Giovedì 24 Aprile 2014, ore 20,46
CENTRODESTRA

Per la Regione Ncd ha in testa Leo

Tocca al consigliere ciellino guidare la lista degli alfaniani. Una scelta che premia lealtà, esperienza, perseveranza e soprattutto prefigura il progetto politico della neonata formazione. Una s-Coppola per il giovin assessore che finisce al numero due

Spetta a Giampiero Leo capitanare la squadra del Nuovo Centrodestra alla sua prova elettorale in Piemonte. La scelta della formazione nata dalla scissione del Pdl ha un preciso significato politico. Leo con la sua storia è il migliore interprete di quella scommessa che Angelino Alfano e i suoi stanno proponendo a livello nazionale: costituire le basi per un futuro centrodestra de-berlusconizzato in grado di unire la tradizione liberal-cattolica di stampo europeo. Con un candidato presidente “laico” come Enrico Costa, Leo rappresenta il secondo filone culturale. Certo, in suo favore hanno pesato più fattori: l’esperienza accumulata in tanti anni nelle istituzioni, prima al Comune di Torino e successivamente in Regione, la lealtà al progetto sposato senza titubanze fin dai tempi della travagliata separazione e, non ultimo, la militanza ciellina. Eppure, proprio su quest’ultimo aspetto, Leo ha conquistato i galloni sul campo: a differenza di quanto è accaduto e sta accadendo nella terra madre di Cl, la Lombardia, dilaniata da lotte fratricide, in Piemonte Comunione e liberazione è unita e concorde sulla strada intrapresa, senza rivalità laceranti e soprattutto immune da ombre e scandali giudiziari, uno stato di “grazia” a cui tutti assegnano gran parte del merito all’afflato “ecumenico” del loro principale esponente. È altrettanto rilevante che la posizione di capolista sia stata assegnata a lui e non a Michele Coppola, assessore uscente dalla smodata ambizione, su cui grava il sospetto di “combine” con la sua collega di giunta e in un primo tempo compagna di partito, Claudia Porchietto, passata armi e bagagli in Forza Italia. A dar retta alle esternazioni di Enzo Ghigo, nume tutelare di entrambi, i due avrebbero studiato a tavolino le rispettive collocazioni con l’obiettivo di salvaguardarsi reciprocamente: uno con gli alfaniani, l’altra tra i berlusconiani. Se non è vero, la cosa è altamente verosimile. Dopo il numero due Coppola una rappresentanza femminile, la bonsignoriana Rosalba La Fauci. Ma Leo, che in questi quattro anni non ha lesinato critiche alla giunta Cota, differenziandosi spesso soprattutto quanto venivano messi a repentaglio i fondi per la Cultura, offre al partito di Alfano e Costa l’opportunità di segnare quella discontinuità con l’amministrazione uscente di piazza Castello che è stata posta in queste settimane di polemiche con gli (ex) alleati come condizione pregiudiziale per mantenere in vita la coalizione. Sarà Leo la stampella del centrosinistra qualora, come qualcuno preconizza, Sergio Chiamparino si ritrovasse all’indomani del 25 maggio con una maggioranza risicata? Molti lo sospettano, non solo in virtù della collaborazione al governo di Roma. Leo, che nel materiale elettorale ha trasformato il suo cognome in un acronimo – Libertà, Esperienza, Operosità -, alle alchimie politi ciste mostra di preferire la concretezza: «La sfida è credere che la buona politica si riconosce - ha affermato l’altra sera all’inaugurazione della nuova sede Ncd di via Botero -. Ma qual è la buona politica? Quella che supera le differenze per provare a dare risposte alle persone, per essere disponibile, per ascoltare e farsi ascoltare». Il suo cavallo di battaglia è, ovviamente la Cultura, diventata una vera e propria ossessione al punto che si è talmente identificato nel ruolo di assessore – incarico ricoperto nell’ultima giunta Ghigo – da considerare un usurpato chiunque gli sia succeduto, indipendentemente dal colore della casacca. «Vogliamo tornare a poter investire in ambito culturale almeno lo 0,6-0,8% del bilancio della Regione – insiste -. L’attuale quota, pari allo 0,4% del bilancio, è davvero troppo risicato per un ambito che, se sostenuto con risorse adeguate, è in grado non soltanto di autofinanziarsi, ma di generare effetti positivi a cascata su occupazione ed economia». La soglia oltre la quale gli investimenti in cultura producono ricchezza è stimata, da tutte le più attendibili statistiche internazionali, attorno all’1,2% del bilancio. «Da troppo tempo – spiega - si preferisce importare format esistenti, spesso di provenienza estera, anziché investire sui soggetti locali che producono cultura. Poiché da questo punto di vista le eccellenze piemontesi non mancano, vogliamo produrre un cambiamento di rotta. Inoltre, vogliamo non rinunciare a investire sulle piccole realtà, che molti sacrificano sull’altare dell’appoggio esclusivo alle grandi istituzioni della cultura».
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24 Aprile 2014, ore 11,40
POLITICA & GIUSTIZIA

