Ryanair, una grave sconfitta per Caselle

Scritto da. Valentino Magazzù*
Pubblicato Venerdì 20 Gennaio 2012, ore 8,03

Sfumata la base low cost, la compagnia irlandese proroga le rotte attuali. I due mesi di blocco hanno pesantemente danneggiato il flusso turistico. Il Pertini sempre più in basso

L’associazione FlyTorino considera una grave sconfitta per Torino e per il Piemonte l’esito della vicenda che ha visto contrapposte Sagat e Ryanair nell’ultimo mese: sfumata l’ipotesi di base low cost a Caselle, Ryanair proroga le rotte attuali fino al mese di ottobre 2012, con ipotesi di una nuova rotta internazionale, in aggiunta al volo per Malta appena annunciato.
 
La conclusione dell’accordo biennale a marzo 2012 doveva essere l’occasione per dotare finalmente Torino ed il Piemonte di una base low cost, in grado di fare da volano ai flussi turistici estivi in ingresso, e offrire finalmente un buon livello di mobilità  a basso costo ai piemontesi che si spostano verso il Sud Italia e l’Europa. L’occasione invece non è stata colta, e si è giunti a questa proroga con gravissimo ritardo, dopo due mesi di blocco di prenotazioni sui voli da Caselle, che comporteranno danni ai flussi turistici primaverili. Torino è stato l’unico aeroporto europeo con le prenotazioni bloccate da oltre due mesi: sono stati bruciati migliaia di potenziali turisti nel nostro territorio.
 
Sono state confermate le attuali rotte internazionali per Londra, Parigi, Barcellona, Madrid e Bruxelles con i medesimi operativi attuali, caratterizzati da poche frequenze settimanali con pessimi orari, penalizzanti sia per l’utenza turistica che per l’utenza affari: su Londra rimane impossibile effettuare un’andata e ritorno in giornata, su Barcellona si continuerà a volare solo 3 volte a settimana sul decentrato aeroporto di Girona, ad orari impossibili. L’apertura della base low cost avrebbe consentito di creare un’offerta più completa ed organica, sia sui voli esistenti, sia aprendo fino a 20 rotte internazionali, in grado di aumentare la quota di turisti stranieri in città (nel 2010 solo il 10%). Il mantenimento delle rotte e degli operativi attuali continuerà  a disincentivare l’utilizzo di determinati voli su Torino, e a spostare conseguentemente i turisti verso altre destinazioni o verso i vicini aeroporti lombardi.
 
L’esito di questa vicenda è un vero schiaffo alla volontà  popolare, espressa nel corso del 2011 con la raccolta di firme proposta da FlyTorino, per la revisione di patti parasociali Sagat: 3.500 firme depositate presso il Comune di Torino (azionista di maggioranza dell'aeroporto di Caselle). FlyTorino continuerà la propria attività  per chiedere alle Istituzioni un reale impegno a favore dello sviluppo di Caselle: Torino rimane l’unica grande area metropolitana in Europa sprovvista di base low cost, l’aeroporto di Caselle nei primi undici mesi del 2011 è stato il quattordicesimo scalo italiano per traffico generato, la quarta città  d’Italia chiede un aeroporto diverso. Si cominci a lavorare da domani per la definizione della base low cost: ulteriori rinvii non sono più accettabili.

 

L'autore è il presidente di FlyTorino

 

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