Alessandria verso il default
La Corte dei Conti ha avviato la procedura del “dissesto guidato”. Le modifiche ai bilanci incriminati non sono soddisfacenti. La giunta Fabbio sotto tutela del Prefetto
Il Comune di Alessandria è tecnicamente avviato al dissesto. È quanto emerge dalla pronuncia della sezione Controllo della Corte dei Conti di Torino comunicata oggi a Palazzo Rosso: i giudici torinesi hanno bocciato, per l’ultima volta, le correzioni ai bilanci 2009, 2010 e 2011, presentate dall’assessore Franco Trussi e dal ragioniere capo Paolo Ansaldi nel corso dell’udienza del 19 gennaio scorso.
L’amministrazione ha tempo fino al 21 marzo per modificare i punti ancora oggetto dei rilievi della magistratura contabile, in particolare relativi a tesoserie e aziende partecipate. Tutto deve avvenire sotto la supervisione del Prefetto e della Conferenza Unificata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nelle prossime ore il sindaco Piercarlo Fabbio dovrà decidere come intende muoversi, anche se al momento pare assai improbabile che possa – e soporattutto, riesca – a bloccare la procedura che porterà il dottor Paolo Castaldo a commissariare il Comune.
C’è ovviamente molta agitazione tra i politici locali: se dovesse essere acclarato il default definitivo quei consiglieri che hanno votato a favore dei bilanci “incriminati” dovranno farsi carico di risarcire in solido il danno: 40 milioni complessivi. Un bel salasso.
La reazione del sindaco è livorosa nei confronti della sinistra, in particolare di Mara Scagni, ovvero colei che, secondo il primo cittadino, «ha attivato il percorso contro di noi», fatto «per distrarre l’opinione pubblica dai disastri che aveva lasciato». Fabbio annuncia che probabilmente chiederà «l’intervento di un arbitro super partes», stante il non idilliaco rapporto con la Corte dei Conti.



















