Venerdì 31 Ottobre 2014, ore 17,13
SPRECOPOLI

L’Ato cerca casa (in acquisto)

Alla faccia della spending review. Mentre tutte le istituzioni cercano di disfarsi di immobili e proprietà l'ente provinciale dei servizi idrici pensa a un mutuo di 2 milioni per la nuova sede. L'accusa di Vignale (FI): "Bloccare immediatamente questa spesa folle"

Mentre da Bolzano a Reggio Calabria, gli enti di ogni ordine e grado tirano la cinghia, vendono (e talvolta svendono) pezzi importanti di patrimonio pubblico per far quadrare i conti, cercando di limare all’osso spese e contenere i costi, c’è chi pensa ad acquistare un immobile per la propria sede. È quello che avrebbe in animo di fare l’Autorità d’ambito di Torino, la cosiddetta Ato, ente costituito dalle amministrazioni locali sotto la regia della Provincia di Alberto Avetta, che si occupa della gestione idrica del territorio con particolare attenzione ai rischi di dissesto idrogeologico. Nell’ultima seduta della Conferenza, infatti, la proposta di rescissione del contratto di affitto dell’attuale sede di via Lagrange (che ammonta a circa 73mila euro annui) per procedere a comperare locali in una palazzina di via Pomba (si parla del valore attorno ai 2 milioni di euro), è stata inserita al punto 13 all’ordine del giorno e solo dopo aver registrato lo sconcerto di gran parte dei partecipanti è stata rinviata. Ma non accantonata, denuncia Gian Luca Vignale, consigliere regionale di Forza Italia che annuncia una interrogazione per chiedere di “bloccare immediatamente questa spesa folle”. “La ratio di questa scelta è davvero inspiegabile – argomenta Vignale -. Provando anche a fare due calcoli i conti non tornano. Infatti, ai tassi attuali, un mutuo da quasi due milioni di euro potrebbe esser estinto in 20 anni con un rimborso annuo di quasi 90 mila euro. Cifra ben superiore a quella pagata ora per l’affitto”. Ma a rafforzare le perplessità circa l’opportunità e la razionalità di tale spesa è l’ingente patrimonio di immobili attualmente vuoti o che lo saranno prossimamente di Comune di Torino, Provincia, Regione e Comunità montane. Secondo quanto si legge nella mozione presentata dal presidente alla Conferenza, l’Ato 3 avrebbe chiesto alla Città di Torino la disponibilità di un immobile della stessa metratura di quello oggi in affitto, ovvero circa 600 metri quadrati, ma avendo ricevuto risposta negativa ha optato per l’acquisto di uno nuovo. “Comune di Torino, Provincia e soprattutto Regione possiedono un patrimonio immobiliare immenso, in parte anche inutilizzato. È possibile che nessun immobile pubblico possa soddisfare le esigenze dell’Ato3 e si preferisca accedere ad una nuova sede?”, afferma il consigliere azzurro che conclude: “Poiché a far male si fa sempre peccato martedì interrogheremo l’assessore competente sulla proprietà dell’alloggio che l’Ato3 intende acquistare. Se infatti a pensare male si fa sempre peccato, vorremo capire cosa abbia spinto il presidente Avetta ad assumere una scelta tanto assurda. È infatti evidente che spendere due milioni di euro per un immobile anziché per garantire investimenti e nuove opportunità di lavoro rappresenta l’ennesimo spreco che non possiamo tollerare né permettere”. Leggi qui la documentazione ufficiale
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31 Ottobre 2014, ore 16,37
DAI PALAZZI

Rimpastino, Piemonte a bocca asciutta

Con la nomina del ministro degli Esteri e di due sottosegretari sfuma la speranza di avere esponenti subalpini nell'esecutivo di Renzi. E' mancato un lavoro di lobbying e un partito forte che perorasse la causa. Ma c'è chi brinda all'amico Gentiloni

Con l’ultimo rimpastino e la nomina di Paolo Gentiloni alla Farnesina si chiudono ormai quasi definitivamente le residue speranze del Piemonte di avere un esponente di peso nel Governo di Matteo Renzi. Il premier, infatti, ha scelto inoltre  due sottosegretari, Paola De Micheli all’Economia (al posto di Giovanni Le... LEGGI TUTTO
31 Ottobre 2014, ore 11,47
RISIKO BANCARIO

Mps non trova Compagnia a Torino

La Fondazione San Paolo esclude ogni coinvolgimento nell'operazione di salvataggio dell'istituto senese, nonostante il pressing dell'inner circle renziano. Porte chiuse anche a Palazzo Sansedoni. "Abbiamo già detto no un anno fa"

L’uomo di Ca’ de Sass ha detto no. Sfuma nel giro di poche ore l’ipotesi di un salvataggio di Mps da parte di Intesa Sanpaolo che era stata oggetto di un primo abboccamento da parte di Bankitalia. “Nessuna fusione. Non siamo interessati” la lapidaria risposta dell’ad Carlo Messina... LEGGI TUTTO
31 Ottobre 2014, ore 8,39
PROFONDO ROSSO

Fassino ha molto credito. Inesigibile

Una mole di "residui attivi" pesano come macigni sui conti del Comune: oltre 1,5 miliardi mai incassati, alcuni risalenti a 33 anni fa, che difficilmente entreranno nelle casse di Palazzo Civico. Urge operazione "pulizia" dei conti - di Carlo MANACORDA

Fassino ha molto credito. Verrebbe da dire che “gode di grande credito”, se non fosse che in questo caso non stiamo parlando del prestigio e della reputazione universalmente riconosciuti al sindaco di Torino. Assai più prosaicamente ci riferiamo alla mole dei cosiddetti “residui attivi” vantati dal Comune, ovvero a quelle somme che Palazzo Civico h... LEGGI TUTTO
30 Ottobre 2014, ore 18,47
GRANDI OPERE

Torino-Ceres, un tunnel pieno di ombre

Secondo round in Regione sulle procedure di gara per l'opera da 180 milioni aggiudicata dal Gruppo Gavio. Scr, la stazione appaltante, si difende: "Abbiamo agito nella piena regolarità". Ma anche la Procura ora vuole vederci chiaro

Secondo round su Scr e il collegamento ferroviario Torino-Ceres, con il tunnel che passa sotto corso Grossetto, opera da 180 milioni di cui 20 messi a disposizione dal Cipe e gli altri 160 dalla Regione Piemonte. Un’infrastruttura mastodontica, sulla quale il Partito democratico a Palaz... LEGGI TUTTO
30 Ottobre 2014, ore 16,25
SANITA'

L’Asl cambia le carte in tavola To1 di nuovo nella bufera

Il direttore Briccarello modifica l'atto aziendale mentre è oggetto di valutazione da parte dell'assessorato. Gariglio (Pd): "Assunzione di nuovo personale e aumenti di spesa". Ennesimo atto di insubordinazione e richiesta di chiarimenti da parte di Saitta

Se errare è umano e perseverare diabolico, Giovanna Briccarello pare ammantarsi a buon diritto di un’aura luciferina nel girone della sanità piemontese. Ormai tristemente nota per l’uso e l’abuso di proroghe al posto delle previste gare per la scelta di beni e servizi, e nonostante i severi rimbrotti dei revisori e dell’assessorato, dopo essere stata... LEGGI TUTTO
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