Pdl, Cantore scende dal ring
L’esponente socialista sceglie una posizione terza, ma non presenterà una propria lista al Congresso provinciale di Torino. “Libertà di coscienza”, poi tratterà col vincitore
Mai come negli ultimi giorni Daniele Cantore è stato al centro di un così serrato corteggiamento. Ghigo ha tenuto in serbo per lui la poltrona di coordinatore cittadino, Bonsignore ancora ieri, nel corso di un rendez-vous milanese, gli ha offerto la guida del partito provinciale. Ma come la bella Maria, alla fine non starà con nessuno, preferendo ritagliarsi una posizione intermedia – quasi una forza di interposizione – tra le due fazioni in lotta per il controllo del Pdl. In verità, Cantore getta la spugna ancor prima di salire sul ring se è vero, come pare, che non presenterà neppure una lista autonoma e si limiterà a dare “libertà di coscienza” alla sua milizia, in prevalenza post-socialista. «Cantore è una vecchia lenza della politica – spiega un consigliere regionale “lealista” – sa che è non gli conviene farsi contare», perciò spenderà la sua golden share – rappresentata da circa un migliaio di tessere – sul tavolo delle trattative e con chi vincerà i congressi. «Che gli riesca o meno – aggiunge un esponente dei “dissidenti” – è un altro paio di maniche, ma di certo questo è il suo intendimento».
Sempre sul fronte congressuale questa mattina la componente lealista a Corso Vittorio presenterà alla stampa il ticket Franco Maria Botta-Daniela Ruffino. Sembra ormai assodato che la segreteria nazionale non concederà la deroga alla Ruffino, ma questo non impedisce la sua candidatura (soprattutto in funzione carta moschicida per i militanti delle valli di Lanzo dove assieme a Osvaldo Napoli, cui è stata a lungo legata sentimentalmente, gode di un certo seguito). «In punta di statuto – sostiene un dirigente regionale – è incompatibile e non ineleggibile, pertanto qualora eletta deciderà se rimuovere le condizioni ostative all’incarico di partito».
Tra i bonsignoriani, riuniti ieri fino a tarda serata, resta in pista la terna formata da Fabrizio Comba (che però preferirebbe la vicepresidenza del Consiglio Regionale), Gian Luca Vignale e Carlo Giacometto.



















