A Virginia, datte ’na calmata
Roma si lamenta con Cota del comportamento della Tiraboschi durante le missioni alla Conferenza Stato-Regioni. La direttrice regionale di Cultura e Turismo richiamata a maggiore sobrietà
Dopo aver dato il meglio di sé sul palcoscenico domestico, prima al Comune di Torino, dove ha lasciato un ricordo indelebile, e da un anno in Regione, Virginia Tiraboschi si esibisce pure in tournée, sulla ribalta nazionale. E solo l’atavica invidia dei buzzurri ministeriali per le nostre intelligenze indigene può aver indotto la dirigenza della Conferenza Stato-Regioni a lamentarsi presso il presidente Roberto Cota di presunti comportamenti “fuori dalle righe” della nostra direttrice della Cultura regionale. Secondo queste biliose malelingue sembra che ogni qualvolta la Tiraboschi cala sulla capitale pretenda un’auto che la scarrozzi in lungo e in largo nella città eterna e addirittura un assistente-segretario-stenografo che prenda appunti in sua vece durante le riunioni.
Comprensibile l’imbarazzo del governatore di fronte a cotanta insolenza, proprio nei confronti di una dirigente che stima e apprezza per la taciturna dedizione alla promozione della cultura e del turismo piemontesi, almeno pari all’impegno profuso nelle campagne elettorali del Pdl e di Michele Coppola.
Mai un’affermazione fuori luogo, un atto indebito, un gesto riprovevole, men che meno un contegno che non sia più che misurato. Insomma, si tratta certamente di maldicenze gratuite nei confronti di una manager che ha fatto della sobrietà e della temperanza la cifra stilistica del proprio lavoro. Come peraltro possono confermare collaboratori e sottoposti di via Bertola.
Fatto sta che, pur sconcertato dalla vicenda, Cota pare abbia interessato della spinosa questione il coordinatore regionale pidiellino Enzo Ghigo il quale con il suo proverbiale buon senso le avrebbe paternamente tirato le orecchie, invitandola a “darsi una calmata”. Talvolta troppa alacrità viene mal interpretata. E noi per rendere il giusto merito alla Tiraboschi ripubblichiamo una brillante intervista nella quale emergono le qualità della nostra dipendente pubblica.



















