Chi ci darà la luce? Fassino
Il sindaco di Torino convince i vertici di Iren a dare il via libera all’intesa con A2A sul riassetto Edison-Edipower. Si sono così gettate le basi per la grande multiutility del Nord
Alla fine, in una seduta lampo del consiglio di amministrazione, Iren all'unanimità ha detto sì all’intesa quadro con A2A sul riassetto di Edison-Edipower. A sbloccare definitivamente la minaccia dellìuscita dall’operazione dell’utility che fa capo ai Comuni di Torino, Genova, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, sarebbe stato l’impegno alla riformulazione del “tolling”, ovvero dello scambio tra gas ed energia tra Edipower e i suoi due futuri principali soci: A2A, che deterrà la maggioranza con il 56%, ed Iren, con il 21Una formula che disinnescherebbe il timore di Torino e dintorni di condizioni troppo onerose per finanziare e strutturare la nascita della “nuova” Edipower, così come paventato fino a ieri da alcuni amministratori, primo tra tutti l’ex presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Enrico Salza.
Il nuovo soggetto, che sarà il secondo operatore nella produzione di energia a ridosso dall’Enel, è destinato a diventare nel disegno sostenuto dal ministro dello Sviluppo Corrado Passera il nucleo aggregatore di una grande utility del Nord, una federazione di (ex) municipalizzate locali che in alleanza creano la massa critica per un’azienda in grado di competere sul mercato non solo nazionale: il grande piano a cui da tempo sta lavorando il sindaco di Torino Piero Fassino. «Una decisione coraggiosa e lungimirante che fa decollare un grande progetto per il paese - ha dichiarato il primo cittadino della Mole - Nasce così il secondo polo energetico italiano e si apre la strada alla creazione, nel campo dei servizi, di una grande multiutility, nel campo dei servizi, di scala nazionale e internazionale». Il fronte subalpino avrebbe anche ottenuto garanzie sulla futura governance. Iren ha chiesto ed ottenuto che le maggioranze qualificate per decisioni strategiche su grandi operazioni (come cessioni, acquisizioni, aumenti di capitale) siano previste non solo in assemblea ma anche in consiglio di amministrazione. La formulazione circolata nei giorni scorsi prevedeva nove voti su undici nel futuro cda Edipower per operazioni tra i 70 ed i 120 milioni, oltre le quali si passa direttamente al voto assembleare.



















