POLITICA & SANITA'

Sanità piemontese, Botti e via

A poco più di un anno e mezzo dalla nomina il direttore regionale lascia corso Regina per andare alla corte di Zingaretti in Lazio. Come Moirano, fuggito in Sardegna, un altro top manager taglia la corda. E al San Luigi dopo due rinunce arriva Baccon

E due. Così come aveva fatto il suo predecessore Fulvio Moirano, anche Renato Botti saluta il Piemonte e se ne va, anzitempo. Da oggi l’uomo arrivato dal ministero (dove i rapporti con l’allora ministro Beatrice Lorenzin non erano più idilliaci e urgeva una risistemazione) alla direzione regionale della Sanità per sostituire Moirano “acquistato” dal governatore sardo Francesco Piagliaru, ricopre analogo incarico nella Regione Lazio. La sua partenza era nell’aria, come sempre smentita. Aveva negato di essere in procinto di arrivare a Torino anche quando tutti sapevano che sarebbe stato così e mentre nella giunta di Sergio Chamaparino preparavano un aumento dello stipendio, non fosse mai che lasciare l ministero “spontaneamente” gli costasse qualche migliaio di euro. E andò così. Come andò dopo è sotto gli occhi di tutti. Botti-chi? Verrebbe da dire di fronte a un assenza di tracce lasciate dal manager nella sua permanenza in corso Regina che oggi più di ieri assume l’immagine di un comodo parcheggio in attesa di un’altra partenza.

Silenzioso, avaro a dir poco di dichiarazioni il Botti piemontese. Assai diverso da quello appena arrivato allo corte di Nicola Zingaretti. Con l’atto di nomina ancora fresco di inchiostro non si è lasciato sfuggire l’occasione per andare in soccorso dei vincitori, nella fattispecie la neoministra della Sanità Giulia Grillo:  a chi gli ha chiesto se è preoccupato per la posizione della titolare grillina della Sanità sui vaccini ha risposto con ostentata sicurezza: “No, non sono preoccupato mi pare che le dichiarazioni di Grillo sulle politiche vaccinali ci sono... Si può discutere sugli aspetti sanzionatori e ognuno può avere culturalmente la sua opinione sull'efficacia o meno di questi meccanismi, ma l'importante è che migliori la politica vaccinale del Paese. E non credo che questo ministro non voglia perseguire questo obiettivo”. Oplà un altro sul carro. Dopo essere sceso in tutta fretta da quello, pur comodo, allestitogli a Torino. Dove per la seconda volta il massimo dirigente della sanità, accolto come il meglio che c’è, alla prima occasione fa su armi e bagagli e se ne va. Chi prenderà il suo posto? In verità, che in corso Regina le valigie di Botti fossero pronte da un po’ non era sfuggito al titolare della sanità piemontese. La scelta dell’assessore Antonio Saitta di chiamare alla vicedirezione (dopo l’abbandono di Vittorio Demicheli) l’ex numero uno del 118 Danilo Bono appare oggi come un portarsi avanti con il lavoro. Per sostituire Botti sarà avviata una selezione, ma tutti scommettono che sarà proprio Bono a prendere il su posto.

Nel frattempo resta sguarnita anche un’altra importante scrivania direzionale: quella di Claudio Baccon, attuale vicario di Botti, destinato alla direzione generale del San Luigi dove in pochi giorni si è consumata una girandola di nomine e dinieghi a dir poco imbarazzante. La direzione dell’importante azienda universitaria era rimasta vacante dopo la nomina (contestuale a quelle delle altre Asl e Aso) di Stefano Manfredi che proprio lo stesso giorno si era insediato all’Istituto tumori di Milano. Al suo posto era stato nominato il direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria di Sassari Antonio D’Urso. Ma anche lui ha deciso di non accettare l’incarico, ritirando proprio stamattina di fronte a Saitta e Botti la disponibilità data al momento della nomina. Forse anche per evitare un terzo inciampo, Saitta ha deciso di far ricorso a una riserva della Repubblica di corso Regina: “Siamo lieti di mettere a disposizione dell’azienda ospedaliera universitaria San Luigi la competenza e la professionalità del dottor Baccon, che in questi anni si è rivelato una risorsa importante per l’assessorato alla Sanità”. 

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4 Commenti

  1. avatar-4
    14:32 Giovedì 07 Giugno 2018 Pacioc ...è arcinoto..

    che queste nomine sono totalmente lottizzate e riguardano soprattutto personaggi "yes man", non importa se ricliclati da chissà dove. Baccon uomo di tutti, ovvio che accetti il S.Luigi, chi lo piglierebbe fuori dal Piemonte? Botti troppo raccomadato per stare in Piemonte dove, era noto a tutti, fu parcheggiato in attesa di tempi...per lui..migliori, preferisce ovviamente la capitale dove si guadagna e conta di più. D'Urso, navigatissimo arnese capitolino, figurarsi se gli frega quella "robetta" decadente del S.Luigi...La Corte dei conti dovrebbe ingare sulle inutili spese che si fanno per le selezioni, palesemente oramai destinate a essere un rito finalizzato a coprire i veri modi per scegliere i managers. Se la giunta Cota ha gestito la sanità in modo disatroso, la giunta del Chiampa l'ha gestita nel modo più comico, perfin patetico.

  2. avatar-4
    00:49 Giovedì 07 Giugno 2018 abelardo69 e fare qualche taglio?

    La non presenza dei Botti è un fatto noto a tutti, era un amico un Moirano boys da aiutare perchè trombato al ministero. ora arriverà Bono anche lui uomo per tutte le stagioni, amico di tutti, solidale dei poteri forti della Granda, grandi appalti e grandi costi per il "suo" 118. Baccon un vecchio della politica di Curia segusina, nato in epoca DC, meno peggio di molti suoi colleghi della Ex ASL5, trombato ma recuperato per la sua disponibilità da signor SI. e per il momento i sig.ri che sono prossimi alla partenza hanno fissato dei DG per 3 anni. Nessuno dice niente, fatta eccezione per M5S perchè questi sig.ri si metteranno in posizione di sudditanza con i prossimi politici. questa è la sanità che ha poco di pubblico e molto di privato per i suoi interessi. ormai la vacca FIAT è sparita e tutto il privato si concentra sulle uniche Aziende presenti sul territorio, le ns ASL/ASO

  3. avatar-4
    17:41 Mercoledì 06 Giugno 2018 Paladino Ah ah ah, voilà Baccon !

    E' evidente che la barca affonda, per coprire un posto al San Luigi tre rinunce.... Alla fine nominano un yes men di palazzo, buono per tutte le stagioni... UN GOVERNO REGIONALE PENOSO!!!

  4. avatar-4
    17:14 Mercoledì 06 Giugno 2018 tandem Botti - Carneade

    Arrivato in silenzio, vissuto in silenzio, se ne va sommessamente. Salvo per la sua assenza non lo si può criticare, non ha fatto nulla, non ha mitigato minimamente gli errori di Saitta e Moirano. Non ha contenuto minimamente le esuberanze di alcuni DG particolarmente incapaci. Alla fine ci chiediamo se è esistito o era solo un ologramma proiettato su una sedia? Saitta a Chiampa in pensione, è ora.....

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