DAI PALAZZI

Camera con rissa: sospesi Airaudo e Allasia

Il deputato di Sel e l'esponente leghista colpiti da provvedimenti disciplinari per comportamenti poco "onorevoli" durante la seduta fiume sulle riforme costituzionali. Squalificate pure le grilline Castelli e Dadone - VIDEO

Uno si è inerpicato sugli scranni e gridando “pezzo di merda” ha tentato di aggredire un collega del Pd, l’altro si è avvicinato minaccioso al banco di un esponente di Ncd con intenti minacciosi. Entrambi sospesi dai lavori della Camera: il primo, Giorgio Airaudo di Sel per 12 giorni; il secondo, Stefano Allasia della Lega Nord per tre. Sono le sanzioni inflitte ai due deputati torinesi ritenuti responsabili di comportamenti poco “onorevoli” nel corso della seduta fiume dello scorso febbraio sulle riforme costituzionali. Dibattito dai toni accesi presto degenerato in rissa, tra parolacce, insulti e minacce fisiche, che ha coinvolto anche la “cittadina” del Movimento 5 stelle di Cuneo, Fabiana Dadone, a cui i questori  hanno inflitto una “squalifica” di quattro giornate e quella torinese, la "solita" Laura Castelli, ferma anche lei per quattro turni.

 

“Io coinvolto nella rissa alla Camera? La cosa più importante non sono io che salgo sui banchi, ma noi tutti che siamo di fronte ad una discussione di riforma sulla Costituzione che viene imposta con l’arroganza dei numeri”. Così Airaudo, aveva difeso la falcata verso il piddino Emiliano Minnucci, colpevole ai suoi occhi di aver colpito il suo compagno Gianni Farina, Sel area Leoncavallo. “C’è stata un’aggressione da parte di alcuni parlamentari del Pd verso i nostri – aveva affermato -. Hanno usato le mani. Si sta estendendo ormai la cultura del bullismo che piace molto al nostro premier”. E te pareva se la colpa non era di Renzi.

 

 

L’episodio che ha visto protagonista Allasia, invece, è relativo alla bagarre scoppiata tra i deputati del Carroccio e quelli del partito di Angelino Alfano a seguito dell’intervento, a favore della seduta fiume, di Sergio Pizzolante: “Non c’è alcun attentato alla democrazia - aveva detto l’esponente di Ncd - è soltanto uno strumento per impedire speculazioni di bassa lega e dico lega non a caso, non a caso. Di bassa lega! E dico Lega non a caso”. Parole che hanno infiammato i leghisti, tra cui Allasia che si è avvicinato minaccioso allo scranno di Pizzolante.

 

Nel complesso i provvedimenti disciplinari proposti dall’organismo interno della Camera dopo aver visionato filmati e consultato i verbali e accolti dall’ufficio di presidenza hanno colpito 66 deputati di M5s, Pd, Lega, Sel e gruppo Misto che saranno sospesi dai lavori da un minimo di 3 a un massimo di 24 giorni. Sette gli episodi ritenuti sanzionabili e le sospensioni sono state scaglionate tra maggio e giugno. Il numero più alto di deputati coinvolti è del M5s. Dalla giornata di oggi, giovedì 7 maggio, saranno sospesi per 24 giorni il deputato Sibilia, per 20 Vacca, per 18 Di Battista, Liuzzi, Ruocco e Vignaroli, per 14 Brescia, Scagliusi, per 12 Brugnerotto, Carinelli, Caso, Cominardi, Daga, De Lorenzis, De Rosa, Del Grosso, Di Benedetto, Manlio Di Stefano, D’Incà, Silvia Giordano, Lorefice, Airaudo, Minnucci e Daniele Farina; per 4 Grimoldi, Cristian Iannuzzi, Invernizzi e per 3 Allasia. A decorrere da mercoledì 3 giugno la sanzione riguarderà per un periodo di 12 giorni Gallinella, Grande, L’Abbate, Lombardi, Mantero, Nesci, Nuti, Parentela, Pesco, Petraroli e Terzoni. Da giovedì 11 giugno saranno sospesi per 12 giorni Sorial, Spadoni, Tofalo, Zolezzi e per 10 Tripiedi. Da venerdì 19 giugno resteranno in punizione per 8 giorni di seduta i deputati Cancelleri, Ciprini, Fantinati e Frusone, per un periodo di 6 Bonafede e Spessotto e per 4 Agostinelli, Alberti, Baroni, Battelli, Nicola Bianchi, Castelli, Cozzolino e Dadone. Infine, da giovedì 25 giugno verranno sospesi per 12 giorni Crippa e per 4 Dell’Orco, Luigi Gallo, Marzana, Pisano, Toninelli, Simone Valente, Vallascas.

 

“Seicentosedici giorni di sanzioni per aver gridato onestà nell’aula della Camera dei deputati – commenta il gruppo parlamentare del M5s -. È una condanna bilanciata all’offesa che abbiamo arrecato agli 'onorevoli' di Montecitorio che di 'onestà' non ne vogliono proprio sentir parlare. Al di là dell’ironia, ci appare chiaro che siamo di fronte a una scelta strumentale per eliminare i deputati del Movimento 5 Stelle dal dibattito parlamentare e poter continuare così a far passare tutti i desiderata del Governo”.

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