Mafia di casa nostra in prima serata
La puntata di domenica prossima di “Presadiretta” si occuperà delle indagini sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta a Leini, Rivoli e Alessandria. Un fenomeno sottovalutato dalla politica locale
Al profondo Nord, alle infiltrazioni della criminalità organizzata in alcune città piemontesi e alle possibili connivenze con la politica locale, è dedicata la puntata di domenica prossima, 15 gennaio, di “Presadiretta”, la trasmissione d’inchiesta di Riccardo Iacona in onda su Rai Tre alle 21,30. Tre i casi al centro dei servizi contenuti nello speciale: “Mafia al Nord: terra, cemento e immondizia”. L’arresto ad Alessandria nel giugno dello scorso anno di Giuseppe Caridi, consigliere comunale Pdl e presidente della Commissione Territorio, accusato dagli inquirenti di essere un ’ndranghetista con la qualifica di “picciotto”, assiduo frequentatore di Bruno Francesco Pronestì, capo della “locale”. I Carabinieri, inoltre, hanno documentato che nella sua abitazione fu tenuta la cerimonia di attribuzione della dote di “santa” ad alcuni degli affiliati. Vi sono tracce dell’esistenza della “locale” del basso Piemonte da circa un anno. I primi riscontri derivano dalle intercettazioni ambientali effettuate nell’ambito nell’operazione “Il crimine” del luglio scorso dalla Procura di Reggio Calabria, in cui erano rimaste coinvolte 300 persone. In particolare, era stato documentato un incontro avvenuto il 30 agosto 2009 all’interno di un agrumeto di Rosarno (Reggio Calabria) tra il capo della locale “crimine”, la ‘ndrina incaricata di eseguire le azioni violente sul territorio, Domenico Oppedisano, e due delle persone arrestate, Rocco Zangrà e Michele Gariuolo. In quell’incontro era stata ipotizzata la costituzione di una nuova “locale” da insediare ad Alba (Cuneo). Proprio in quel frangente era emerso il ruolo di vertice della struttura piemontese di Pronestì, il quale – da quanto riferiscono gli investigatori – comminava sanzioni agli altri associati a lui subordinati, dirimeva i contrasti interni ed esterni al sodalizio e curava i rapporti con le altre articolazioni dell’organizzazione. La “locale” fu però poi insediata con centro a Novi Ligure.
Gli inviati di “Presa diretta”, in particolare Danilo Proccaccianti, nella scorsa primavera si sono concentrati in particolare sulle operazioni del Comune legate al Piano Regolatore della città. Piano Regolatore che interessa principalmente la zona collinare di Valle San Bartolomeo e reso operativo proprio con Caridi in qualità di presidente della commissione. «Proprio durante la discussione sul piano regolatore – ricordano gli esponenti del Comitato “Noi di Valle” -, Caridi cercò di colpire violentemente con una sedia il consigliere comunale Paolo Bellotti, contrario all’insediamento previsto a Valle San Bartolomeo».
La seconda parte riguarda la saga dei Coral che ha portato in carcere il capostipite Nevio, a lungo sindaco di Leini, con l’infamante sospetto di aver chiesto il sostegno delle ’ndrine per far eleggere il figlio Ivano in cambio del permesso di costruire. Infine, gli sviluppi dell’operazione Minotauro che ha fatto emergere zone grigie nelle cittadine dell’hinterland torinese, come Rivoli e Chivasso.



















