POLVERE DI (5) STELLE

Vitto, alloggio e consulenze
La “dolce vita” dei Cinquestelle

Cosa c'è dietro la politica grillina dello scontrino. I parlamentari M5s si decurtano lo stipendio, ma tra affitti, pasti, corse in taxi e acquisti vari i rimborsi si sono trasformati in una specie di salario accessorio. I casi di Airola e Castelli

Spese "stellari" per vitto e alloggio o per il telefono, rimborsi a tre zeri per pasti al ristorante. E poi consulenze, collaboratori. Quanto ci costa la dolce vita romana dei parlamentari cinque stelle? C’è di tutto nel lungo elenco dei rimborsi di cui hanno goduto in questa legislatura deputati e senatori grillini, alcuni dei quali sono finiti nella bufera per aver prima restituito una parte del proprio stipendio e poi revocato i bonifici poche ore dopo. Uno dei primi a capitolare è stato il novarese Carlo Martelli, tra i più vicini all’inner circle della Casaleggio, che ha già fatto sapere di voler “rinunciare all’elezione” senza spiegare come potrà farlo, in tempi brevi, viste le leggi in vigore e le farraginose procedure del parlamento. E mentre il suo profilo facebook scompariva, un altro collega, via social, ammetteva le proprie colpe, il deputato Ivan Della Valle. Ma oltre allo scandalo (tutto interno, nulla di illegale per carità) c’è un modus operandi figlio di un metodo pieno zeppo di falle e che consente agli eletti di fare un po' ciò che vogliono.

Il regolamento interno del M5s prevede infatti che ogni parlamentare restituisca una parte del proprio stipendio destinando “l’eccedenza” a un fondo dello Stato per il microcredito in cui, a oggi, sono stati versati più di 20 milioni; allo stesso tempo, però, ci sono delle voci di spesa per cui ottengono cospicui rimborsi, di cui invece i colleghi degli altri partiti non usufruiscono. Per esempio quelle di vitto e alloggio. Questo cosa comporta? Che se un parlamentare del Pd o di Forza Italia deve mangiare a Roma con risorse proprie, il collega grillino ha la possibilità di inserirle in conto spese e ottenere l'equivalente a pié di lista. Così si spiega come abbia fatto il senatore Alberto Airola a spendere, a dicembre, 1.418 euro di pasti, tra generi alimentari vari e cene al ristorante. Non pochi se si tiene conto che un parlamentare sta nella Capitale in media quattro giorni a settimana e a dicembre c’erano anche le feste di Natale. Lo stesso Airola si è fatto pure rimborsare 977 euro sempre alla voce “vitto” nell’agosto 2016, quando Palazzo Madama è rimasto chiuso per quasi tutto il mese. Laura Castelli, invece, oltre a essere una “divoratrice di bilanci” risulta dai rimborsi anche una portavoce globetrotter: nell’ottobre scorso ha speso 644 euro di taxi, a novembre sono stati 522 (più 315 per l’auto a noleggio), a dicembre 621. Insomma, una deputata che non si ferma mai. I casi eclatanti sono tantissimi. Uno di quelli che ha restituito meno, secondo il sito apocrifo maquantospendi.it, creato dall’ex dipendente della Casaleggio Marco Canestrari, è il vercellese Mirko Busto, uno che a dispetto del fisico mingherlino deve mangiare a quattro palmenti se solo nel mese di novembre si è fatto restituire oltre 1.142 euro di “alimentari”.

Il dubbio è che al di là delle truffe (alcune conclamate, altre stanno per essere scoperte), con il giochino del rimborso i parlamentari pentastellati siano riusciti a ottenere una sorta di salario accessorio, che in buona parte compensa la restituzione dello stipendio. Molti di loro, come emerge dal sito ufficiale del blog tirendiconto.it, hanno ottenuto ogni mese rimborsi fino a 9mila euro, oltre al proprio stipendio, ancorché decurtato. Da quel che è emerso i controlli, in questi anni, sono stati più che blandi e chissà quanti scontrini di incerta provenienza potrebbero annidarsi in quella montagna di ricevute con cui i portavoce hanno rendicontato le proprie spese. Così se con una mano restituivano parte dello stipendio, con l’altra rientravano attraverso i rimborsi. Non è un caso che nel Movimento, fino al 2012, non si era mai parlato di rimborsi a fronte della riduzione di stipendio, ma è stata una novità introdotta in corsa, dopo l'elezione in massa dei grillini nel 2013. 

Quel che emerge da questi dati è l’assoluta arbitrarietà con cui ogni parlamentare ha usufruito dei rimborsi, tra chi ha conservato la morigeratezza predicata prima di essere eletto e chi si è fatto prendere un po’ la mano. Basta scorrere le spese per l'affitto: c'è chi se l'è cavata con mille euro al mese e chi invece, come Davide Crippa è arrivato a quasi 2mila euro al mese. La cuneese Fabiana Dadone, invece, è evidentemente una che approfondisce e si affida a esperti per esaminare nel dettaglio i tanti dossier che le piovono sulla scrivania. Per questo, nell’ultima parte del 2017 non ha badato a spese in quanto a consulenze: 2.500 euro a luglio, 1.200 ad agosto, 2.200 euro a ottobre e mille euro a novembre per “studi, ricerche e consultazione di dati”, 1.800 euro a giugno e 1.600 a settembre per “consulenze varie”. 

