CINQUE CERCHI

Olimpiadi, zeppa per Appendino: "Serve l'ok pieno del Consiglio"

Il Coni istituisce una commissione e detta le linee guida per la selezione della città da candidare. Tra le condizioni "l'acquisizione piena e incondizionata della delibera" da parte dell'assemblea comunale. E nel documento si prevede l'ipotesi MiTo

Che Giovanni Malagò non fosse il principale alleato di Chiara Appendino nella corsa di Torino alla candidatura olimpica è stato evidente fin dall’inizio, ora il presidente del Coni certifica la sua diffidenza nei confronti dei Cinquestelle varando una norma che sembra scritta ad hoc per il capoluogo piemontese. Il Consiglio nazionale del Comitato olimpico, che ha deciso all’unanimità di proporre la candidatura di una città italiana ai Giochi invernali del 2026, ha varato 13 condizioni vincolanti per tutte e tre le città in lizza (Milano, Torino, Cortina) tra cui, il più insidioso per la maggioranza pentastellata, è il punto 4 secondo il quale serve una delibera di sostegno alla candidatura “piena e incondizionata” da parte dell'assemblea cittadina. Un vincolo non da poco per un gruppo, quello del Movimento 5 stelle, che proprio sulla candidatura di Torino ha ballato (e parecchio) nei giorni scorsi e in cui neanche la mediazione di Luigi Di Maio è servita per sedare le pulsioni anti olimpiadi di una frangia tutt'altro che marginale, composta almeno da cinque consiglieri. Una spaccatura che ha portato, nei giorni scorsi, il Pd a offrire una stampella per garantire ad Appendino i numeri necessari per portare avanti la candidatura. A dimostrazione di quanto sia accidentata la strada che porti all’approvazione di un provvedimento di questo tipo in Sala Rossa lo dimostrano le parole di alcuni dissidenti storici del Movimento, come il consigliere Damiano Carretto secondo il quale “gli effettivi bisogni della nazione non sono rappresentati in questo momento dai Giochi Olimpici. E io, fossi nei panni del Governo, qualche domanda me la farei”. La stessa posizione critica è stata ribadita in queste ore via social anche da Maura Paoli e Daniela Albano

Tra le altre linee guida di Palazzo H c’è l’acquisizione del supporto politico da parte delle Regioni e/o delle Province autonome coinvolte (su questo Torino non ha problemi visto il sostegno più volte manifestato di Sergio Chiamparino) e l’attrattività internazionale della candidatura. Ed è sulla base di queste linee guida che dovrà essere indicata la vincitrice, con l’obiettivo finale di individuare la soluzione che dia le maggiori garanzie di successo per l’Italia. Non è da escludere, come spiegato al punto numero 12, la possibilità di sinergie tra diverse località sempre nell’ottica di presentare al Comitato olimpico internazionale un progetto credibile e innovativo. Anche in questo caso non c'è da strologare troppo per comprendere che Malagò continua a tenere aperta la porta verso il MiTo olimpico, ovvero quell'alleanza tra Milano e Torino su cui insiste da tempo Giuseppe Sala, scontrandosi con la netta opposizione della collega Appendino. Tra i punti che la Commissione di valutazione dovrà considerare figurano anche quello relativo al contenimento dei costi e alla valorizzazione del rapporto costi/benefici, quello sulla compattezza del progetto e sulla sua sostenibilità a livello economico-finanziario, sociale e ambientale.

ECCO LE 13 LINEE GUIDA DEL CONI

Il nome della candidata italiana sarà deciso nella prossima riunione del Consiglio nazionale del Coni, quando la commissione avrà concluso il proprio lavoro. A seconda della celerità dei lavori sono due le possibili date del prossimo Consiglio, ancora da fissare: il prossimo 1 agosto o il 10 settembre, “termine ultimo”, come ha spiegato Malagò, prima della sessione del Comitato olimpico internazionale che si terrà a Buenos Aires l’8 e il 9 ottobre prossimi.

La commissione di valutazione sui dossier di candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026 sarà coordinata dal Segretario generale del Coni, Carlo Mornati, e sarà composta dai due vice presidenti, Franco Chimenti (vicario) e Alessandra Sensini, dal presidente della Federazione italiana sport invernali, Flavio Roda, dal presidente della Federazione italiana sport del ghiaccio, Andrea Gios, dal rappresentante della Commissione atleti del Coni, Valentina Marchei, dall'atleta paralimpico Jacopo Luchini, dai membri Cio Franco Carraro, Mario Pescante e Ivo Ferrari (presidente della Federazione internazionale Bob e Skeleton), dal membro onorario del Cio e campionessa olimpica di sci di fondo, Manuela Di Centa e dal membro onorario del Cio ed ex numero uno della Federazione internazionale sport del ghiaccio, Ottavio Cinquanta.

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