GLORIE NOSTRANE

Salizzoni record a Ivrea, ma “congela” la Regione

Il mago dei trapianti è il più votato al consiglio comunale della città eporediese. Grazie alle sue preferenze il Pd ha contenuto il calo e mandato Perinetti al ballottaggio. E sulla successione di Chiamparino si mostra assai cauto: "Non dipende da me"

Secondo alcuni dovevano essere le prove generali verso la sfida più dura e prestigiosa e, invece, probabilmente si fermerà a Ivrea Mauro Salizzoni, il mago dei trapianti che con il suo tesoretto elettorale incassato nelle urne di ieri è stato decisivo a contenere il calo del Pd e a proiettare il candidato sindaco Maurizio Perinetti al ballottaggio. Un successo personale, 437 preferenze, che però non intende capitalizzare, almeno per il momento. E pensare che sole poche settimane fa era il successore in pectore di Sergio Chiamparino della coalizione di centrosinistra, designato dallo stesso governatore. Oggi è lui stesso a considerare “congelata” la sua candidatura. In un colloquio con lo Spiffero si defila rispetto a considerazioni che vadano oltre la cinta daziaria di una città in cui “spero di aver contribuito al buon risultato del centrosinistra”.

I travagliati mesi di formazione del nuovo governo sono stati anche quelli in cui la sua possibile discesa in campo è finita nell’occhio del ciclone, diventando oggetto di divisioni all’interno del Pd, fino a tramontare lentamente e uscire dal dibattito politico. Lui si è rifugiato nella sua Ivrea, dove fu consigliere già alla fine degli anni Novanta, dimostrando di saperci fare non solo con pinze e bisturi ma pure nell’agone elettorale. Ha quasi doppiato il secondo candidato della lista dem, Fabrizio Mario Dulla, fermo a 230. Un voto su quattro finito al Pd è arrivato da Salizzoni. “Un exploit? Non saprei – si schermisce – io sono soddisfatto e soprattutto felice di aver dato una mano in una situazione difficile”. Fin qui le dichiarazioni su Ivrea. Sullo scenario regionale è molto più cauto: “Mi astengo da commenti su un mio possibile impegno, non faccio previsioni – dice – la situazione è decisamente instabile, direi ballerina, difficile capire cosa succederà di qui a un anno. Preferisco concentrarmi su Ivrea”. Non un passo indietro, né tantomeno una rinuncia, semmai l’intenzione di rimanere lontano da quella pentola a pressione che è il Pd piemontese, in cui si è già scottato una volta: “Aspetto e vedo cosa succede anche sul piano nazionale. Mi piacerebbe rivedere un centrosinistra unito e sarei disposto a sostenere questo processo”.

Da Chiamparino che, facendo circolare il suo nome lo aveva gettato in pasto ai pescicani, “è arrivato un messaggio di felicitazioni. Breve, poche parole per complimentarsi e rinnovare il suo in bocca al lupo per il ballottaggio”. La carta Salizzoni, insomma, sembra essersi persa nel mazzo del centrosinistra, chissà forse per essere ripescata da una manica al momento opportuno, come quell’asso che i giocatori tengono celata fino all'ultimo. La conferma sembrerebbe arrivare dal comunicato ufficiale del governatore in cui vengono esaltatai "il valore e la forza" del candidato sindaco Perinetti, il "radicamento" della coalizione di centrosinistra, formata da ben due liste civiche, oltre ai Moderati e al Pd, mentre il mago dei trapianti non viene neanche citato.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    21:05 Martedì 12 Giugno 2018 moschettiere Salizzoni Salizzoni...

    Proprio non comprendo come possa essere così ingenuo. Non ha capito che lo stanno usando come specchio per le allodole? La politica - e lui dovrebbe saperlo - non è il luogo dei galantuomini...

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