“Siamo al San Paolo non a Sanremo”
Il controcanto di Benessia che con il bilancio di mandato chiude la sua stagione al vertice della Compagnia. Stanziamenti fino a 131 milioni per il 2012
Non sarà come il Festival di Sanremo ma gente che canta dalle parti di corso Vittorio non manca. Stecche a parte, Angelo Benessia nel presentare il bilancio quadriennale di mandato (2008-2011) e le linee programmatiche per il 2012 della Compagnia di San Paolo ha liquidato con una battuta sulla manifestazione canora la caterva di voci sull’imminente rinnovo dei vertici: «Non è come il festival di Sanremo dove tutti hanno qualcosa da dire. C’è un po’ più di riservatezza». E a proposito di una sua ipotetica riconferma si è limitato a uno stringato commento: «È quanto meno inelegante che io mi esprima». Quanto al ruolo delle fondazioni all’interno degli istituti bancari di cui sono azioniste, Benessia ha sottolineato: «Vedo un ruolo assolutamente stabile, la missione continuerà ad essere svolta, dunque non vedo grandi novità. Certo il mondo sta cambiando e quindi ci dovrà essere capacità di affrontare il cambiamento». Escludendo, infine, che «ad ora ci sia motivo per pensare ad una modifica della nostra quota in Intesa Sanpaolo, il presidente della compagnia rispondendo al presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta che nei giorni scorsi aveva chiesto ai nuovi consiglieri della compagnia di autoridursi gli emolumenti ha concluso: «lo abbiamo già fatto, i nostri organi si sono già ridotti gli emolumenti, per quanto riguarda la banca non compete a noi».
Per l’anno 2012 sono previsti stanziamenti fino a 131 milioni, uguale al 2011, spiega una nota che sintetizza l’attività del Consiglio in scadenza nella prossima primavera. Gli interventi istituzionali sono stimati in 127,2 milioni, cui se ne potranno aggiungere 4 su progetti intersettoriali. L’attività della Compagnia ha l’obiettivo di «coniugare l’attenzione alle vulnerabilità sociali, rilanciare processi di sviluppo economico e di crescita occupazionale; ricercare una effettiva sostenibilità economica delle attività culturali, sociali, educative e stimolare; premiare aggregazioni di soggetti che creino partnership, ricercando economie di scala e di scopo», dice ancora la nota.
Nel quadriennio 2008-2011 si è registrato uno stanziamento complessivo di 519 milioni, ridotto del solo 8,8% rispetto al quadriennio precedente, a fronte di un avanzo di gestione (misura sintetica della redditività complessiva) che si è invece quasi dimezzato (- 49%). «Le erogazioni liquidate sono state ancora maggiori, toccando i 616 milioni (per l’effetto di progetti pluriennali), senza intaccare il fondo di stabilizzazione».



















