Lobby bipartisan per il “tesoretto” olimpico

Depositato in parlamento la proposta di legge per l’utilizzo dei fondi dei Giochi. Presentata da Esposito è stata sottoscritta da tutti i deputati torinesi. Serviranno al rilancio turistico delle valli

Con il deposito della proposta di legge a Montecitorio, è stata formalmente avviato l’iter per assegnare al Piemonte i fondi avanzati dalla gestione dell’Agenzia Torino 2006. Si tratta di 40 milioni di euro, il famoso “tesoretto olimpico” che il governo Berlusconi ha tentato di tenere per sé magari per stornarli al Comitato promotore dei Giochi di Roma 2020. Il testo insiste sulla “Valorizzazione e promozione turistica delle valli e dei Comuni montani sede dei siti olimpici invernali Torino 2006” (così è intitolato il testo) e prevede l’attribuzione dei 40 milioni di euro residui (fino ad oggi inutilizzati)  alla Società di committenza della Regione Piemonte (Scr), affinché vengano impiegati per interventi di manutenzione e riqualificazione degli impianti e per favorire iniziative di promozione turistica di quei territori.


La proposta di legge, di cui è primo firmatario il deputato democratico Stefano Esposito, è stata sottoscritta da tutti i gruppi parlamentari: per il Pd Giorgio Merlo, Anna Rossomando, Antonio Boccuzzi, Francesca Cilluffo, per il Pdl Agostino Ghiglia e Osvaldo Napoli), per la Lega Nord Stefano Allasia e Davide Cavallotto), e da Marco Calgaro (Udc), Deodato Scanderebech (Fli), Renato Cambursano (Idv), Gianni Vernetti (Api) e Giacomo Portas (Moderati).

 

«Il sostegno politico trasversale di tutte le forze politiche – spiega Esposito in una nota – consentirà di chiedere un percorso più veloce per l’approvazione in sede legislativa. Nonostante si sia registrato qualche ritardo, la proposta di legge rappresenta un risultato molto importante. Sbloccando i 40 milioni di euro residui potremo rilanciare i siti olimpici e dare concretezza al progetto della Coverciano della neve. Confido che, con l’impegno di tutti i parlamentari piemontesi, sia possibile giungere all’approvazione del testo entro il mese di gennaio».

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