Torino alla guida dell’auto elettrica
Una ricerca assegna al capoluogo piemontese il ruolo di capofila nella riconversione dell’industria automobilistica. La Fiat starebbe lavorando sottotraccia a un progetto di sviluppo in partnership con altre imprese leader nel settore dell’energia
Entro il 2020 un quinto delle auto in Italia potrebbe avere una versione ecologica, ovvero un motore elettrico, ibrido o a gas. Lo dicono le indagini di mercato sviluppate negli anni dalla Partner Deloitte Consulting, azienda di consulenza per le imprese, impegnata nell’aggregazione di player privati per sviluppare la nuova auto elettrica. Un progetto nel quale Torino (già candidata come futura “Smart City”) potrebbe avere un ruolo cardine, grazie alle competenze e al tessuto industriale rappresentato dalla Fiat e dal suo indotto, da un lato, e Iren, dall’altro.
Del futuro ormai prossimo dell’auto elettrica si è discusso in un convegno dal titolo "Da dove passa il futuro del settore automotive", con una sezione dedicata proprio all'auto elettrica. Ufficialmente non è ancora stato depositato un piano, ma la possibilità che la principale azienda produttrice di automobili in Italia possa trainare una serie di partner verso un nuovo concetto di vettura è ormai altissima. Dopotutto il mercato potenziale giustifica l’investimento, la continua crescita del prezzo del petrolio e l’instabilità di molti paesi esportatori fungono da ulteriore incentivo verso una nuova concezione delle quattro ruote.
Vi sono però alcune condizioni che vanno tenute presenti: la necessità di incentivi pubblici, il contenimento del costo di vendita al pubblico delle nuove car (entro i 20mila euro), l'ancora insufficiente autonomia (standard accettabile è attorno ai 320 km) e la durata dell'alimentazione (oggi 8 ore).
«E’ ancora lontano un progetto di sviluppo organizzato, che peraltro necessiterebbe di una macroregia a livello nazionale che in questo momento è assente – spiega Marco Martina, esperto di automotive di Deloitte Consulting –. Fondamentale sarà creare nel prossimo futuro una partnership tra società energetiche e aziende di produzione di automobili». Tra le aziende che in questo senso hanno già fatto un passo avanti c’è la Piaggio, che da sola, però, non basta per sviluppare un programma tanto ambizioso: di qui l’imprescindibilità di un colosso come Fiat, la cui strategia potrebbe essere quella di sviluppare sottotraccia il progetto dell’auto elettrica e imporsi successivamente a livello italiano ed europeo come azienda leader, all’interno di una catena di imprese collegate tra loro, capaci di garantire l’energia elettrica, l’assistenza nel cambio e nella ricarica delle batterie e ovviamente nella realizzazione vera e propria dell’automobile.



















