ECONOMIA DOMESTICA

“È l’industria il nostro motore”

Accorato appello al governo di Dal Poz, numero uno delle imprese metalmeccaniche. “L’Europa è la nostra casa e quando finirà la politica espansiva della Bce dovremo camminare con le nostre gambe” - DATI e ANALISI

“L’industria manifatturiera, soprattutto metalmeccanica, è il primo motore di crescita del Paese e il primo motore di occupazione, per questo occorre riportarla tra le priorità dell’agenda politica”. Ad affermarlo il presidente di Federmeccanica, Alberto Dal Poz, intervenuto alla presentazione della congiunturale di Amma, l’associazione che raggruppa le aziende metalmeccaniche e metallurgiche di Torino e provincia.

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Lo scenario di crescita “resta positivo ma il trend dei mesi scorsi si è attenuato - ha aggiunto -. Teniamoci stretto quel +2% previsto perché la politica monetaria espansiva attuata dalla Bce finirà e noi dobbiamo essere in grado di camminare con le nostre gambe. In 10 anni abbiamo perso il 24% della capacità produttiva, ma le aziende che sono sopravvissute sono più forti, più grandi, più ricche perché capaci di generare maggiore valore aggiunto e dotate di un maggior turnround tecnologico”. La Ue “è il nostro primo mercato tecnologico, è giusto essere protagonisti ai tavoli che contano ma non dobbiamo dimenticare che dobbiamo essere protagonisti in Europa che è la nostra casa”.

Le aziende metalmeccaniche torinesi sono solide, hanno un alto grado di diversificazione e poca dipendenza da Fca, sono pronte ad affrontare la sfida di impresa 4.0. Lo ha sottolineato Giorgio Marsiaj, presidente dell’Amma, associazione a cui fanno capo 600 imprese con 55.000 dipendenti, circa la metà del totale dei metalmeccanici della città metropolitana. Le aziende torinesi prevedono nel prossimo trimestre una crescita del 5,4% della produzione e dell’8,5% dell’export, mentre gli investimenti dovrebbero registrare nei prossimi anni un balzo del 68%. L’occupazione nel 2017 è cresciuta del 2,7% rispetto all’anno precedente, ma dal 2008 al 2016 in Piemonte si sono persi 90.000 posti di lavoro nella fascia 15-29 anni. Alla fine del primo trimestre 2018 sono 11 su 100 le imprese manifatturiere piemontesi - ha spiegato Marsiaj - che hanno introdotto tecnologie per l’industria 4.0, mentre la percentuale delle aziende che dichiarano di avere una conoscenza sufficiente del piano industria 4.0 sale al 37% rispetto al 23% dell’anno precedente. “È una sfida che può essere vinta dalla meccanica piemontese: molte imprese già oggi producono macchinari connessi. Guardiamo i dati in modo positivo: vuol dire che 90 imprese devono ancora fare gli investimenti nelle nuove tecnologie. C’è un grande potenziale”, ha concluso il presidente dell’Amma.

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