Giovedì 18 Dicembre 2014, ore 21,00
RIFORME

Province, pericolo scampato

Esuberi congelati per un anno

La "salvezza" arriva dal maxi-emendamento presentato dal Governo alla legge di stabilità. Problemi invece potrebbero esserci per i lavoratori a termine in scadenza. Si tratta di "qualche centinaia" di persone ma è probabile che si preveda una proroga

Pericolo scampato. O, almeno, rinviato. Nessun dipendente delle Province verrà licenziato il 1° gennaio. Scatta la mobilità per i lavoratori in esubero, da ricollocare prioritariamente in Regioni e Comuni. E per due anni conserveranno il posto di lavoro. “Non mi aspetto colpi di scena né sorprese”, dichiara il relatore al Ddl di Stabilità, Giorgio Santini (Pd), parlando del maxi-emendamento che il Governo presenterà domani nell’Aula del Senato, sottolineando che “tutte le modifiche concordate saranno riportate in modo preciso”. Una delle misure che entreranno nel provvedimento, per Santini, è quella su mobilità e mutui delle Province. Si tratta del provvedimento partorito da Palazzo Chigi in commissione Bilancio ma non votato. L’esponente del Pd sottolinea che “nessun lavoratore delle Province sarà licenziato il primo gennaio”. Si tratta di un tema che interessa circa 12mila dipendenti. Problemi invece potrebbero esserci per i lavoratori a termine in scadenza. Si tratta di “qualche centinaio” di lavoratori ed è probabile che si preveda una proroga nel Dl milleproroghe ma c’è anche la questione di misure per la “tenuta finanziaria delle Province”. “Il rinvio di un anno consentirà di occuparsi del personale che deve seguire le funzioni e i servizi – scrive su Facebook il deputato torinese Umberto D’Ottavio - . Se le competenze sono passate ai Comuni o alle Regioni è opportuno che i dipendenti continuino ad occuparsi di fornire i servizi dalle nuove postazioni, evitando sia la mancanza degli interventi previsti ai cittadini, dalla manutenzione delle scuole alla percorribilità delle strade, sia il rischio concreto di esuberi inspiegabili di fronte al fatto che qualcuno deve comunque svolgere le funzioni. In questo modo il Governo dà una risposta positiva al drammatico incrocio creatosi tra la cessazione delle Province, la nascita delle città metropolitane e la ricollocazione delle funzioni.” Nel pomeriggio di oggi circa 300 dipendenti della Provincia di Torino si erano ritrovati in picchetto davanti alla sede del Consiglio regionale in via Alfieri. Contestato l’ex presidente di Palazzo Cisterna Antonio Saitta, oggi assessore alla Sanità della Regione, cui i suoi ex dipendenti hanno dato dello “Schettino” per aver abbandonato l’ente proprio nel momento più difficile. Successivamente alcuni delegati sono intervenuti in Consiglio per esporre le proprie preoccupazioni, ricordando anche la difficile situazione dei 22 precari oggi in capo alla Provincia, che più di tutti rischiano di perdere il posto. L’aula ha successivamente approvato un ordine del giorno, primo firmatario il democratico Antonio Ferrentino - che è stato consigliere in Provincia fino a pochi mesi fa – che impegna la giunta ad affrontare la questione in un tavolo nazionale assieme ai rappresentanti di Anci e Upi. Leggi l'ordine del giorno approvato in Regione
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18 Dicembre 2014, ore 13,00
RIFORME

Chiamparino ha ragione, meno Regioni

Il governatore, nonché presidente dei presidenti, lancia una proposta: “Servono ma vanno riorganizzate. Si potrebbe ridurne il numero e rivedere le competenze, magari aggregandole su progetti condivisi”. La palla al confronto con il Governo

“Pronti a discutere sulla riduzione delle regioni. Servono, ma devono essere riorganizzate. Si potrebbe fare delle cose insieme tra diverse regioni, aggregarle su progetti condivisi, sulla gestione di alcune strutture anche sanitarie”. Lo dice il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino a Mix24 di Giovanni... LEGGI TUTTO
18 Dicembre 2014, ore 10,30
SANITA'

7 Asl e 5 aziende ospedaliere Ecco i piani segreti della Regione

Assessore Saitta al lavoro. San Luigi accorpato alla Città della Salute, Novara, Biella e Vco sotto un unico tetto, Alessandria con Vercelli e Cuneo 1 con Asti. Da corso Regina frenano. Sindacati ancora scettici sulla riorganizzazione della rete ospedaliera

Ridurre a dodici le aziende sanitarie, cinque Aso e sette Asl. Più di un’idea, meno di un progetto definito. Forse un piano segreto e ad oggi, ovviamente, smentito dall’assessorato che potrebbe segnare un’ulteriore rivoluzione nella sanità piemontese. I presupposti per avvalorare rumors insistenti circa una serie di accorpamenti delle aziende, di certo, non... LEGGI TUTTO
17 Dicembre 2014, ore 11,59
ALTA TENSIONE

Vandali, ma non sono terroristi

Condannati per danneggiamento e non per eversione i quattro No Tav imputati per l'assalto al cantiere di Chiomonte dello scorso anno. Inflitti 3 anni e 6 mesi di carcere e la liquidazione a Ltf dei danni arrecati. "Procura sconfitta" esultano i leader

Non sono terroristi. I quattro anarchici No Tav che nella notte del 14 maggio del 2013 hanno assaltato il cantiere di Chiomonte della Torino-Lione sono stati dichiarati colpevoli dalla Corte d’Assise, con le accuse di detenzione di armi (le bottiglie molotov con cui hanno dato fuoco ai macchinari), danneggiamenti e violenza a pubblico ufficia... LEGGI TUTTO
17 Dicembre 2014, ore 6,45
DECADENCE

Forza Italia, male il tesseramento Una fondazione per il dopo Cav.

Il brand non tira più come un tempo e Berlusconi è costretto a concedere un’altra proroga alle iscrizioni. Le casse sono vuote e il partito piemontese studia nuove modalità di organizzazione per il fundraising. Anche in vista di scenari futuri

Berlusconi è in ambasce e il partito non tira. E così vista la difficoltà, in Piemonte come nel resto d’Italia, di raggiungere gli obiettivi assegnati alle diverse strutture regionali nel reclutamento di iscritti, si è deciso di prolungare di un altro mese la “campagna adesioni 2014” a Forza Italia. Un rinvio che rappresenta l’ultimo, inequivocabi... LEGGI TUTTO
17 Dicembre 2014, ore 6,55
ALTA TENSIONE

No Tav: terroristi o compagni che sbagliano?

Prevista oggi la sentenza per i quattro attivisti in carcere da un anno con la pesante accusa per l’assalto al cantiere di Chiomonte. Vigilia di tensione, tra treni bloccati e molotov recapitate a una ditta “collaborazionista”. Il movimento in allerta

Per oggi è prevista in Corte d’Assise la sentenza del processo a quattro anarchici - Niccolò Blasi, Mattia Zanotti, Chiara Zenobi e Claudio Alberto - in carcere da un anno con l’accusa di terrorismo per l’assalto del 14 maggio 2013 al cantiere di Chiomonte della Torino-Lione. E qualcuno ha deciso di alzare la tensio... LEGGI TUTTO
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