Cota: “Riforma o si va a casa”
Surreale riunione della maggioranza regionale sul Piano Socio-sanitario. Il governatore lancia l'ultimatum: "Se ci saranno ostacoli pronto a scelte drastiche". Pedrale (Pdl) si arrampica sui vetri
“Il Piano non si tocca, va approvato senza troppe manfrine”. Roberto Cota non ha usato giri di parole né tentato di blandire i presenti nel sottolineare oggi alla riunione di maggioranza, davanti ai consiglieri di Lega e Pdl, l’importanza di un celere approdo del progetto di riforma della Sanità piemontese. E comunque entro il 31 marzo. Anzi, per il Governatur è questione cruciale, decisiva per le sorti della legislatura, al punto da minacciare, in caso di ostruzionismo da parte della “castina dei consiglieri regionali”, di mandare tutti a casa. Concetto mimato con il classico gesto della mano basculante.
L’intervento del presidente ha raggelato la sala, insolitamente silente anche nelle zone tradizionalmente più indisciplinate. Un clima surreale che ha indotto il capogruppo pidiellino Luca Pedrale a fare pubblici attestati di massima lealtà al presidente a nome dei colleghi. A questo punto tutti abbandoneranno le loro rivendicazioni campanilistiche (dello stesso Pedrale sull’ospedale di Vercelli, di Tiramani su quello di Borgosesia, di Marinello per il nosocomio di Domodossola, per fare qualche esempio) e ubbidiranno al diktat di Cota? Si vedrà nelle prossime ore.
Intanto, nella seduta odierna, la Giunta ha approvato il master plan della Città della Salute di Torino. Il documento, che prevede un investimento di un miliardo e 94 milioni di euro, è l'ultimo atto amministrativo necessario per consentire al Ministero dell’Economia di assegnare al Piemonte 377 milioni, rispettivamente per il polo di Torino (250) e per quella di Novara. Inoltre sembra risolversi la vicenda relativa ai servizi socio-sanitari. La Regione stanzierà un contributo annuo non inferiore a 25 milioni annui, che si aggiungeranno agli stanziamenti del Comune di Torino che nel 2011 sono stati di 130. È la soluzione individuata oggi nel corso di un incontro tra il governatore e il sindaco Fassino, per mantenere l’erogazione a vantaggio di anziani non autosufficienti e fasce deboli.



















