Viaggiano in metro i nuovi debiti comunali
Il decreto sulle liberalizzazioni consente alle unioni di Comuni l'emissione di obbligazioni per realizzare opere pubbliche. Un'opportunità che sta allettando (parecchio) i sindaci del Torinese
L'idea ha preso a circolare dopo il convegno su infrastrutture e trasporti, organizzato a Rivoli dal Partito democratico. Da qualche giorno, però, i sindaci della zona ovest di Torino stanno iniziando a rifletterci seriamente. L’ultimo provvedimento del Governo Monti sulle liberalizzazioni consente, nell'articolo 54, alle Unioni dei comuni l’emissione delle cosiddette “obbligazioni di scopo”. Uno strumento volto a sancire l’autonomia emissiva delle municipalità, attraverso il quale realizzare opere di interesse generale per i cittadini. Inutile dire che questo dispositivo cadrebbe a fagiolo per sbloccare il prolungamento della metropolitana fino a Rivoli: un’opera da 304 milioni di euro che, secondo quanto stabilito, verrà cofinanziata dall’esecutivo, per 182 milioni, ed enti locali per la restante quota parte.
Al convegno, oltre al presidente della Provincia Antonio Saitta e ai parlamentari Osvaldo Napoli (Pdl) e Stefano Esposito (Pd), era presente Gianfranco Carbonato, presidente degli industriali torinesi. E proprio in quell’occasione è emerso che dovrebbe essere la Provincia ad avere un ruolo di super regia nell’azione di rilancio delle operre strategiche per il territorio. «Potrebbe essere un’operazione interessante, ma si tratta comunque di una forma di indebitamento», spiega il sindaco di Collegno Silvana Accossato. Il vero tema è legato al patto di stabilità. Questo provvedimento andrebbe a incidere o no sul patto, che peraltro continua a essere inasprito di manovra in manovra? E ancora: in che modo potrebbe essere utilizzato da comuni come Rivoli, già fortemente esposti? Domande alle quali, per ora, gli stessi amministratori non sono in grado di rispondere.



