Pichetto “assolve” l’indagato Berutti

Per il sindaco di Tortona, aspirante consigliere regionale, con tre procedimenti penali pendenti, non valgono le cautele che hanno portato a estromettere gli indagati di Rimborsopoli dalla corsa verso Palazzo Lascaris. Il disappunto di Tino Rossi

Vuoi per la comune ex militanza nella Lega, vuoi per amicizia, per conterraneità mandrogna o per calcolo elettorale, il ticket tra l’europarlamentare Tino Rossi e il consigliere regionale Michele Formagnana, in provincia di Alessandria aveva preso a girare a suon di manifesti, santini e convegni. Ma adesso che dal tand... LEGGI TUTTO
24 Aprile 2014, ore 8,30
PIEMONTE ALLE URNE

Regionali, liste a rischio cancellazione

Per effetto della sentenza del Tar che ha ha annullato l’atto di proclamazione degli eletti del 2010, i collegamenti dichiarati dai capigruppo sarebbero illegittimi. Una situazione che mette in ansia soprattutto Forza Italia e apre le porte a contenziosi legali

Nel gergo burocratico-politico si chiamano “collegamenti” e sono gli artifizi che consentono ai partiti di presentare liste senza raccogliere le firme, purché “apparentate” ai gruppi consiliari di Palazzo Lascaris. Ma proprio questa procedura, definita in una delle ultime riunioni della conferenza dei capigruppo, quella di venerdì... LEGGI TUTTO
23 Aprile 2014, ore 21,26
CENTRODESTRA

Non era amore, ma un calesse

Toti, lo staffiere di Berlusconi, decreta il divorzio dagli alleati: "Per sposarci bisogna essere in due". Figurarsi in quattro. E così sfuma la grande ammucchiata per le Regionali. Tra le sette liste in appoggio a Pichetto ci sono i Pensionati, ma non quelli di Giovine

A Giovanni Toti sarebbe piaciuto un triangolo, invece gli tocca ora recriminare per il matrimonio mancato con Ncd e Fratelli d’Italia. Il consigliere politico di Silvio Berlusconi oggi a Torino per la presentazione delle liste di Forza Italia ha così commentato la rottura del tetto coniu... LEGGI TUTTO
23 Aprile 2014, ore 17,00
REPULISTI

Forza Italia, la rabbia degli epurati

Consiglieri di Rimborsopoli esclusi dalla lista. Pedrale diplomatico: "Lascio dopo 14 anni per fare spazio a nuove energie". Polemico Tentoni: "Decisione che tradisce il garantismo, principio fondante del nostro partito". Fuori pure Formagnana e Leardi

C’è chi lascia per stanchezza, chi perché dopo molti anni trascorsi nell’assemblea regionale pensa sia giusto lasciare spazio a energie fresche, chi perché costretto: in tutti quanti vi è però amarezza per come si è conclusa, almeno temporaneamente, la loro carriera di consiglieri regionali: nel disdoro di un’inchiesta, quella sui rimborsi in... LEGGI TUTTO
23 Aprile 2014, ore 13,40
CHE FARE?

Pichetto: “Volteremo pagina” (forse)

Il vicepresidente della Regione e candidato di FI-Lega risponde in modo generico alle domande dello Spiffero. Obiettivi prioritari la digitalizzazione del Piemonte e una profonda riforma del sistema delle partecipazioni pubbliche. Manacorda: "Manca un programma"

Innovare nel segno della continuità. È il binario sul quale corre la proposta politica di Gilberto Pichetto, vicepresidente uscente della giunta regionale e candidato governatore di Forza Italia e Lega Nord. Rispondendo alle domande poste dall’econ... LEGGI TUTTO
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