Ghiglia marca stretto Coppola per sistemare il suo clan
La regia del vicecoordinatore dietro le prime mosse del candidato sindaco del centrodestra. E lavora a un ticket con la Ambrogio
A giudicare dalle prime uscite da candidato sindaco, il vero spin doctor di Michele Coppola pare essere Agostino Ghiglia. Non è un caso che i temi scelti per l’esordio della campagna elettorale siano singolarmente in sintonia con il tradizionale bagaglio polemico dell’esponente della destra casalinga: cinema gay, immigrazione, ordine pubblico. Un’influenza che traspare non solo nei contenuti politici, ma soprattutto nell’agenda degli incontri pubblici, in cui gli uomini del clan ghigliesco operano una marcatura stretta, privilegiando le iniziative e i candidati di famiglia.
“Ecco cosa ha ottenuto Ghiglia per concedere il placet a Coppola: nessuna presidenza di circoscrizione di spessore (come la 1 o la 8), se va bene strapperà Santa Rita per Erica Botticelli. L’unica contropartita sostanziosa è la piena disponibilità di Coppola a sostenere la sua pupilla Paola Ambrogio”, spiega un consigliere regionale aennino. Infatti, le prime comparsate del candidato sindaco nei mercati, prima Porta Palazzo e poi Crocetta, sono state insieme alla Ambrogio, addirittura facendosi fotografare con alle spalle i suoi manifesti. Il patto – raccontano i beninformati - è stato agevolato dall’amicizia che lega l’assessore regionale alla Cultura con il collega titolare dell’Ambiente, Roberto Ravello, marito della Ambrogio.
Al contrario si scopre sempre più in salita la campagna elettorale dell’altro cavallo della scuderia ghigliana: Maurizio Marrone, vicecoordinatore cittadino del Pdl e figlio del celebre avvocato dell’entourage Fiat. Ghiglia, consapevole di quanto sia competitiva la lista pidiellina al Consiglio comunale, sembra sempre più concentrato ad assicurarsi che almeno la Ambrogio venga eletta, evitando di disperdere i voti su due candidati. Inoltre, seguendo la stessa strategia delle passate elezioni regionali, sta lavorando nell’ombra per inserire Roberto Salerno, in via di uscita da Fli, cosi da rubare qualche voto al bacino del suo storico rivale Gian Luca Vignale, che propone Angelo D’Amico. Strategia che da un lato mira che la Ambrogio ottenga un considerevole distacco di preferenze da D’Amico, ma che dall’altro mette ulteriormente in difficoltà Marrone, il quale si troverà con un altro competitor di discreto livello in lista. L’operazione, ostacolata dagli ex di Forza Italia, è per ora in stand by: unica cosa certa è che al momento Salerno è stato cancellato dall’elenco dei finiani (correranno al suo posto Dario Troiano e Ennio Galasso).



















