Piemonte col fiatone, l’economia arranca

Pubblicato Giovedì 26 Gennaio 2012, ore 10,08

In regione rallenta il tasso di natalità delle imprese: nel 2011 +0,18%, in calo rispetto all’anno precedente. Novara regge meglio l’urto della crisi. Ed è il turismo il comparto più in salute

Rallenta ma non si arresta, nonostante le difficoltà che, soprattutto nella seconda metà del 2011, hanno attraversato il sistema economico piemontese, la vitalità del sistema imprenditoriale. Secondo i dati diffusi da Movimprese, l’analisi sulla rilevazione nati-mortalità delle imprese condotta da InfoCamere, nel 2011 sono nate in Piemonte 30.588 aziende, a fronte delle 32.490 nuove iscrizioni registrate nel corso del 2010. Al netto delle 29.751 cessazioni (in aumento rispetto alle 28.643 del 2010), il saldo è positivo per 837 unità (nel 2010 era +3.847). Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita del +0,18%, inferiore a quello registrato nel 2010 (+0,82%), ma di poco superiore a quello del 2009 (+0,14%). La dinamica piemontese si colloca, inoltre, al di sotto del tasso di crescita registrato a livello nazionale (+0,82%). «I nostri imprenditori non si sono arresi e continuano a investire nel loro futuro e in quello della regione. Ecco la vera chiave di volta che ci permetterà di affrontare questo difficile 2012 con coraggio, e soprattutto mettendo in rete le energie e le capacità che contraddistinguono il territorio - commenta Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte - spetta però a tutto il sistema politico e istituzionale, mettere sul tavolo efficaci sistemi per arginare l’emorragia che sta colpendo in particolar modo le piccole aziende, più fragili e meno strutturate. Microcredito, reti d’impresa, internazionalizzazione, sburocratizzazione e innovazione sono gli strumenti su cui dobbiamo puntare per dare fiducia alle imprese e permettere loro di crescere e competere».

 

Per quanto riguarda i singoli territori, Novara manifesta il tasso di crescita più convincente (+0,66%), seguita dal Verbano Cusio Ossola (+0,38%) e da Torino (+0,36%). Positivo anche il tasso di crescita registrato dalla base imprenditoriale del vercellese (+0,32%), mentre si rilevano trend negativi per le restanti province, compresi tra il -0,34% di Biella e il -0,14% di Cuneo, passando per il -0,28% di Alessandria e il -0,15% di Asti. A differenza di quanto avvenuto nel 2010, quando si erano registrati incrementi per tutte le classi di natura giuridica, il 2011 si caratterizza per i tassi di crescita particolarmente positivi registrati dalle società di capitale (+2,49%) e dalle altre forme (+2,33%), mentre risultano negative le dinamiche delle imprese individuali (-0,13%) e delle società di persone (-0,57%).   Valutando, infine, le variazioni annuali dello stock di imprese registrate per settori di attività economica, si osserva come il comparto del turismo abbia registrato la crescita più consistente (+2,39%), seguito dagli altri servizi (+0,70%); risultano negative, invece, le variazioni registrate dagli altri settori, comprese tra il -0,23% delle costruzioni e il -2,60% dell'agricoltura, passando per il -0,66% del commercio e il -0,80% dell'industria in senso stretto.

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