Una poltrona per Vietti

Dicono che... l’astinenza da poltrone stesse diventando un problema serio. Ma per Michele Vietti la provvidenza ha il nome di Sanitalia Medical Care, che gli ha offerto la presidenza proprio mentre l’ex vicepresidente del Csm sembrava aver esaurito le sedie disponibili su cui accomodarsi. Del resto, per uno che nel curriculum infila consigli comunali, quattro legislature in Parlamento, sottosegretariati, finanziarie regionali, Abi, e una collezione di incarichi lunga quasi quanto la Treccani, sarebbe stato strano restare fermo troppo a lungo. Una poltrona tira l’altra. Così il dandy della Val di Lanzo – quello che, raccontano, ha un guardaroba da fare invidia a una sartoria di Savile Row e una passione per le papere, rigorosamente di porcellana – torna a occuparsi direttamente di sanità privata. Dopo aver ceduto anni fa il suo gruppo Santa Croce ai francesi di Korian, era rimasto presidente nazionale di Acop, una piccola associazione sorta pochi anni fa da una scissione in seno all’Aiop, senza più una struttura da governare. Adesso il cerchio si richiude.

L'occasione gliel’ha offerta Sanitalia, il gruppo nato nel 2013 che, sotto la guida del giovane e rampante Simone Fabiano (appena trentenne), continua a crescere tra ospedali, Rsa, poliambulatori, il Medical Center del Torino, la Clinica della Memoria di Collegno e persino il Cpr di corso Brunelleschi. Ultimo colpo, l’acquisto della gigantesca casa di riposo Maina di Asti. E proprio sulla struttura di Collegno il gruppo sta giocando una partita ancora più ambiziosa: trasformare il presidio in un ospedale di riferimento per l’Asl To3 e per l’intera area metropolitana, facendo leva sull’integrazione tra pubblico e privato accreditato. Un progetto che a un recente convegno ha incassato l’apprezzamento di amministratori, Regione e vertici sanitari, tutti concordi nel considerarlo un tassello della futura programmazione sanitaria piemontese.

Proprio in quell’occasione Vietti ha fatto sapere di essere disponibile a mettersi al timone. Disponibilità subito accolta con entusiasmo. Da lui, soprattutto. Fabiano, che ad aprile ha raccolto proprio da Vietti la presidenza piemontese di Acop mentre l’ex diccì si è tenuto quella nazionale, sembra aver trovato il presidente ideale: esperienza istituzionale da vendere, relazioni coltivate in decenni di vita pubblica e una naturale allergia alla pensione. Perché, in fondo, certe vocazioni non si spengono mai: soprattutto quando hanno i braccioli.

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