Fassino a caccia di donne

Pubblicato Mercoledì 18 Maggio 2011, ore 9,00

Certa di entrare in Giunta solo la Curti: Ciluffo preferisce Montecitorio e la Centillo paga il basso consenso ottenuto alle urne. Soluzione: il ratto delle Sabine (nella società civile). All’Urbanistica Barbieri o la manager Finpiemonte Prat

CHERCHEZ LA FEMME

Piero Fassino a caccia di donne. Archiviato l’esaltante risultato elettorale, il nuovo sindaco di Torino sta già lavorando alla formazione della prossima Giunta, testando sulla propria pelle la difficoltà di assicurare una rappresentanza paritaria tra uomini e donne, come promesso in campagna elettorale. L’elemento della continuità con l’amministrazione guidata da Sergio Chiamparino sarà garantito da tre elementi: Tom Dealessandri, vice sindaco uscente e rientrante, Gianguido Passoni, che potrebbe ottenere un super assessorato con le deleghe al Bilancio e al Patrimonio, e Ilda Curti che continuerebbe a occuparsi di periferie e integrazione, magari con l'aggiunta di un pezzettino delle competenze dell'Urbanistica.

 

A rappresentare il nuovo che avanza potrebbe esserci Enzo Lavolta, che ha confermato il suo feeling con gli elettori e che, pur appartenendo a Sinistra in Rete, è stato tra i primi ad affiancare la candidatura di Fassino, quando i leader della sua componente ancora si interrogavano sul da farsi in vista delle primarie contro Davide Gariglio. E a proposito dell’ex presidente del Consiglio regionale, capace di reggere l’urto della sconfitta contro Fassino, facendo eleggere tre consiglieri in Sala Rossa (Guido Alunno, Marco Muzzarelli e Domenico Mangone) potrebbe ora passare all’incasso, forte anche di un asse ormai ferreo con un altro esponente democratico di Palazzo Lascaris, Mauro Laus, cui fanno riferimento Domenico Carretta (terzo eletto con quasi 2000 preferenze) e Giovanni Ventura, entrambi alla prima esperienza in Consiglio. Un pacchetto di cinque consiglieri che potrebbe risultare decisivo per la tenuta della maggioranza e di cui Fassino non può non tenere conto. Di qui la possibilità che decada la candidatura nella squadra di governo di Francesca Ciluffo, sempre più distante da Gariglio, che difficilmente accetterebbe di essere rappresentato da lei e anzi pare già stia lavorando per lanciare l’attuale capogruppo Pd in Provincia, Claudio Lubatti.

 

Per la poltrona più pesante, quella all'Urbanistica, pare cosa fatta per Carlo Alberto Barbieri, detto Lallo, professore straordinario al Dipartimento Interateneo Territorio (Politecnico e Università), consulente dell'Osservatorio sulla Tav di Mario Virano, legato a Fassino da una lontana militanza nel Pci torinese. Pare che gli sia stata chiesta la diponibilità e che, dopo qualche tentennamento, abbia sciolto le riserve. Vedrremo, in alternativa prende quota - soprattutto per risolvere la questione delle quote rosa - la candidatura di Anna Prat, manager di Finpiemonte e "madrina" della Variante 200.

 

Continuano a mancare le donne e non aiuta la magra performance elettorale di Lucia Centillo, ad oggi fuori dalla Sala Rossa, anche se con buone speranze di ripescaggio in seguito alla nomina degli assessori. E una mano all’ex ministro non arriva nemmeno dall’Idv, dove pareva certa la promozione in giunta della coordinatrice provinciale Mariacristina Spinosa, che però difficilmente otterrà il lasciapassare del proprio partito, vista la magra figura rimediata alle urne. Anzi i dipietristi, che hanno ottenuto un risultato decisamente al di sotto delle aspettative, potrebbero addirittura essere costretti a rinunciare a una rappresentanza in nel gruppo di govenro in virtù delle due presidenze di circoscrizione ottenute prima del voto, accontentandosi della presidenza del Consiglio comunale, che spetterebbe al primo eletto, l’ex assessore allo Sport Giuseppe Sbriglio (con buona pace di Michele Paolino). Un aiuto potrebbe arrivare dai Moderati, che eleggono, oltre a Gabriele Moretti, Michele Dell’Utri e Giovanni Maria Ferraris, anche Giuliana Tedesco, che però paga la fuoriuscita dal Pd a pochi giorni dalla presentazione delle liste. “Non sarebbe un bel segnale premiarla” dice un dirigente del partito. A questo punto pare probabile che, se in tempi ragionevoli non si scioglieranno i fili rimasti intrecciati, Fassino potrebbe scegliere di premiare un altro ex assessore di Chiamparino, Marta Levi, oppure cercare all’esterno una o due figure di livello da inserire nella sua squadra.

 

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