“Pubblicheremo in chiaro tutti i dati e chi non ha versato verrà espulso” assicurano i vertici del M5s, ma chi come Canestrari sa bene dove potrebbe annidarsi un altro potenziale filone di questa farsa a cinque stelle chiede di “pubblicare tutti gli scontrini”. Tra gli esempi virtuosi c’è quello del senatore valsusino Marco Scibona, uno di quelli che, nell’ultimo anno, ha restituito oltre alle indennità un bel gruzzolo di rimborsi in eccedenza. Ogni mese ha dato indietro quasi duemila euro dei circa cinquemila di stipendio netto. Otteneva rimborsi spese per novemila euro di cui circa 1.600 per l’affitto e tremila per i collaboratori. Fino al dicembre 2016 era tra i parlamentari piemontesi che avevano incassato più soldi per le iniziative sul territorio e aveva accumulato 18mila euro di rimborsi in eccedenza da restituire.

Un’altra curiosità da segnalare è legata alla deputata torinese Silvia Chimienti, l'unica piemontese che, per scelta personale, non si è ricandidatia. Di lei sul sito ufficiale tirendiconto.it mancano le rendicontazioni degli ultimi tre mesi: che abbia smesso di restituire sapendo che tanto stava per abbandonare la nave, anzi il Transatlantico?

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9 Commenti

  1. avatar-4
    17:51 Mercoledì 14 Febbraio 2018 silvioviale Quando dicevano ...

    Quando dicevano che 3.000 euro netti bastavano per dare il parlamentare ... per poi tornare a fare niente dopo il mandato.

  2. avatar-4
    13:33 Mercoledì 14 Febbraio 2018 PELDICAROTA I RIMORSI NON BASTANO

    Ci avevano spiegato che il metodo di selezione fatto solo attraverso il Web era il migliore, ci avevano spigato che non volevano rifiati, avevano gridato Onestà, onestà ad ogni piè sospinto ed invece hanno venduto, consapevolmente, solo illusioni e fumo negli occhi. A dimettersi dovrebbe essertier Grillo il quale, pur partendo da una ipotesi di lavoro condivisibile ( ma come si fa a non condividere il meglio?) non ha dimostrato di sapersi adeguare alla realtà. Come diceva il grande umorista Giorgio Cavallo: "Non ho paura dei problemi difficili ma delle soluzioni semplici".

  3. avatar-4
    13:04 Mercoledì 14 Febbraio 2018 abrecu tagli stipendi

    Non ho mai capito il motivo del mancato taglio dei compensi riguardanti gli amministratori comunali di Torino

  4. avatar-4
    12:48 Mercoledì 14 Febbraio 2018 LuigiPiccolo Maaaaaaa.....

    Non mi sono simpatici i grillini, ritengo che siano pedine abbandonate in una scacchiera troppo grande e indecifrabile per loro. Di conseguenza non mi pronuncio sul l’articolo, sarebbe come sparare sulla croce rossa

  5. avatar-4
    10:57 Mercoledì 14 Febbraio 2018 unverocittadinoqualsiasi STELLE CADENTI

    di tutto ciò cosa dirà il girone delle stelle magiche? quei 8/10 che detengono il potere in Piemonte? bè che gli altri non restituiscono nulla e sono impresentabili, peccato che le stelle cadenti hanno fondato il loro successo sulla regola del senza macchia senza peccato. Con 1000 euro quanto ci mangia una famiglia torinese? Gli altri big in Regione ed in Comune restuitiranno i soldi o pure loro avranno problemi finanziari? E no perché i piemontesi e i torinesi navigano nell'oro. Gli altri partiti avranno fatto di tutto negli anni ma almeno non hanno fondato il loro successo sull'abuso della credulità popolare! E a Torino ne sappiamo qualcosa...

  6. avatar-4
    10:56 Mercoledì 14 Febbraio 2018 fatti discrezionalita, regole e privilegi

    le regole sono necessarie proprio per limitare discrezionalità, abusi, e privilegi. O si impone un budget uguale per tutti, senza neppure obbligo di rendiconto, e ognuno deve starci dentro spendendolo a propria totale discrezione, o saremo sempre qui a spettegolare sulle abitudini del politico di turno. Meglio un budget, e 2.000 euro gli bastino, visto che viaggiano gratis. Usino lo stipendio, per vitto e alloggio, come facciamo tutti noi normali lavoratori o cittadini.

  7. avatar-4
    10:25 Mercoledì 14 Febbraio 2018 Cronistapresente Ristoranti e circoli da golf

    Massì, che cosa possiamo aspettarci da Parlamentari uscenti e loro portaborse (non dimentichiamoci gli staffisti parlamentari)...si trattengono tutto lo stipendio, altrimenti come fanno a pagare i ristoranti, le corse in taxi, i trattamenti benessere, e poi dulcis in fundo anche i circoli di golf, frequentati da parecchi di loro con tanto di selfie postati con una certa spavalderia. I banchetti invece li frequentano solo per la campagna elettorale. Si sa...robe da ricchi

  8. avatar-4
    10:16 Mercoledì 14 Febbraio 2018 Cronistapresente Vita da povero attivista

    Nel frattempo che gli illustri Parlamentari del Movimento "magnano" nei migliori ristoranti romani, ci sono i poveri attivisti che devono nutrirsi solo delle parole di costoro. Poveri attivisti che sognano al suono di parole, diventate solo retorica, mentre gelano sotto ai banchetti, nella speranza che ancora sia data loro una risposta che possa ravvivare un sogno. Un sogno che si scopre fatto in realtà per pochi...

  9. avatar-4
    09:26 Mercoledì 14 Febbraio 2018 moschettiere Romantico

    Eh si, mi riconosco un inguaribile romantico. Io, che ho sempre pensato che fossero "solo" dei pericolosi incapaci...

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