Monferino suona il Piano, l’Idv balla
L’assessore alla Sanità invita il consigliere dipietrista Cursio a tenere una relazione a un convegno, lui accetta indispettendo colleghi di partito e coalizione. Buquicchio: “Un atto gravissimo”
Un convegno di qua, una strizzatina d’occhi di là. Paolo Monferino ha deciso di mettere in campo tutto il suo charme per assicurarsi l’approvazione del Piano sanitario entro la deadline stabilita, l'inizio di marzo, in modo da avviare la riorganizzazione delle aziende sanitarie contemporaneamente al rinnovo dei vertici delle direzioni di Asl e Aso. A consigliare prudenza e malie diplomatiche è il rischio che l'iter di quella che per Roberto Cota e la sua maggioranza è la madre di tutte le riforme, si trasformi in un percorso accidentato in Consiglio, rinfocolando tentazioni ostruzionistiche, mai del tutto sopite.
In questo quadro si inserisce l’invito recapitato al consigliere dipietrista Luigi Cursio per svolgere una relazione al convegno di domani, sabato 28 gennaio, a Torino al Centro Incontri della Regione Piemonte. Previsti i saluti del governatore, una introduzione di Monferino, gli interventi dei presidenti degli ordini di medici e farmacisti, direttori di Asl e addetti ai lavori vari. A rappresentare Palazzo Lascaris sarà l’esponente dell’Idv, che disserterà sullo “Stato attuale e prospettive della sanità
in Piemonte”. Una scelta quanto meno inusuale, che ha indispettito il proprio capogruppo Andrea Buquicchio («non ne so niente, ma se fosse vero sarebbe grave, anzi gravissimo visto che non ha neanche avvisato i suoi compagni di partito») e alcuni colleghi della minoranza, soprattutto del Pd. Contattato telefonicamente dallo Spiffero Cursio ha ribadito: «Ho risposto a una sollecitazione proveniente dalla Regione per parlare di un tema come gli sprechi nel settore farmaceutico, del quale mi occupo da tempo».
Intanto per Monferino l’obiettivo è raggiunto. Dopotutto l’opposizione, che è sempre più sfilacciata, ha ottenuto già molto: in parte snaturando l’impianto stesso del piano (sparita la separazione degli ospedali dal territorio), in parte condizionando il percorso (è stata salvaguardata la regia politica - leggi: lottizzazione - del Piano). E pazienza se del provvedimento originario è rimasto poco o niente. A Cota serve una stelletta da piazzare sul petto, il contenuto non è più blindato da tempo. E Monferino, sornione, accontenta tutti e si erge a interlocutore universale. L’importante, oggi, è superare la guerriglia dell’assemblea. Domani, si vedrà.



















