Domenica 29 Marzo 2015, ore 8,00
POLITICA & GIUSTIZIA

Bresso incalza Chiamparino

“Pensi a governare non alle dimissioni”

L'ex presidente della Regione non vede alcuna analogia tra le presunte irregolarità del centrosinistra e le firme false che fecero decadere Cota. E mentre al governatore consiglia di tirare dritto, boccia l'audit del Pd: "Inutile e rischioso"

#Sergiostaicalmo. Dovesse condensare in un tweet il suo consiglio a un Sergio Chiamparino sempre più agitato e sempre più (a parole) propenso a far saltare il banco nel caso non ci sia un pronunciamento definitivo del Tar ai primi di luglio “o giù di lì” sulla vicenda delle firme, Mercedes Bresso anteporrebbe l’hashtag a quell’esortazione che, pure, gli ha ripetuto, vis a vis, di recente: “Nervi saldi”. Ma la questione merita più di una sintesi Renzistyle, e l’ex zarina da Bruxelles la approfondisce, in un colloquio con lo Spiffero, con una premessa che riporta indietro di qualche anno e coinvolge direttamente l’europarlamentare del Pd: “Siamo di fronte a una vicenda completamente diversa da quella che denunciai io e che aveva al centro la lista di Michele Giovine. Qui mi pare sia ancora tutto da chiarire e se ci sono stati degli errori, delle irregolarità ne sono a conoscenza soltanto coloro che li hanno compiuti. Aspettiamo i risultati dell’inchiesta”. Ecco, qui sta il punto: come vivere questa attesa? “Lavorando, governando una Regione dove il centrosinistra ha stravinto ed è chiamato a dare risposte ai cittadini che gli hanno dato fiducia”. Il consiglio all’amico Sergio, quasi diventa un’esortazione, un richiamo addirittura. Corroborato da una previsione di “tempi lunghi che, come l’esperienza ci insegna, contrassegnano questo tipo di inchieste e di procedimenti dove non c’è soltanto il Tar, ma c’è anche la Procura ed è difficile che il giudizio amministrativo possa giungere prima e indipendentemente dalle conclusioni sul piano penale”. L’ultimatum o penultimatum di Chiamparino non piace alla Bresso, ma soprattutto è lei stessa ad ammettere di non comprenderne il senso. E se le si fa notare che il suo successore in Piazza Castello ha più volte ripetuto di non voler rimanere sulla graticola, lei riprende la metafora e dice: “Un presidente di Regione è sempre sulla graticola e ci rimane dal giorno in cui viene eletto e per molte ragioni. Questa delle firme mi pare sia al momento solo una carbonella, che può accendersi, come no”. Quindi la corsa in avanti del Chiampa, vista da lontano com’è Bruxelles, ma pure con ricordi ed esperienze vicine come quelli della Bresso, non pare essere la via giusta per affrontare quello che è e resta un gran brutto pasticcio in casa dem. “Ecco, invece di fare inutili commissioni di inchiesta interne al partito, quando c’è già un’indagine della magistratura, sarebbe meglio organizzare dei corsi per chi è chiamato a raccogliere ed autenticare le firme, stabilire dei protocolli rigidi, insomma fare tutto quel che serve per evitare errori e guai”. Senza infingimenti, Bresso boccia l’auditing messo in piedi dal partito “che rischia soltanto di far scatenare liti interne. Va bene il dibattito, anche acceso, vanno bene le discussioni, ma non su questo terreno”. Sui risultati del lavoro di questa commissione è tranchant: “Non si arriverà a nulla. Si solleva un gran polverone e non si arriva a una conclusione chiara e definitiva”. Meglio che il Pd “si comporti da partito di governo e quindi garantisca la governabilità, ciascuno al proprio posto di lavoro”. Incominciando proprio da lui: “Chiamparino ha stravinto le elezioni, ci sono situazioni importanti da affrontare, dalla sanità ai fondi europei, c’è un’economia che in Piemonte dà segni di ripresa e va aiutata. Cosa si fa? Tutti a casa e si spiega agli elettori che devono tornare a votare quelli che hanno appena eletto?”. E poi c’è in ballo la responsabilità: “Non è mica stato lui, nel caso si accertassero irregolarità, a dare il mandato di fare pasticci. Non si assuma le responsabilità di altri. La sua è quella di governare il Piemonte”. Una linea quella di Mercedes Bresso che pare ricalcare l’appello di Mauro Laus, anche se va osservato come l’europarlamentare sia estranea e quindi non toccata direttamente da un’eventuale otto settembre di Palazzo Lascaris dove qualcuno, invece, teme che dopo il tutti a casa, non sia così automatico il ritorno alla poltrona dell’emiciclo. È dura, ma alla fine tocca ammetterlo: “Non capisco cosa voglia fare”, dice l’ex zarina riferendosi al Chiampa e ai suoi propositi in caso la faccenda vada per le lunghe. “In quel caso la sua sarebbe una decisione completamente politica, ma io non la condivido e spero davvero che resti al suo posto come la situazione richiede e la legittimazione politica glielo consente al di là di ogni critica o attacco. Ripeto, il Piemonte va governato e Sergio deve restare al suo posto. Nervi saldi e vada avanti”.
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28 Marzo 2015, ore 20,58
FIANCO DESTR

