Ultima chiamata per Levaldigi

Pubblicato Venerdì 17 Febbraio 2012, ore 8,15

Prosegue l’agonia dell’aeroporto di Cuneo. Ma il Governo dà tempo fino a dicembre per presentare un piano industriale convincente. Altrimenti la chiusura sarà inevitabile (e auspicabile)

Ultima chiamata e tutto rimandato al prossimo 6 marzo per il futuro dell’aeroporto di Cuneo Levaldigi. L’ora della verità e delle scelte è sempre più vicina e per il mondo politico e imprenditoriale della Provincia Granda si pone ora una scelta forte ed ineluttabile perché l’Aula del Senato ha approvato il decreto legge n. 216/2011, il cosiddetto “milleproroghe” con cui al comma 2 dell’articolo 11 il Governo detta i tempi e le condizioni per il rilascio delle concessioni aeroportuali agli scali per i quali le procedure sono già in corso e che, pur in presenza di perdite di esercizio pregresse, presentino un piano da cui risultino il riequilibrio economico-finanziario della gestione e il raggiungimento di adeguati indici di solvibilità patrimoniale. L'esecutivo ha infatti ripreso un testo modificato dalle commissioni Affari Costituzionalie Bilancio del Senato che impone a questi aeroporti la presentazione entro il 31 dicembre 2012 di un piano industrialetale da consentire al ministero di vedere nella società di gestione i requisiti di redditività atti al rilascio della concessione.

 

Solamente se gli indici saranno ritenuti soddisfacenti Levaldigi potrà quindi sopravvivere alla chiusura d'ufficio, ma sarà in grado di essere credibile e convincente? Per lo scalo della Granda sarà invero molto difficile se non impossibile elaborare e presentare in pochi mesi un piano industriale accompagnato dai necessari ingenti capitali per fare decollare un aeroporto che da sempre presenta pesanti perdite e che non ha un proprio mercato a cui fare riferimento per giustificare la sua esistenza. Levaldigi può tuttavia considerarsi fortunato perché in parlamento girava anche un emendamento al “milleproroghe” che prevedeva la cancellazione pressoché immediata dei piccoli scali in perdita da tre o più esercizi finanziari. Poi, per sua fortuna, la lobby politicamente trasversale degli aeroporti minori si è mossa e questa proposta killer, che prevedeva la chiusura d’ufficio al 30 giugno prossimo degli scali perché ritenuti antieconomici ed improduttivi è stata accantonata, e la data del redde rationem spostata al 31 dicembre.

 

Dopo il via libera di Palazzo Madama il provvedimento ora torna alla Camera per la terza ed ultima lettura. L'ultimo e defintivo volo dell'aeroporto di Levaldigi è quindi iniziato e il 6 marzo i soci saranno chiamati a decidere che fare: raccogliere questa ultima possibilità concessa dal Governo proponendo soluzioni nuove o pensare di gettare la spugna. Una vera corsa contro il tempo per mettere in assetto di volo la Geac (la società di gestione dello scalo) ed evitare la chiusura dell'aeroporto i cui bilanci sono da sempre in caduta libera. Per raggiungere questo obiettivo la politica probabilmente si accorderà in forma bipartisan e non troverà altra soluzione che inventarsi un inesistente sistema aeroportuale piemontese per fare entrare la Geac nell'orbita della Sagat. Tuttavia nonostante roboanti piani di sviluppo – l’ultima idea è una partnership con Nizza - e contratti di programma per portare i bilanci in territorio positivo sarebbe semplicemente come nascondere la polvere sotto il tappeto. Una vera iattura con l'unico risultato certo di diminuire il valore della Sagat, dove il Comune di Torino vuole ridurre la sua partecipazione dismettendone il 20% e ci sarebbe pure pronto come acquirente il fondo F2i di Vito Gamberale che starebbe anche trattando la quota posseduta dal Gruppo Benetton.

 

Insomma, è una follia ma per salvare l’inutile aeroporto di Levaldigi la politica sarebbe pronta non solo a sacrificare la Sagat ma anche accettare una sua minore redditività nel futuro a causa del fardello della Geac. A tal riguardo le recenti parole pronunciate dal sindaco Fassino fanno presagire nulla di buono: “ci stiamo muovendo per collocare l’aeroporto di Caselle in una logica di sistema, attivando politiche di crescente collaborazione con gli altri scali del nord Italia”.

 

Il testo del “milleproroghe” ha infine spostato, sempre al 31 dicembre 2012, il termine per la individuazione degli «aeroporti e sistemi aeroportuali di interesse nazionale». Il Governo intende infatti «dare una risposta alla numerosità non pensata degli aeroporti italiani» e lo farà «a breve». Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, convinto che in Italia ci siano troppi aeroporti, che il sistema vada razionalizzato e che sia necessario «definire le priorità» e «introdurre rigore». È auspicabile che questo rigore sia applicato anche nei confronti di Levaldigi.

 

(egc)

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