GRANDI OPERE

Tav e infrastrutture, pressing bipartisan

Il presidente della Regione “convoca” i parlamentari di tutti gli schieramenti e i deputati di Forza Italia del Nord Ovest presentano un’interrogazione al ministro Toninelli. Obiettivo: difendere le opere e isolare i Cinquestelle

Parole, opere e missione. Il Piemonte si mobilita per difendere le infrastrutture “strategiche” per il proprio territorio dai colpi di mano, più o meno espliciti, del governo gialloverde. Un’iniziativa corale che vede impegnate istituzioni e forze politiche in maniera trasversale agli schieramenti, dal Pd a Forza Italia, con la speranza se non di portare alla ragionevolezza i Cinquestelle almeno di isolare le posizioni più oltranziste facendo leva sul partner di governo. Così mentre in mattinata il presidente della Regione Sergio Chiamparino diramava le convocazioni per un incontro con tutti i parlamentari piemontesi sul tema, il gruppo azzurro alla Camera stendeva il testo di un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, in merito alla posizione del neonato esecutivo grilloleghista sulle grandi opere nel nostro Paese.

Il vertice promosso dal governatore, in programma il 18 giugno al piano nobile di piazza Castello, intende “definire il quadro degli interventi e delle priorità riguardanti le infrastrutture piemontesi. I risultati della riunione verranno sottoposti al Governo nel corso di un incontro che si dovrebbe svolgere nelle prossime settimane”. Chiamparino, a margine dell’arrivo della talpa Masha alla stazione Lingotto della Metro 1 di Torino, ha ribadito “l’importanza strategica di un’opera come la Tav, un’opera importante per intero paese e per il Piemonte che si deve dotare di grandi infrastrutture per lo sviluppo economico. La Tav - ha aggiunto - non ha solo un valore trasportistico, ma anche ambientale perché si vuole dare un contributo significativo alla lotta all’inquinamento bisogna favorire lo spostamento del traffico, in particolare di quello delle merci dai mezzi su gomma alla ferrovia, ma la ferrovia deve essere competitiva”. Rispetto ai timori per un possibile blocco dell’opera il governatore ha ribadito: “I lavori vanno avanti e io continuo a sostenere la validità strategica dell’opera dal punto di vista economico e ambientale. Ora spetta ad altri dire eventualmente perché la vogliono bloccare, non a me continuare a dire perché farla”.

Contenuti e toni non dissimili si ritrovano nel documento a prima firma Giorgio Mulè sottoscritto da tutti i deputati di Forza Italia di Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto. I parlamentari azzurri chiedono di sapere, a fronte di dichiarazioni contrastanti di esponenti del governo, se «il ministro possa fornire una lista dettagliata delle opere ritenute “inutili” e se possa in particolare confermare che il governo ritenga il Terzo Valico una “infrastruttura devastante” e se questa opera sia già inserita tra quelle da abolire. Se sia già a conoscenza dell'arco temporale in cui si procederà alla cosiddetta “valutazione costi/benefici” e, in attesa di tale valutazione, se il ministro intenda adottare misure sospensive con riguardo agli appalti in essere. Se il governo intenda rivolgersi ad un soggetto esterno per le richiamate valutazioni e nel qual caso attraverso quali modalità e secondo quali criteri si intenda assegnare tale incarico». Chiedono, infine, di sapere «quali sono i criteri in base ai quale sarà valutato il rapporto costo/benefici per le opere in oggetto. In questi primi giorni stiamo assistendo - affermano i deputati di Forza Italia – all’indeterminatezza del governo Conte sul tema delle grandi opere. Zero chiarezza, zero parole nei suoi interventi in Aula, impegni annacquati nel programma del suo esecutivo. Non vorremmo che il neonato governo abbia nel blocco delle infrastrutture una delle sue mission. Serve certezza, serve serietà. Le grandi opere non sono solo occasione di occupazione e di sviluppo, ma anche un volano fondamentale per la crescita e per il peso internazionale del nostro Paese».

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