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Lunedì 02 Marzo 2015, ore 17,41
POLITICA & SANITA'

Migliorano i conti della Sanità

Saitta si fa bello grazie a Monferino

L'assessore regionale sbandiera i bilanci delle aziende sanitarie. Dal 2012 al 2013 il deficit si è ridotto di quasi 100 milioni. Merito del blocco del turn over e dei provvedimenti della giunta Cota. Il centrodestra: "Il nostro piano di rientro ha funzionato" - TABELLE

Un disavanzo di 126 milioni nel 2012 e di 38 nell’anno successivo. Dal raffronto dei bilanci consuntivi delle aziende sanitarie, dopo che alla buon’ora anche quelli 2013 sono stati approvati dalla Regione, la differenza che sfiora i cento milioni balza all’occhio. Finalmente una notizia positiva: ma se l’assessore alla Sanità Antonio Saitta fa bene a rivendicare il merito di aver dato un’accelerata all’approvazione dei conti delle 19 Asl e Aso piemontesi, dall’altra si guarda bene dal riconoscere i meriti della precedente giunta. Meriti rivendicati all’unisono dai tre ex assessori “forti” della scorsa legislatura: Gilberto Pichetto (Bilancio), Ugo Cavallera (Sanità) e Claudia Porchietto (Lavoro), tutti e tre di Forza Italia, che in una nota congiunta rivendicano la bontà delle scelte fatte in tema di sanità dalla squadra di Roberto Cota, «obbligata a dare una risposta alla gestione allegra dell’amministrazione Bresso». In una nota, Saitta spiega come «gli unici risparmi che le aziende avevano effettuato nel 2012 erano stati quelli dovuti al blocco pressoché totale del turn over del personale» dovuto allo stato di pre-commissariamento, e pure nel 2013 la voce più rilevante che ha contribuito a ridurre il disavanzo è stata la stessa. Il costo del personale si è ridotto di ben 56 milioni di euro, a fronte di un aumento della spesa per prodotti farmaceutici ed emoderivati di 27 milioni. Mentre i costi alla voce altri beni e servizi si sono ridotti di 54 milioni. C’è stata inoltre una contrazione dei cosiddetti costi esterni di 99 milioni: in particolare le prestazioni dai soggetti privati hanno subito una contrazione di 86 milioni e la spesa farmaceutica convenzionata è scesa di 15 milioni. Insomma, se l’allora titolare di corso Regina Paolo Monferino e l'allora presidente Roberto Cota finiscono oggi sulla graticola dei loro successori per il blocco del turn-over ("delibera, peraltro, mai revocata" fanno notare dal centrodestra), sembra passare sotto silenzio la diminuzione di costi. Intanto Saitta oggi pronostica per l’anno appena trascorso un cambiamento: sulla base del preconsuntivo del quarto trimestre 2014, l’assessorato sostiene di essere già in grado di prevedere con sufficiente certezza che l’esercizio si concluderà con un risultato di gestione positivo in quantità sufficiente per finanziare nel corso del 2015 il costo dell’aumento di personale sanitario (e anche in questo caso a fare la differenza sono stati i provvedimenti del centrodestra). Nota dolente, si diceva, quella del personale: Saitta accusa chi lo ha preceduto di aver ridotto le spese solo tagliando, appunto, i dipendenti. Ma anche su questo fronte l’attuale giunta, che ha già annunciato enne volte lo sblocco del turn over deve incassare l'ennesimo rinvio imposto da Roma. Saitta, in una nota, ricorda come «Sergio Chiamparino ha chiesto al cosiddetto Tavolo Massicci la convocazione urgente e anticipata per esaminare la nostra richiesta di deroga al blocco del turn over». Richiesta che non ha avuto riscontro. La riunione del Tavolo è fissata da tempo a fine marzo, respinta la richiesta di governatore e assessore di anticiparla a febbraio, confidando addirittura di poter fare le prime assunzioni di infermieri entro marzo. A Saitta non resta che poter rivendicare la conclusione dell’assurda vicenda dei bilanci chiusi e inviati in ritardo dalle Asl e annunciare che «gli effetti del governo della sanità che hanno già iniziato a produrre risultati di riduzione della spesa nel quarto trimestre del 2014, si svilupperanno in modo consistente nell’intero esercizio 2015 e saranno maggiori con l’aumento dei controlli che stiamo elaborando e con l’assegnazione ai direttori generali, che saranno nominati prossimamente, di obiettivi puntuali». Secondo l’assessore «il 2015 può essere l’anno del cambiamento per migliorare la sanità piemontese guardando al futuro: è a portata di mano la ripresa dell’attività dopo anni di decrescita che hanno aumentato le liste di attesa e la quantità dei piemontesi che hanno scelto di andare farsi curare fuori regione. Sono certo che le misure adottate in questi mesi elimineranno sprechi e diseconomie e libereranno risorse per investimenti e tecnologie. Le indicazioni sulla riorganizzazione della rete ospedaliera sono suffragate da dati scientifici: senza chiudere ospedali e senza ridurre servizi all'utenza, garantiremo più sicurezza ai cittadini e costruiremo contemporaneamente un sistema di assistenza territoriale con la stessa autorevolezza degli ospedali». Tanti e buoni propositi, che devono fare i conti con una realtà troppo spesso diversa e lontana: a parte la spada di Damocle dei ricorsi contro la riorganizzazione della rete ospedaliera, resterà da vedere se davvero i nuovi direttori generali delle aziende saranno chiamati a seguire direttive precise e nel caso ciò non avvenga o avvenga di peggio – come avvenimenti più e meno recenti hanno dimostrato – possano essere spediti a casa senza se e senza ma. Sarà insomma da vedere cosa scriverà la Regione nei contratti con i futuri direttori generali, per evitare di presentarli come manager di stile privato e poi inamovibili come i peggiori burosauri pubblici. Nell’attesa, forse sarà il caso che Chiamparino ricordi al ministero quella sua richiesta “urgente”. Guarda i bilanci delle 19 Asl e Aso
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02 Marzo 2015, ore 16,36
REGIONE PIEMONTE

