Domenica 19 Aprile 2015, ore 8,30
POLITICA & SANITA'

Meno Asl, risparmi illusori

Pensare di fare efficienza riducendo il numero di aziende sanitarie, accorpandole e creando realtà più grandi è "tecnicamente una sciocchezza". Per Monchiero, deputato montiano e manager di lungo corso, tanto vale abolirle del tutto. Serve maggiore autonomia

“Se le Asl così come sono funzionano male, non si cerchi di risolvere il problema facendo aziende più grandi. A questo punto, meglio eliminarle del tutto e affidare la gestione della sanità direttamente alle Regioni”. La provocazione arriva da Giovanni Monchiero, deputato di Scelta Civica e soprattutto direttore Asl di lungo corso (dalle Molinette alla Cuneo2): una soluzione drastica, ma ineludibile se i segnali che continuano ad arrivare sono mirati a ridurre il numero delle aziende. Una iattura, per il montiano che pur conquistato alla politica dal loden, non ha mai rinunciato ad occuparsi di camici bianchi. La sua è, fuor di dubbio, una risposta alla sortita di Matteo Renzi dei giorni scorsi sulla mole di aziende sanitarie in molte regioni. “Un bel tweet, ma tecnicamente una sciocchezza” dice. E straccia la ricetta per curare la sanità data dal premier in meno di 140 caratteri. La terapia Monchiero è tutt’altra cosa, l’opposto, per capirci, di quanto Renzi ha esortato le Regioni a fare e che pure in Piemonte sembra trovare più di uno disponibile almeno a provarci. Non che Sergio Chiamparino non veda l’ora di prendere a sforbiciate le aziende, ma l’ipotesi di qualche accorpamento, magari tra Asl e Aso contigue non è mai stata esclusa a priori neppure dallo stesso assessore Antonio Saitta. Mesi addietro si era discusso della proposta fatta dal sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere (Pd) di fare dell’Asl alessandrina e dell’Aso che sta nel capoluogo madrogno un’unica realtà, ma tutto finì in un cassetto non tanto per una condivisione delle ragione tecniche che sono alla base del Monchiero-pensiero, quanto per equilibri politici e poltrone che rischiavano di saltare. “Le aziende non vanno ridotte. Piuttosto va aumentata la loro autonomia per accrescerne l’efficienza” spiega l’ex manager della sanità adesso sui banchi di Montecitorio. Il suo ragionamento parte da un presupposto, anzi dalla storia che racconta proprio la nascita delle Asl: “L’aziendalizzazione fu la via imboccata vent’anni fa per liberare la sanità dai legacci della politica, dai troppi interessi degli enti locali e dai costi che quel sistema comportava. Ma in questi ultimi anni quel principio è stato di fatto contraddetto e gettato via gran parte di quello che si era costruito”. Per spiegare dove sta il virus, Monchiero mutua un antico residuato della politica di sinistra qual era il centralismo democratico in quell’altrettanto, a suo avviso, deprecabile “centralismo regionale”. Scarsa o nulla autonomia delle aziende sanitarie, ecco lo stato attuale e la ragione di molti mali, ma anche di quell’eccessiva dipendenza dalla Regione di cui soffrono (o in molti casi godono) i direttori generali. “Devono avere più indipendenza. I finanziamenti devono essere stabiliti preventivamente e in maniera oggettiva. Poi chi è bravo li usa bene e riesce a gestire l’azienda, chi non ci riesce vuol dire che non è capace e come lui non lo sono i dirigenti che da lui dipendono”. Insomma niente spese pagate a piè di lista o direttori in regione con il cappello in mano. “Oggi e parlo a livello nazionale, la gestione delle aziende salvo rare eccezioni non è efficiente come dovrebbe. E il motivo sta proprio nella mancanza di quell’autonomia che negli anni è venuta meno e che va riconsegnata nelle mani dei direttori generali. Che a loro volta devono essere meno legati alla politica”. Detta da un parlamentare, ex direttore di Asl e Aso, può sembrare a dir poco bizzarra, la cosa. “Ma no, è ovvio che la scelta di nominare o meno un direttore generale, tra tanti bravi, è e rimane politica, ma il legame lo si riduce aumentando lo spazio di autonomia del manager. Che adesso, invece, alla politica è legato a filo doppio”. Efficienza per Monchiero non può andare d’accordo con aziende grandi. E se la linea indicata da Renzi è quella di ridurre il numero della Asl è ovvio che se ne aumentano le dimensioni, di qui non si scappa. Strada sbagliata per il montiano di Alba. Quella che egli indica, invece, porta a “premiare chi fa bene, penalizzare chi fa male”. Niente di nuovo sotto il sole, quanto ad enunciazione di principi, ma la realtà racconta di direttori rimasti incollati alla poltrona a dispetto dei santi, anche in Piemonte. “Eppure questo è l’altro aspetto dell’innovazione che occorre per superare la mancanza di efficienza – spiega –. Oggi paradossalmente con i tagli percentuali e lineari è penalizzato chi fa bene e avvantaggiato chi amministra male”. E male fa, a detta di Monchiero, il premier a buttarla facile sulla riduzione delle aziende. Quel tweet il deputato di Scelta civica lo boccia senza se e senza ma. Promossi invece Chiamparino, Saitta e pure il direttore Fulvio Moirano. “Devono vedersela con un problema davvero pesante, hanno tutta la mia solidarietà. E se non ci riescono loro a tirare fuori il Piemonte da una situazione difficile come quella che hanno trovato, non ce la fa nessun altro”. Bollettino medico ottimista, ma la prognosi resta riservata.
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18 Aprile 2015, ore 20,35
OPPOSIZIONE