Nella Lega si Salvini chi può

Più che una manifestazione contro Chiamparino è stata un'adunata identitaria della nuova destra con l'attestato alla leadership dell'"altro Matteo" di tutto l'establishment in corsa a riposizionarsi. Tanti giovani di CasaPound. E su Cota cala il sipario

Se non fosse per le magliette indossate sotto le felpe d’ordinanza e qualche accenno al “malgoverno della sinistra”, nessuno si sarebbe accorto della ragione che ha spinto la Lega Nord a scendere in piazza a Torino. Tanto quell’invito “Chiamparino a casa”, così perentorio all’origine, è annegato... LEGGI TUTTO
28 Marzo 2015, ore 8,15
FIANCO DESTR

Forza Italia vintage, riparte dal fisco

L'ex assessora Porchietto lancia da Torino un'iniziativa nazionale sullo "statuto del contribuente". E a chi sospetta sia la risposta alla prova muscolare di Cirio, suo concorrente nella leadership piemontese, replica: "Noi ci occupiamo di contenuti"

A chi tende a circoscrivere la sua iniziativa nel perimetro degli equilibri interni a Forza Italia, una sorta di risposta alla prova muscolare esibita la settimana scorsa da Alberto Cirio, suo concorrente nella leadership piemontese degli azzurri, che ha riempito la Gam al grido di “Torino ai torinesi” in vista dei prossimi appuntamenti elettora... LEGGI TUTTO
27 Marzo 2015, ore 15,30
RIFORME

“Più soldi ai Comuni o qui si chiude”

Fassino al braccio di ferro col governo. Municipi e Città metropolitane hanno bisogno di maggiori risorse per chiudere i bilanci, "mica ce li giochiamo al casinò". Proposta di decreto Anci per sbloccare fondi e introdurre nuove tasse - DOCUMENTO

Comuni e Città metropolitane sono al verde e anche i servizi minimi e la stessa sussistenza degli enti locali è messa a dura prova dagli ultimi tagli del Governo. Non è la solita tiritera di sindaci e rappresentanti delle varie associazioni di municipi e province, quello di Piero Fassino è un vero e proprio braccio di ferro che intende ingaggiare con Palazzo Chigi... LEGGI TUTTO
27 Marzo 2015, ore 10,07
ALTA TENSIONE

#MaiConSalvini, raid contro la sede leghista

Imbrattato il quartier generale del Carroccio torinese a San Salvario. E' il benvenuto degli antagonisti al leader, atteso domani sotto la Mole per la manifestazione #Chiamparinoacasa. Azione rivendicata con un comunicato farneticante - VIDEO

Vandalizzata e imbrattata da un gruppo di antagonisti, ieri sera, la sede della Lega Nord in largo Saluzzo, nel quartiere San Salvario di Torino. I manifestanti, circa una ventina, avevano tenuto un corteo di protesta per le vie della zona contro la visita di Matteo Salvini, prevista per sabato prossimo in piazza Solferino. Al termine un gruppo di manifestant... LEGGI TUTTO
27 Marzo 2015, ore 7,53
TRAVAGLI DEMOCRATICI

Firme false, ora s’incazzano i Moderati “Pd chiuda il suo congresso infinito”

Portas contro la prima forza della coalizione. "Basta con il continuo rimpallo di responsabilità, c'è da governare il Piemonte". Ieri resa dei conti in segreteria tra fassiniani e Gariglio: l'audit chiuderà in tempi brevissimi. Salta il responsabile organizzazione

Se fosse un generale Davide Gariglio sarebbe un comandante accerchiato. Tanti, forse troppi, i fronti aperti per il segretario piemontese del Pd, che deve guardarsi dal fuoco della Procura, del Tar, delle altre correnti interne al partito, ora anche dagli alleati in Regione. Così, rintuzzati gli attacchi dei fassiniani in una segreteria tesissima, a strettissimo giro &e... LEGGI TUTTO
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