POLITICA & SANITA'

Oftalmico, querelle senza fine Saitta nell’occhio del ciclone

Bersagliato da critiche e proteste di operatori, sindacati, comitati di cittadini e forze politiche, l'assessore alla sanità finisce "sotto processo" pure nel Pd. Un Laus "irritato" ottiene da Gariglio la convocazione di un incontro del gruppo regionale

“Se ci sono cose che non vanno e devono essere sistemate nella sanità non ce lo facciamo dire dagli altri. Con l’assessore parleremo”. Non aggiunge “presto” Davide Gariglio, ma è l’agenda a confermarlo: mercoledì prossimo Antonio Saitta sarà invitato dal gruppo consiliare del Pd e, come suggerisce chi in queste ore nella maggioranza coglie segnali allarmanti su quello che è il core business della politica regionale nonché la voce più importante del bilancio e del rapporto con i cittadini-elettori, non sarà per un caffè.

Il capogruppo, nonché segretario regionale dem, non avrebbe avuto bisogno di parlare con il presidente del Consiglio regionale per capire che la situazione sul fronte sanitario si è fatta a dir poco complessa e politicamente rischiosa, anche e soprattutto dopo la sollevazione di proteste e (nel migliore dei casi) perplessità sulla gestione della vicenda Oftalmico. Ma, certamente, un Mauro Laus “molto irritato” come ha ammesso di essere parlando con chi ne ha raccolto le confidenze ha probabilmente contribuito ad accelerare se non a definire quell’incontro che a metà settimana i dem avranno con l’inquilino di corso Regina. A far superare ogni riserva e indurre Laus a confrontarsi con Gariglio e decidere insieme di chiedere quel chiarimento all’assessore, già nell’aria da qualche tempo, ha sicuramente contribuito una giornata come quella di ieri in cui il numero uno fi Palazzo Lascaris ha raccolto, tra telefonate e colloqui, un malessere diffuso sulla gestione della vicenda Oftalmico. Il rischio di lasciar incanalare verso le opposizioni richieste legittime su una questione che si trascina da tempo e sulla cui soluzione si moltiplicano i dubbi e gli interrogativi, non sfugge ai dem con lo sguardo rivolto in avanti verso le elezioni, ma anche in basso per evitare di inciampare su ostacoli che, bene o male, finiscono con il presentarsi con il timbro del Pd. Ma un conto è mettercelo – si ragiona nel vertice democrat piemontese – altro è trovarselo, anche su scelte e decisioni che non è detto siano sempre condivise appieno, o comunque se ne abbia avuto il modo di condividerle.

L’ospedale che pareva dovesse essere chiuso, in realtà non lo sarà più, ma diventerà sede di interventi meno complessi e di cure per patologie che necessitano di terapie specifiche, una parte delle attrezzature e del personale dell’Oftalmico dedicati alla chirurgia complessa sarà destinata al San Giovanni Bosco e alle Molinette e sempre nello stabile di Città della Salute, in via Cherasco, sarà attivo il pronto soccorso operativo sulle 24 ore. In una nota, giovedì, l’assessorato aveva annunciato dettagliatamente l’avvio della “Rete di oculistica della città di Torino, con nuovi servizi ospedalieri e ambulatoriali, rinnovo e potenziamento delle tecnologie, ampliamento dell’offerta su più sedi con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa”. Definita, quibdi, la road map. L’attuale sede dell’Oftalmico diventerà un polo territoriale con ampia offerta oculistica, in cui saranno mantenute diverse attività oggi presenti. Sempre secondo l’assessorato alla sanità “il riordino dell’attività di oftalmologia presente nel territorio della città di Torino rispetta quanto previsto dal Piano di rientro dal debito sanitario cui la Regione Piemonte è stata sottoposta dal 2010 al 2016. La scelta della Giunta Chiamparino è stata però quella di ampliare l’offerta sanitaria con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa e senza penalizzare i cittadini per l’avvio della nuova rete”. Dal canto suo, Saitta aveva sottolineato di aver “concordato con la direzione dell’Asl Città di Torino e con quella della Città della Salute il mantenimento in via Juvarra di una forte attività ambulatoriale, anche in vista della strutturazione della Casa della Salute” precisando che “l’istituzione della nuova rete oculistica di Torino ha richiesto un processo lungo e la condivisione di numerosi passaggi con le organizzazioni sindacali”.

Gli stessi sindacati che, però, appena letto il comunicato avevano obiettato che “non ci risulta che per la data indicata dall’assessore (entro la metà di dicembre, ndr) la struttura di via Cherasco possa essere pronta ed efficiente ai bisogni dei cittadini”. Francesco Cartellà di Fp Cgil Città della Salute aveva inoltre rimarcato come “mancherebbe la certezza circa l’arrivo del personale medico oculistico” e la “gara di appalto per le attrezzature sia stata appena bandita”.

