie si scende a 30 euro mensili per la consegna in casa di cura o domiciliare. «La gara per la fornitura unica farà risparmiare alla Regione Piemonte almeno 20 milioni di euro ogni anno - spiega Saitta, confermando a Lo Spiffero la volontà di accelerare il più possibile la procedura – perché ci basiamo su un costo a paziente simile a quello in vigore attualmente nelle Regioni che hanno espletato la gara ad evidenza pubblica: proiettando quel costo sul numero dei nostri pazienti il costo per la Regione Piemonte ammonterà al massimo a 35 milioni di euro contro gli attuali 57. Un risparmio nettissimo applicando la legge, quella di una procedura ad evidenza pubblica. È facilmente comprensibile come sia quindi indispensabile procedere senza indugi”. Che in Piemonte si spenda davvero troppo per questo genere di ausilio sanitario lo confermano alcuni raffronti con altre Regioni: in Toscana il costo mensile forfettario è di 22,20 euro, in Liguria di 21,45 euro, in Campania di 23 euro. Ma dietro la decisione anticipata oggi in IV Commissione dall’assessore c’è di più e come sempre più spesso accade, di peggio. La gara per l’assegnazione a livello regionale del servizio di fornitura dei pannoloni è fissata come atto obbligatorio dal 2011 nel programma operativo del piano di rientro. Eppure nessuno l’aveva indetta, tutto era rimasto chiuso in uno dei tanti cassetti di corso Regina mentre nel quartier generale della Sanità regionale si succedevano assessori, da Monferino a Ugo Cavallera, e direttori generali dallo stesso Monferino a Sergio Morgagni. Una vicenda che ha del paradossale se si considera che proprio la revoca della gara – peraltro per un ammontare previsto di 50 milioni per il primo di tre lotti per tre anni – indetta dalla Regione tramite Scr è stato uno dei motivi che hanno portato all’incriminazione dell’allora assessore Caterina Ferrero che, poi condannata per turbativa d’asta, ha sempre ribadito come «non era la sottoscritta a proporre trattamenti “di favore” per Federfarma», piuttosto chi ai vertici dell’assessorato alla Sanità le remava contro e ne aveva fatto i nomi: il neo direttore Monferino e il capo di gabinetto del governatore Luciano Conterno. Lo stesso Monferino che pur divenuto assessore si è ben guardato dall’indire la gara, così come non lo ha fatto il suo successore Cavallera. Il risultato è stato quello di lasciare, di fatto, le cose come stavano, con il territorio torinese pressoché coperto dal servizio svolto da Federfarma e altre zone del Piemonte con situazioni a macchia di leopardo. Ma soprattutto lasciando che la spesa per i pannoloni, per una Regione prossima al collasso economico, non venisse affatto ridotta. E questo nonostante fosse scritto chiaramente che la gara era da farsi obbligatoriamente. Era nero su bianco nel programma operativo del piano di rientro. Rimasto chiuso in un cassetto. Perché? (sr)
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22 Ottobre 2014, ore 8,45
CONVENTION

Per chi scatta l’ora della Leopolda

Politici, manager e imprenditori. Si allarga la platea dei sostenitori del premier pronti a raggiungerlo al tradizionale happening fiorentino. La deputata torinese Fregolent presenterà l'evento. Fassino in forse, Chiamparino probabilmente diserterà

Non importa quando sia avvenuta la conversione, renziani della prima, seconda e terza ora dal Piemonte muovono verso Firenze per la prima Leopolda da quando Matteo Renzi si è insediato a Palazzo Chigi. Lì dove tutto partì cinque anni fa, quando ancora al governo c’era Berlusconi e nemmeno il volitivo Matteo, sindaco d... LEGGI TUTTO
21 Ottobre 2014, ore 21,06
DISDETTA

Che Gusto c’è senza Renzi

Il premier dà forfait: giovedì non sarà presente a Torino per inaugurare la kermesse gastro-intellettuale Slow Food di Carlin Petrini. E a Roma ci saranno pure Chiamparino e Fassino impegnati nella trattativa sulla finanziaria. Taglio del nastro con controfigure

Matteo Renzi dà forfait: giovedì non sarà a Torino ad inaugurare il Salone del Gusto-Terra Madre. Neppure un mordi e fuggi, manco quell’oretta ipotizzata da qualcuno (i giornali anzitutto) e in mattinata accreditata da misteriose fonti di Palazzo Chigi. Il premier è totalmente assorbito dagli impeg... LEGGI TUTTO
21 Ottobre 2014, ore 18,49
PAROLE, OPERE & OMISSIONI

Torino rischia di perdere la metro

Nell'ultima versione della Legge di stabilità scompare il finanziamento della prosecuzione della linea 1 fino a Rivoli e quello per la progettazione della linea 2. Il senatore Esposito (Pd) lancia l'allarme: "Drizzare le antenne". Nuova battaglia in Parlamento

Torino rischia di perdere il metrò. Il governo, infatti, avrebbe cancellato i fondi promessi per il completamento della metropolitana subalpina e contestualmente depennato le risorse da impiegare per realizzare il progetto preliminare della tanto agognata linea 2. L’amara sorpresa è contenuta nella legge di stabilità licenziata dal Consiglio dei Ministri: nel... LEGGI TUTTO
21 Ottobre 2014, ore 13,16
POLITICA & GIUSTIZIA

Murazzi, la movida si fa in tribunale

In quattordici finiscono a processo nell’inchiesta sugli sconti concessi dal Comune di Torino ai gestori dei locali. Alla sbarra esponenti di spicco dell'amministrazione comunale: l’ex assessore Altamura, l'allora city manager Vaciago e il direttore Ferrari

Sono 14 i rinvii a giudizio disposti dal pm Andrea Padalino nell’inchiesta sugli sconti concessi dal Comune di Torino ai gestori dei Murazzi. A processo, fissato il 17 febbraio del prossimo anno, alcuni massimi esponenti dell’amministrazione cittadina all’epoca dei fatti, ovvero tra il 2007 e il 2009, dall’allora assessore al Commercio Alessan... LEGGI TUTTO
21 Ottobre 2014, ore 9,58
POLITICA & GIUSTIZIA

Cota, processo coi compagni di merenda

L'ex governatore al Palazzo di Giustizia per la prima udienza di Rimborsopoli. Il giudice Bersano decide di unire i procedimenti, così condividerà la sorte di imputato con i suoi ex consiglieri. Tutto rinviato al 26 gennaio 2015, aspettando i "coatti"

Aveva chiesto il giudizio immediato, con la speranza di separare la sua posizione da quella degli altri imputati, ma per Roberto Cota non c’è scampo: i due procedimenti vengono riuniti in un unico processo e, seppur a malincuore, dovrà condividere la malasorte giudiziaria con gli altri 24 consiglieri della sua legislatura e difendersi, assieme ai compagni di sventura, dall&r... LEGGI TUTTO
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