POLITICA & GIUSTIZIA

Appendino: “Nulla da nascondere”

La sindaca si dichiara "tranquilla" sulla correttezza dei comportamenti tenuti dalla giunta nella vicenda Ream e per nulla turbata dall'uscita di alcune intercettazioni: "Abbiamo agito nell'interesse della città". Del resto erano noti i rapporti difficili con i revisori

“Non abbiamo nulla da nascondere e abbiamo sempre agito per il bene della città. Sono tranquilla, riteniamo di aver agito correttamente e ci difenderemo”. La sindaca di Torino Chiara Appendino commenta così, a margine dell’arrivo della talpa della metro alla stazione Lingotto, alcune intercettazioni sul caso Ream pubblicate sulle pagine locali di alcuni quotidiani. Nelle intercettazioni disposte dalla procura, che nei giorni scorsi ha notificato alla prima cittadina un avviso di chiusura indagini sulla vicenda - un debito di cinque milioni di euro verso la società Ream che non era stato incluso nel bilancio 2016 - si sente la prima cittadina definire “matti” i revisori dei conti, con i quali l’amministrazione comunale ha avuto un vero e proprio braccio di ferro conclusosi con le dimissioni del collegio dei revisori. “Vogliono farci morire”, è un’altra frase pronunciata nel corso di una conversazione con l’assessore al Bilancio Sergio Rolando, anche lui destinatario dell’avviso di chiusura indagini. “Che ci fosse un rapporto teso con i revisori dei conti e differenti opinioni rispetto all’iscrizione a bilancio si sapeva e che il Comune fosse in grande difficoltà finanziaria non l’abbiamo mai nascosto, qualcun altro sosteneva che non fosse così. Stiamo gestendo enti in grandissima difficoltà - aggiunge - e ci siano assunti la responsabilità di farlo senza creare effetti traumatici sui cittadini. Per questo abbiamo anche fatto la scelta di non andare in pre-dissesto, perché abbiamo sempre messo davanti l’interesse della città anche rischiando io personalmente”.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    10:08 Sabato 09 Giugno 2018 fatti regole contabili

    purtroppo pare che in materia di bilancio non esistano regole uguali per tutti, e sia consentita molta fantasia e discrezionalità, altrimenti non avremmo avuto tutte queste vicende di bilanci "disallineati" tra loro, di residui attivi bizzarri, di marchi ipervalorizzati e iscritti a bilancio, ecc ecc.

  2. avatar-4
    17:11 Venerdì 08 Giugno 2018 patty Falsificare un bilancio non è nell'interesse delle città

    Allo stesso modo in un'azienda gli amministratori potrebbero 'aggiustare' i conti, contro il parere dei revisori, adducendo l'interesse della società stessa! Se ci sono regole valide per tutti, è proprio perchè altrimenti ognuno fa come gli pare e nessuno sarebbe in grado di capire quel è il reale stato dei conti. Ecco, Appendino ha fatto come in quel momento le faceva comodo e come era nel SUO interesse.

  3. avatar-4
    15:48 Giovedì 07 Giugno 2018 ponchia Ha ragione

    non sono assolutamente un simpatizzante 5 stelle, ma sulla fattispecie credo che abbiano davvero agito per il meglio

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