Dipendenti in fuga dal grattacielo

La nuova sede della Regione non piace a chi dovrà tra pochi mesi dovrà lavorarci. Troppo decentrata e sistemazione “non adeguata”, così molti pensano di chiedere il trasferimento al Consiglio. Sindacati sul piede di guerra chiedono un incontro con l’archistar

La questione è molto terra terra. Mentre committente (Sergio Chiamparino) e progettista (Massimiliano Fuksas) disquisiscono di marmi delle Alpi e pietre di Luserna, mosaici da inserire nei bagni e colori per ogni piano della struttura, i dipendenti della Regione non ne vogliono proprio sapere di salire sul grattacielo destinato a diventa... LEGGI TUTTO
02 Marzo 2015, ore 13,54
FIANCO DESTR

In Forza Italia comanda uno solo: Lui

Se Fitto vuole venire a Torino "in pace" è necessario che si chiarisca con Berlusconi. Così il numero uno azzurro Pichetto sbatte la porta all'ex governatore della Puglia, dopo aver sollevato dagli incarichi Puglisi e Zanetta. Dialogo tra sordi

Forza Italia è Silvio Berlusconi. Punto e basta, la questione finisce qui. E se Raffaele Fitto vuole venire a Torino si ricordi di passare prima da Arcore, a costo di allungare un po’ la strada. Questo in soldoni il pensiero di Gilberto Pichetto, numero uno azzurro in Piemont... LEGGI TUTTO
02 Marzo 2015, ore 8,00
FIANCO DESTR

“Vengo in pace, con la forza delle idee” Fitto spiega lo “sbarco” in Piemonte

Dopo le epurazioni, il leader dei Ricostruttori invita il coordinatore Pichetto a un confronto pubblico: "Lavoriamo per rilanciare Forza Italia, nessuna operazione correntizia o colonizzatrice". Nel partito sale il malcontento verso il "club della prostata"

Una stretta di mano, magari pure una pacca sulla spalla e poi l’uno a fianco all’altro a spiegare le proprie ragioni, a confrontarsi sui “contenuti”, persino a esprimere dissenso sulle reciproche posizioni. In fondo, una cosa normale in un partito. La scena dell’incontro tra Raffaele Fitto e Gilberto Pichetto all’Hotel Fortino, il prossimo 14 marz... LEGGI TUTTO
01 Marzo 2015, ore 8,30
SUL CARROCCIO

Salvini snobba il Piemonte (e Cota)

Dal palco romano neppure una parola sulla vicenda delle firme elettorali e sulla manifestazione che a fine mese cercherà di "mandare a casa" Chiamparino. E al suo luogotenente concede solo una fugace apparizione e un selfie in piazza

Se nelle previsioni, o più ancora negli auspici, di Roberto Cota quella di ieri doveva essere la proiezione nazionale della manifestazione che la Lega ha indetto per il prossimo 28 marzo in cui chiederà a Sergio Chiamparino di “andarsene a casa”, qualche aggiustamento l’ex governatore, nei prossimi giorni, dovrà metterli in conto. E magari pure... LEGGI TUTTO
28 Febbraio 2015, ore 21,14
TRAVAGLI DEMOCRATICI

Il Pd prende le distanze. Da se stesso

Scoppia la polemica dopo i gazebo allestiti a Torino: “Fassino non esce benissimo” dai 500 questionari distribuiti in città. Vertici del partito irritati. Per il segretario provinciale Morri è una iniziativa “ostile e sleale”. Gli assessori litigano su facebook

Che i gazebo di oggi fossero vissuti con un certo fastidio ai piani alti del Pd era cosa risaputa, ma certo le ultime prese di posizione, sui social network e non solo, danno l’idea della tensione che aleggia in un partito in cui ogni pretesto è buono per litigare e dividersi. Un solco netto divide i vertici di via Masserano da quella pattuglia di dirigenti e amministratori... LEGGI TUTTO
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