Deo fa. E l’Udc si agita
Il celebre vanverologo è l’asso pigliatutto del partito casiniano. Ma i suoi movimenti iniziano a preoccupare il gruppo dirigente locale che infatti dà segni d’insofferenza e spiffera di piani “segreti”
Scanderebech si muove ormai come il vero padrone dell’Udc piemontese. I segretari Marco Balagna (provinciale) e Alberto Goffi (regionale), di stretta osservanza viettiana, sono relegati in ruoli di secondo piano, poco più che spettatori dei funambolismi dell’ipercinetico politico salentino-albanese. L’investitura è arrivata niente meno che da Pier Ferdinando Casini in persona, nel corso dell’ultimo viaggio sotto la Mole. Il leader centrista, dopo aver strigliato i dirigenti locali, accusati di “dormire beatamente” (era particolarmente seccato dalla totale assenza di manifesti del partito e del candidato sindaco Alberto Musy), ha detto loro di farsene una ragione: Deodato Scanderebech ha i voti, merce indispensabile per fare politica. E con Michele Vietti traslocato tra gli stucchi di Palazzo dei Marescialli la scelta è obbligata.
“Mister Preferenza” non si è fatto pregare due volte e si è gettato a capofitto nella preparazione della imminente campagna elettorale. Con il fido Beppe Pozzo, come lui proveniente da Forza Italia, sotto le cui insegne è stato consigliere regionale, piazzato al coordinamento cittadino sta mettendo a punto una strategia che consenta all’Udc di massimizzare i tradizionali magri consensi che raccoglie in città. Anzitutto, nei suoi piani l’Udc, che per la Sala Rossa si presenta federata a Fli e Api nel Nuovo Polo, dovrebbe correre da sola nelle dieci Circoscrizioni, designando per ognuna un candidato presidente. Il disegno è chiaro: assicurarsi una batteria quasi sicura di consiglieri eletti, sfruttando il vantaggio assicurato dal ruolo. Ma la mente fervida di Deo ha pure stimato che l’operazione potrebbe costituire un indubbio volano per un aspirante consigliere comunale che potrebbe a questo punto contare su dieci ticket di quartiere: il prescelto avrebbe a sua disposizione uno zoccolo di consensi potenziali da proiettarlo a Palazzo di Città.
E guarda caso, il consigliere fortunato ha i tratti di famiglia, ovvero dell’amata figliola Federica, consigliera uscente e aspirante alla riconferma. Il babbo sogna per lei un posto in giunta, nel caso in cui Fassino non raggiungesse il quorum al primo turno e dovesse trattare l’apparentamento con i centristi.



















