No a Garelli. In tre escono dal Pd
Valmaggia capeggia la diaspora nel partito democratico cuneese. Lo seguono il vicesindaco Boselli e l’assessore comunale Lerda. Si dimette anche il segretario provinciale Chiapello
Lo tsunami Garelli travolge il Pd cuneese. La sofferta decisione di rimanere fedeli all’esito delle primarie, nonostante le profonde divergenze sul piano politico-programmatico con il vincitore, Gigi Garelli, provoca nei democratici lo strappo di tre esponenti di primo piano. Il sindaco uscente Alberto Valmaggia, il vice Giancarlo Boselli (candidato sconfitto alle consultazioni di coalizione) e l’assessore ai Trasporti Guido Lerda hanno deciso di abbandonare il gruppo consiliare, anticamera del definitivo strappo con il partito. Il loro impegno andrà nella direzione di un progetto “civico”, il cui fulcro è “Cuneo solidale” (con le liste “cugine” di “Crescere Insieme” e “Cuneo Domani”), un rassemblement alternativo allo schieramento di centrosinistra, almeno di quello uscito dalle urne del novembre scorso.
Il terremoto arriva fino al vertice del Pd con le annunciate dimissioni del segretario provinciale Dario Chiapello, il quale, sebbene le abbia motivate da ragioni di esaurimento del proprio mandato (“il ricompattamento del partito”, sigh)), è destinato a svolgere la parte del (primo) capro espiatorio. Anche l’attuale assessore al Bilancio Patrizia Manassero, altra sconfitta alle primarie, potrebbe presto prendere altre strade.



