Meloni contro “Chiampa mani di forbice”

La leader di Fratelli d'Italia a Torino lancia la campagna #cambiaverso per contrastare la giunta regionale "che taglia nei settori più delicati". Ma è un partito ancora lacerato tra la componente "governativa" di Ghiglia e i "barricaderi" di Marrone

Un’opposizione fuori e dentro il Palazzo, a cominciare da Palazzo Lascaris, sede del parlamento piemontese, dove Fratelli d’Italia intende contrastare “Chiampa mani di forbice”, il governatore Sergio Chiamparino, “che taglia nei settori più delicati”. È il proclama pronunciato... LEGGI TUTTO
18 Aprile 2015, ore 8,25
TRAVAGLI DEMOCRATICI

Firme Pd, tutto in mano al Regionale

In una mail il responsabile organizzativo Fazzone comunicava i nomi dei collettori con i rispettivi target, esautorando nei fatti le federazioni provinciali, a cominciare da quella di Torino. Un atto che sembra sovvertire l’esito dell’audit interno

Basta una mail per far cadere il castello costruito in settimane di audizioni, testimonianze, analisi dei documenti. Basta una mail per dimostrare che non era la Federazione provinciale di Torino a occuparsi della raccolta delle firme per le elezioni Regionali, o almeno non solo. Per far crollare l’alibi (di legno più che di ferro) che si sarebbe costruito il segretario piemontese ... LEGGI TUTTO
17 Aprile 2015, ore 19,23
PALAZZO CIVICO

Torino è di Braccialarghe sull’effimero

Tutti contro Passoni in Commissione Bilancio per i 5 milioni previsti a favore dei grandi eventi del 2015. Da destra a sinistra, la preoccupazione per welfare e servizi sempre più penalizzati. La delibera va in aula con un solo voto di scarto

Grandi eventi contro welfare e servizi. Metterla giù così è un po’ come tagliare con l’accetta una questione estremamente complessa, ma rende l’idea della discussione deflagrata oggi durante la commissione Bilancio del Comune di Torino, presieduta da Alessandro Altamura. La situazione dei conti di Palazzo Civico è nota: a un bila... LEGGI TUTTO
17 Aprile 2015, ore 19,12
LIBERALIZZAZIONI

Uber non è un taxi abusivo

Una sentenza conferma che l’operatore privato non fa concorrenza alle auto bianche. Il giudice di pace annulla multa e confisca del veicolo del driver. “Prima di applicare sanzioni occorre disciplinare il servizio”. Tassisti in strada per protesta

Uber non fa concorrenza ai taxi, almeno finché una legge non stabilirà la liceità o meno del servizio di trasporto privato su auto in città. Lo ha stabilito un giudice di pace di Torino, che ha annullato la multa, la confisca del veicolo e le altre sanzioni nei confronti di un'autista fermato dalla polizia municipale lo scorso dicembre. «P... LEGGI TUTTO
17 Aprile 2015, ore 15,00
FIANCO DESTR

Centrodestra unito? Manco per sogno

La Lega diserta la kermesse di Olivetti alla Gam. Altolà di Salvini, in attesa di chiarire il quadro nazionale. Ncd manda in avanscoperta Liardo e intanto lavora a un laboratorio civico e moderato. Stato maggiore a rapporto con il coordinatore piemontese Costa

La Lega smette di sognare con il centrodestra. Almeno per il momento. Al terzo appuntamento dell’iniziativa promossa da Luca Olivetti che a febbraio lanciò per la prima volta “Un sogno per Torino” con l’intento di riunire tutte le sigle dell’ex galassia berlusconiana in vista delle elezioni amministrative, gli esponenti del Carroccio... LEGGI TUTTO
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