DIRITTI & ROVESCI

Decreto sicurezza, Piemonte ricorre

Chiamparino conferma l'esposto alla Consulta contro il provvedimento del governo. Un'azione coordinata assieme alla Regione Toscana. Il governatore: "Non è disobbedienza, chi sta male ha il diritto di essere curato"

La Regione Piemonte presenterà ricorso contro il decreto sicurezza. Dopo le anticipazioni dei giorni scorso dell’assessore Monica Cerutti allo Spiffero ora è il presidente, Sergio Chiamparino, a confermarlo in una intervista a Sky. “Ho avuto conferma dalla nostra avvocatura – dice – che su questo si sta anche confrontando con i colleghi della Regione Toscana che esistono le condizioni giuridiche per il ricorso alla Consulta perché il decreto impedendo il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari, avrà ripercussioni sulla gestione dei servizi sanitari e assistenziali di nostra competenza”. Sono in tutto cinque le regioni pronte a impugnare il provvedimento di fronte alla Consulta. Dopo la Toscana, che ha fatto da apripista, assieme al Piemonte anche l'Umbria, l'Emilia Romagna e la Calabria. Anche il Lazio, il cui presidente Nicola Zingaretti ha annunciato che non chiuderà gli Sprar, valuta l'azione giudiziaria.

“Noi continueremo a fornire le cure necessarie, in base al principio universale che quando una persona sta male deve essere curata – aggiunge il governatore –, ma sono evidenti le gravi conseguenze che il decreto avrà sul territorio regionale, creando di colpo una massa di invisibili di cui in qualche modo la Regione e i Comuni dovranno comunque occuparsi, nel campo della sanità e delle politiche sociali, con evidenti e paradossali ripercussioni negative proprio sul terreno della sicurezza e della convivenza civile”. “Non si tratta di disobbedienza – conclude Chiamparino – piuttosto di obbedire al principio fondamentale secondo cui una persona che sta male deve essere curata”

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