Salasso derivati: salgono le parcelle dei legali
L’operazione di “pulizia” dei conti iniziata da Cota ha finora fatto lievitare i costi di avvocati e consulenti. Oltre 240 mila euro al ghostbuster Iaquinta. Intanto la Regione continua a pagare
Nelle intenzioni del governatore l’operazione “anti-derivati” avrebbe dovuto tutelare la Regione e preservare i conti da cattive sorprese, invece l’unico risultato tangibile finora prodotto è il lievitare delle spese legali. E nulla di più, giacché la Tesoreria continua a pagare regolarmente le rate dei contratti stipulati con le banche. Insomma, sono in molti a chiedersi se davvero il gioco vale la candela o se, addirittura, alla fine dei vari contenziosi, la Regione ci rimetterà altri quattrini.
Andiamo per ordine. Per assicurarsi la consulenza dell’avvocato Tommaso Iaquinta, una vera autorità del campo, non a caso chiamato il “ghostbusterdei derivati”, la giunta Cota ha dovuto sborsare quasi 240 mila euro (per la precisione 238.368,00, sul capitolo 135611/11). E proprio su suo suggerimento piazza Castello lo scorso 23 gennaio ha annullato unilateralmente la parte della delibera approvata nel 2006 con cui l’amministrazione, all’epoca guidata da Mercedes Bresso, autorizzava la sottoscrizione di cinque contratti con Merrill Lynch, Dexia Crediop e BIIS per un valore di 1,8 miliardi. Il presidente Roberto Cota e l’assessore al Bilancio Giovanna Quaglia spiegarono che tale atto era il risultato «dell’istruttoria avviata nel febbraio 2011 per accertare eventuali irregolarità dei contratti, anche alla luce delle osservazioni della Corte dei Conti illustrate nella Relazione 2009». Sempre secondo l’esecutivo, l’analisi ha evidenziato violazioni normative che rendono i contratti incoerenti con le disposizioni prescrittive all’epoca vigenti: «nello specifico, è stata accertata l’applicazione, da parte delle banche, di commissioni “implicite” di cui l’amministrazione non era stata debitamente informata». Si parla di 54 milioni.
Gli analisti hanno sulla questione opinioni differenti, anche se chi ha avuto modo di esaminare le carte propende per dare un giudizio non pregiudizialmente negativo sull’operazione compiuta dall’allora assessore Paolo Peveraro. Per molti, anzi, si tratterebbe persino di “due derivati di garanzia”, in grado di mettere al riparo la regione dalle turbolenze dei mercati dei tassi. Cosa ben diversa – spiega un insider interpellato dallo Spiffero – dal pastrocchio fatto al Comune di Torino, «con operazione borderline sul cambio in dollari».
Sia quel che sia, Cota ha però già subito uno smacco: la condanna da parte dell’Alta Corte di giustizia di Queen’s Bench a pagare 90 mila sterline (all’incirca 110 mila euro) per le spese legali sostenute da Merrill Lynch nella causa intentata lo scorso 25 luglio. A cui vanno aggiunti altri 60 mila euro (come si evince dalla delibera di giunta 9-1697) per il patrocinio legale del solito Iaquinta e del suo corrispondente londinese Jonathan Harris. Se a breve dovessero arrivare altre azioni legali - a quanto si dice negli ambienti finanziari milanesi, sarebbero già pronte - da parte di Merrill Lynch, Dexia e Biis contrro l'annullamento della delibera, le spese crescerebbero esponenzialmente.



















