Ex Pininfarina, è scontro sul ruolo

del Comune di Grugliasco

Pubblicato Giovedì 01 Settembre 2011, ore 8,00

Una lettera certifica la disponibilità del sindaco a realizzare su quelle aree un insediamento residenziale. Tuona Turigliatto: “È la conferma della combine”. Replica Mazzù: “Mai preso impegni. Abbiamo agito nell’interesse dei lavoratori”.

Nelle pieghe dell'operazione Pininfarina, complessa procedura che ha portato alla fine del 2009 il passaggio della proprietà dell'area e degli impianti di Grugliasco della storica carrozzeria alla Regione e il contestuale affitto alla De Tomaso, spunta ora una lettera - datata ottobre 2009 - con la quale l’amministrazione di Grugliasco conferma la propria disponibilità a realizzare dopo sei anni una variante al piano regolatore per trasformare le aree industriali dell’ex Pininfarina in un insediamento residenziale. Una missiva che secondo l’ex sindaco e all'epoca consigliere regionale di maggioranza Mariano Turigliatto è la testimonianza «del ruolo che l’attuale primo cittadino ha esercitato nella combine di due anni fa». Di certo un atto indispensabile per chiudere un'operazione sulla quale la stessa Finpiemonte avrebbe manifestato riservatamente non poche riserve, poi andata in porto grazie a molte insistenze e al ruolo di moral suasion esercitate dall'allora assessore regionale Andrea Bairati.

 

Il documento, derubricato oggi a semplice e generica disponibilità d'intenti da parte del sindaco Marcello Mazzù (nella foto), è risultato di fatto un elemento decisivo nella stima di terreni e manufatti. Tradotto: se non ci fosse stato questo seppur generico impegno dell'amministrazione grugliaschese la valutazione complessiva dell'area sarebbe stata notevolmente inferiore. «Non ho mai sottoscritto un contratto che preveda, in una seconda fase, una “variante urbanistica” nelle aree in questione - dice Mazzù - mi è stata chiesta una disponibilità di massima a rivedere in futuro quel progetto, che io ho ribadito nella lettera cui si fa riferimento».

 

Nei giorni scorsi Lo Spiffero aveva dato conto di un accordo tra Finpiemonte, Gian Mario Rossignolo e Pininfarina nel quale emergeva la volontà degli attori in campo di mantenere un polo produttivo nelle aree in questione per soli sei anni, dopodiché lì sarebbe sorto un insediamento residenziale. «Non capisco su che presupposti sia stato redatto quell’atto – aggiunge Mazzù – io non ho mai lavorato a una variante al piano regolatore, che comunque dovrebbe passare dal Consiglio comunale per approvazione».

 

L’accordo fu siglato nell’ottobre del 2009, quando Finpiemonte acquisì per circa 15 milioni di euro gli ex stabilimenti Pininfarina, prima di affittarli a Rossignolo. Incerta sull’evoluzione di quel progetto, Finpiemonte avrebbe tentato in tutti i modi di garantire il proprio investimento, chiedendo al Comune la disponibilità in futuro a realizzare un insediamento residenziale proprio su quelle aree, il cui valore sarebbe così incrementato notevolmente. «Da parte nostra non ci fu nessuna promessa, perché era nostro interesse che quel sito rimanesse a vocazione produttiva e che i lavoratori non perdessero il posto – precisa Mazzù –. Qualora, però, De Tomaso si fosse trasferita  per continuare a produrre in altri siti di Finpiemonte, come mi era stato paventato, allora avremmo preso in carico il futuro di quegli stabilimenti, senza escludere un nuovo progetto di riqualificazione dell’area».

 

Intanto stamani, si svolgerà all'Amma un incontro tra Rossignolo e sindacati, mentre nel pomeriggio è previsto un altro tavolo in Regione per decidere il futuro del polo produttivo grugliaschese, al quale, però, la De Tomaso non parteciperà, in polemica con piazza Castello, rea, secondo l’azienda, di non aver mantenuto fede agli impegni assunti. Rossignolo dal canto suo si è limitato a un confronto con le parti sociali, nel quale avrebbe assicurato l’avvio entro lunedì dei corsi di formazione. L’ennesima promessa in attesa di riscontro.  

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