Coppola, più lo mandi su e più ti cade giù. Il centrodestra tentato da Musy
Perde colpi il candidato Pdl: sale in notorietà ma cala nei consensi. E si fa largo lo splitting verso l’esponente liberale del Nuovo Polo
All’ottimismo dei proclami fa da contraltare il pessimismo dei numeri. Michele Coppola, aitante e ambizioso tamburino spedito in prima linea dallo stato maggiore del Pdl a combattere una guerra impari e dall’esito scontato, esce peggio del previsto dalle urne virtuali. Il candidato del centrodestra non solo non sfonda nell’immaginario dell’elettorato domestico, ma è pure l’unico che pur crescendo in notorietà cala nei consensi. In un mese, secondo la rilevazione di Game Managers & Partners, è salito di oltre venti punti (dal 32,6% al 53,6%) nella contezza dei torinesi ma contemporaneamente ha perso quasi 16 punti (da 46,8 a 31,1) nei suffragi. Un trend confermato anche nell’indagine svolta dal Pdl (probabilmente da Alessandra Ghisleri di Euromedia Research) e diffusa clandestinamente venerdì scorso, secondo la quale Coppola è conosciuto dal 53,6% ma apprezzato solo dal 31,8%.
Una situazione che ha iniziato a destare grande preoccupazione nel quartier generale di corso Vittorio e nello staff del candidato sul quale è piovuta anche la critica per la campagna di comunicazione che, con quel “Sì” a caratteri cubitali, pare a molti un azzardo in vista dei referendum del prossimo giugno. «Il rischio è di generare confusione – annota un parlamentare di lungo corso -. Un messaggio comunque sbagliato: succede quando i comunicatori sono privi di sensibilità politica».
Cartelloni a parte, i segnali che giungono dal popolo del centrodestra, estraneo all’inner circle berlusconiano, sono tutt’altro che incoraggianti. Lungi dal suscitare passione, la candidatura del giovane assessore regionale, la cui genesi è percepita come interna alle liturgie di partito, viene considerata troppo debole per contrastare un politico di primo piano come Piero Fassino. Insomma, la carta d’identità non sembra far breccia nell’elettorato che avverte come un handicap l’immagine nuovista ed effimera sbandierata nelle prime uscite. Al contrario, affermano alcuni dirigenti - «della solida figura professionale, della competenza e persino del coraggio che sta mostrando Alberto Musy» il capitano della squadra neopolista.
Con questi chiari di luna non è improbabile che Coppola, per effetto dello splitting in favore del concorrente liberale, il 15 e 16 maggio prossimi raccolga meno voti della coalizione. Un pericolo ben presente al suo entourage se pure l’asticella del “risultato soddisfacente”, prima posizionata sul raggiungimento del ballottaggio, è stata ora abbassata al “fare meglio di Buttiglione”. Un po’ poco, davvero.



















