POLITICA & GIUSTIZIA

Falso in atto pubblico
(per ora dei “soliti ignoti”)

È il reato ipotizzato dalla procura per quei disallineamenti nei conti del Comune di Torino. Presto saranno spulciate anche le carte relative agli anni passati. Al vaglio le posizioni di amministratori e politici

Potrebbe essere necessario leggere e controllare anche i bilanci degli ultimi anni, precedenti al 2015, del Comune di Torino, Gtt e Infra.To. Alla procura di Torino servirebbe a capire cosa è cambiato nei conti e nei rapporti dell’amministrazione e delle sue due società e perché si è arrivati ai disallineamenti denunciati nel suo esposto dal notaio Alberto Morano, consigliere di opposizione in Sala Rossa.

Molti sono gli aspetti da chiarire in questa inchiesta della procura che è ancora alle primissime fasi, ma c’è una prima novità formale: gli inquirenti ora ipotizzano un reato, il falso in atto pubblico, che permette così di affiancare al sostituto procuratore Ciro Santoriello (responsabile drl gruppo “Reati economici”) un collega del gruppo “Reati contro la pubblica amministrazione”. La scelta è caduta su Marco Gianoglio, esperto di materie economiche e finanziarie, pm del processo Fonsai. Il procedimento, per ora, è a carico di ignoti.

Al vaglio le posizioni di funzionari e politici, dell’amministrazione attuale e di quella passata. Secondo quanto trapelato da ambienti della procura, infatti, se da una parte il rendiconto 2015 è opera della gestione di Piero Fassino, le firme sotto i bilanci di Gtt e Infra.To sono di due assessori delegati da Chiara Appendino nelle prime settimane del suo mandato, Sergio Rolando e Maria Lapietra. Così come la delibera, votata a luglio, sugli equilibri di bilancio.

Un problema certamente giudiziario, ma anche finanziario, giacché si parla di un potenziale "buco" di bilancio di 40 milioni. Uno dei nodi da sciogliere, infine, è accertare se per Infra.To e Gtt si deve applicare o meno la normativa sulle società private, in questo secondo caso si configurerebbe il reato di falso in bilancio.

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