Attesa, ma non per questo meno eclatante, la dura presa di posizione del centrodestra: “Saitta e Chiamparino a dicembre chiuderanno il Pronto Soccorso dell’ospedale Oftalmico – scrive il consigliere del Movimento per la sovranità, Gian Luca Vignale –. È infatti evidente che quello che oggi chiamano trasferimento è a tutti gli effetti una chiusura e che i numeri dei medici e degli infermieri che opereranno in via Cherasco sarà del tutto insufficiente per garantire le stesse prestazioni annue dell’Oftalmico”. Di un trasferimento di “una scatola svuotata dalle decisioni assunte con la riforma sanitaria voluta dal centrosinistra” ha parlato la vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino di Forza Italia.

Attacchi strumentali, acuiti dall’approssimarsi del voto politico? “Di certo non avvalleremo nessun trasferimento se non ci saranno tutte le condizioni per farlo” premette Gariglio, cercando da un lato di rassicurare chi teme corse in avanti e dall’altro lanciando segnali precisi verso corso Regina che, proprio sulla strategia per l’Oftalmico, aveva già visto la posizione critica del dem Nino Boeti per il quale trasferire quella struttura prima di avere a disposizione il nuovo Parco della Salute sarebbe stato un errore. E di un errore, non tanto o non solo su questa vicenda, ma anche su altri aspetti della gestione della Sanità (compresa la rincorsa alla fusione di Asl e Aso nell’Alessandrino e poi forse in altre aree delle regione) sembra temere di poter incappare il Pd, o almeno parte di esso. Il rischio di pagare un prezzo alto in termini di voti proprio sul tema che maggiormente tocca i cittadini sembra palesarsi ogni giorno di più. I segnali non mancano. Neppure, come si osserva negli ambienti dem, i precedenti. E ricordano il voto amministrativo su cui avrebbe inciso (anche) la riforma della rete ospedaliera. Quindi “se ci sono cose che vanno sistemate, nella Sanità, non ce lo facciamo dire dagli altri”.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    20:33 Sabato 11 Novembre 2017 silvioviale POZZO SENZA FONDO

    Possibile che in sanità un discorso con mokesdivo su costi, efficenza ed efficacia, sua relegato a materia di convegno, mentre nella realtà si deve cedere a resistenze corporative. Il Valdese, qualunque cosa diventi, sarà una visa diversa e parlare di riapertura è una truffa mediatica. La chiusura dell’Oftalmico è razionalmente prevista dai tempi di Cota e qualunque assessore di buon senso non può che perseguirla. PS: chissà perché per l’Oftalmico nessun sindacato si lamenta delle strisce blu.

  2. avatar-4
    12:39 Sabato 11 Novembre 2017 sandro.aa Poche idee ma molto confuse

    Faccio un pronostico (va bene voglio vincere facile): l'Oftalmico seguirà la strada aperta dal Valdese: chiuso, fra poco chiuso, definitivamente chiuso, no un po' aperto, forse lo riapriamo per davvero, ecc. Tanto agli amminustratori importa poco o nulla di cosa succede gli ospedali per "pazienti comuni" loro usano le cliniche private

  3. avatar-4
    11:05 Sabato 11 Novembre 2017 tandem Ci vuole uno psichiatra....

    Ci vorrebbe uno psichiatra per capire quale follia è passata nelle menti di Saitta e Moirano, che adottando la precedente follia di Zanon- Monferino hanno deciso di chiudere due ospedali torinesi, Oftalmico ed Amedeo di Savoia senza averne l'unica ragione logica, ovverosia una nuova sede. Per l'Amedeo di Savoia è tutto sospeso, funziona esattamente come prima salvo la soppressione della Direzione Sanitaria, non si sa dove trasferire i reparti e le attività che sono indispensabili. Per cui grande Risparmio! Eliminati un medico e due segretarie. L'Oftalmico è diventato uno spezzatino, con parte delle attività sulle nuove sedi, operazione che, nel complesso, è difficile sostenere che sia di risparmio, unito a un forte dubbio su una maggiore efficienza. A questo punto è più che logico comprendere che Saitta e le persone di cui si è circondato o importato da altre regioni, SONO DEGLI INCOMPETENTI aspiranti stregoni, che fanno esperimenti sulla pelle di dipendenti e cittadini. E' desolante che il suo partito ci metta tre anni per capirlo, e poi dubitiamo che Chiamparino l'abbia ancora capito.....

  4. avatar-4
    08:01 Sabato 11 Novembre 2017 Paladino Il risveglio dei geni Pd.....

    Dopo aver perso il comune di Torino, fatto incazzare il 99 percento dei dipendenti della sanità e il 95 per cento degli utenti, finalmente nel PD si sono accorti che Saitta è un assessore dannoso al partito..... Che acume! Complimenti!

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