POLTRONE & SOFÀ

Gtt, "contratto a termine" per il nuovo ad

Resterà un anno Foti, appena nominato al vertice del gruppo trasporti del Comune di Torino. Poi sarà sostituito da Golzio, che per ora svolgerà il ruolo di presidente di campanello. Designati anche i nuovi vertici dei cimiteri comunali

Una soluzione di transizione che durerà un anno. Chiara Appendino ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione di Gtt, inserendo nel board dell’azienda del trasporto pubblico torinese Paolo Golzio con il ruolo di presidente e Giovanni Foti nell’incarico di direttore generale. Confermata come semplice consigliere Silvia Cornaglia. Il cda così rinnovato s’insedierà a settembre, quando si chiuderà definitivamente l’era di Walter Ceresa alla guida della società. A lui “va il ringraziamento della Città per il lavoro svolto in un momento particolarmente complesso – afferma la sindaca – un impegno che ha consentito di porre le basi per superare le difficoltà di ordine finanziario e organizzativo e di programmarne il rilancio”. Difficile, in base alle normative nazionali, un suo ripescaggio nell'Agenzia per la mobilità, dove il successore della presidente Cristina Pronello (approdata nel cda di Fs) sarà individuato dopo l'estate d'intesa con la Regione.

In questa fase di passaggio tutte le deleghe saranno nelle mani di Foti, che torna a Torino dopo un’esperienza al vertice dell’Atm di Messina. Essendo, però, il nuovo ad in pensione, per effetto della riforma Madia, potrà offrire il proprio contributo per un solo anno, peraltro senza percepire indennità, dopodiché dovrebbe essere proprio Golzio a rilevare il timone in una sorta di staffetta. Intanto porterà a termine il proprio incarico alla guida di Asp, società multiservizi di Asti dov’è tutt’ora amministratore delegato.

Un complesso gioco a incastro nel quale il ruolo di Foti è proprio quello del traghettatore, vista la sua profonda conoscenza dell’azienda di corso Turati in cui ha iniziato a lavorare nel 1982 prima di entrare in rotta di collisione con l’ex dominus Roberto Barbieri e finire ai margini fino all’esilio in terra siciliana. Una sorta di rivincita per colui che, negli anni scorsi, fu tra i primi a segnalare coni d’ombra i cui effetti sono emersi in modo dirompente solo in un passato recente, quando Gtt si è ritrovata a un passo dal crac finanziario. A Foti spetterà di gestire la delicatissima partita della procedura negoziata per l’acquisto dei nuovi autobus, che dovrebbe concludersi entro l’anno o al massimo all’inizio del 2019, e soprattutto tenere sotto controllo le fibrillazioni dei sindacati per quei 250 licenziamenti inseriti nel piano industriale: “L’indirizzo della Città è di evitare licenziamenti di massa” conferma l’assessora ai Trasporti Maria Lapietra; sul come fare senza far saltare i delicatissimi equilibri finanziari dell’azienda ancora non si sa. Foti è riconosciuto come persona caparbia e capace: fu lui a costruire 5T, società che sviluppa e gestisce sistemi tecnologici e servizi per la mobilità a Torino e in Piemonte, fino a poche settimane fa controllata da Gtt, oggi in fase di acquisizione da Comune, per il 60 per cento, e Regione, per il restante 40, nell’ambito di una delle operazioni di salvataggio previste dal piano industriale.

Personaggio schivo e spigoloso, Foti è considerato persona gradita non solo alla sindaca ma anche al Pd, visti i rapporti sempre cordiali intrattenuti con l’ex assessore Claudio Lubatti. “Non ho molti annunci da fare, preferisco parlare quando avrò ottenuto dei risultati” dice. Più affabile Golzio, anche lui torinese, tornato alla base dopo aver lavorato in Ibm, a Napoli, e nella Cie ed Energrid, entrambe società del gruppo Gavio, fino all’ultima esperienza, ancora in corso, nella multiutility astigiana.   

Questa mattina la sindaca Appendino ha anche rinnovato i vertici di un’altra società controllata da Palazzo Civico, la Afc, che gestisce i servizi cimiteriali. Al vertice è stata confermata la presidente Michela Favaro, fortemente voluta nella passata amministrazione, dall’allora assessore Stefano Lo Russo, per rimettere in piedi un’azienda travolta da inchieste e polemiche. Nel ruolo di ad arriva Antonio Colaianni, mentre resta nel cda Riccardo Perinetto, nominato lo scorso anno da questa amministrazione, il rampollo del commercialista Lorenzo Perinetto, titolare dello studio nel quale lavora Sara Rolando, la figlia dell’assessore al Bilancio del Comune Sergio Rolando (leggi qui la storia).

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