POLEMICA

Cinquestelle contro Salvini aprono il “porto” di Torino

La stretta sui migranti decisa dal neo ministro dell'Interno non piace alla giunta di Appendino: "Se avessimo il mare, Aquarius attraccherebbe da noi". Pd: "Ipocriti. Siete al governo insieme". E per l'ex Bertola la Lega sta "inglobando" il M5s

Se Torino avesse lu mare fosse na piccola Bari. E soprattutto avrebbe un porto dove potrebbero attraccare le navi dei migranti. C’è poco da scherzare, ma di fronte alla stretta decisa da Matteo Salvini, con la chiusura dei porti italiani alla nave Aquarius con 629 disperati a bordo, l’assessore ai Diritti della giunta pentastellata, Marco Giusta, prende le distanze dal neo ministro dell’Interno, azionista di minoranza del governo gialloverde. “Ci piace sempre immaginare come sarebbe Torino con il mare. Stasera sarebbe ancora più bello. Perché se c'è il mare c'è un porto, e sono convinto che stasera sarebbe aperto”. Aggiunge in un post su facebook, condiviso anche da un altro esponente della giunta grillina torinese, l’assessora all’Istruzione, Federica Patti. “Il porto sarebbe aperto anche perché il Consiglio comunale, ad ampia maggioranza, ha votato la Carta di Palermo - sottolinea - perché sì, la politica dell’immigrazione è da rivedere, tutta, ed è vero che è un business per alcuni, non tutti, e che dovremmo avere più corridoi umanitari o possibilità di spostarci più facilmente temporaneamente per motivi lavorativi o di studio, o poter fuggire per motivi umanitari e che quindi si, occorre rivedere l'attuale situazione anche superando il blocco libico, ed è vero che queste nuove partenze sono probabilmente la misura del nuovo governo per arrivare ad un accordo diverso ma no, tutto questo non si può fare sulla pelle delle persone”. “E comunque ricordiamo che il diritto del mare recita che se qualcuno invoca soccorso i porti restano aperti. E questo vale anche per Malta”, osserva ancora Giusta, che conclude: “bene Conte con invio medici su Aquarius”.

Una presa di posizione che il Pd della Sala Rossa bolla come pusillanime. Il capigruppo Stefano Lo Russo commenta: “Bello lavarsi la coscienza con un post... Caro Marco Giusta, ti ricordo che tu fai l’assessore del M5s. E che Salvini è al Governo grazie a voi. Chiederemo alla sindaca Appendino di prendere le distanze da questa barbarie in Consiglio Comunale. Pubblicamente. Ci sosterrai? E soprattutto lo farà? O dirà che non è sua competenza e preferirà stare in silenzio? Spero di venire smentito. Temo non accadrà”. Dal canto suo, il segretario metropolitano dei democratici torinesi nonché consigliere comunale, Mimmo Carretta, osserva: “Vuoi lanciare un segnale forte? Dimettiti”.

A gettare un po’ di sale su una ferita aperta ci pensa l’ex grillino Vittorio Bertola, capogruppo in Sala Rossa nella scorsa amministrazione: “Ciò che sta davvero succedendo in questo momento tra le acque del mare e le urne di terraferma è l’assimilazione politica del M5s come stampella subordinata della nuova destra di Salvini – afferma -. Solo che i leader pentastellati sono troppo scarsi in termini politici per rendersene conto. Son talmente pirla che potrebbero persino dire ufficialmente ai propri elettori di votare Lega ai ballottaggi”.

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