Cirio resta ai vertici dei governatori. Lo Russo risale ma è solo 33°
07:54 Lunedì 06 Luglio 2026Noto sondaggi incorona Decaro e Funaro. Il presidente del Piemonte conferma il quarto posto nazionale e cresce rispetto al voto. Il sindaco di Torino recupera terreno sull'anno. Bene Canelli, arretrano Manassero, Abonante e Rasero
Se al quarantesimo piano del grattacielo si brinda, a Palazzo Civico il bicchiere resta mezzo vuoto. Il Governance Poll del Sole 24 Ore promuove Alberto Cirio, saldo tra i governatori più apprezzati d’Italia, mentre Stefano Lo Russo recupera rispetto a un anno fa ma continua a galleggiare nella pancia della classifica nazionale. Un divario che attraversa anche il resto del Piemonte, con Novara unica a tenere il passo e Cuneo, Alessandria e Asti relegate nelle retrovie.
Il Piemonte si conferma una delle regioni dove il centrodestra mantiene un forte consenso amministrativo, mentre sul fronte dei capoluoghi il quadro è molto più frastagliato. È questa la fotografia che emerge dallo studio realizzato da Noto Sondaggi per il quotidiano della Confindustria, che misura il gradimento di sindaci e presidenti di Regione confrontandolo sia con il consenso ottenuto alle elezioni sia con quello registrato un anno fa.
Cirio consolida la posizione
Per Alberto Cirio arriva una conferma importante. Il governatore piemontese è quarto in Italia, a pari merito con il suo “gemello diverso”, il presidente calabrese Roberto Occhiuto e come lui vicesegretario di Forza Italia, con un indice di gradimento del 60%. Un risultato che vale la permanenza nell'élite dei presidenti di Regione più apprezzati e che migliora di quasi quattro punti il consenso ottenuto alle elezioni del 2024 (+3,9%). Lo precedono soltanto Antonio Decaro (Puglia, 66%), Alberto Stefani (Veneto, 65%) e Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia, 64%).
Il dato assume ancora più rilievo osservando la classifica delle variazioni rispetto al voto: soltanto Renato Schifani (+13,9%) e Alessandra Todde (+3,6%) fanno meglio dell’incremento registrato dal presidente piemontese, che continua dunque a rafforzare il proprio consenso a metà mandato.
Lo Russo recupera, ma resta lontano
Più complessa la situazione per Stefano Lo Russo. Il sindaco Pd di Torino, arrivato al giro di boa del suo primo mandato, si colloca al 33° posto nazionale con un indice di gradimento del 55%.
Il dato racconta due storie diverse. Da un lato il consenso resta inferiore di 4,2 punti rispetto al 59,2% ottenuto alle elezioni comunali del 2021. Dall’altro segna un recupero rispetto al Governance Poll dello scorso anno, quando il primo cittadino torinese aveva toccato uno dei punti più bassi del mandato. Una risalita che, tuttavia, non basta ancora per riportarlo nella parte alta della graduatoria.
La classifica è guidata dalla sindaca di Firenze Sara Funaro (66%), prima donna a conquistare la vetta del Governance Poll, davanti a Marco Fioravanti (Ascoli Piceno, 65%) e Gaetano Manfredi (Napoli, 64%).
Piemonte double-face
Guardando ai capoluoghi piemontesi emerge un panorama disomogeneo. Il migliore è Alessandro Canelli, primo cittadino leghista di Novara, 19° con il 56,5%, pur perdendo ben 13,1 punti rispetto allo straordinario consenso ottenuto alle elezioni del 2021: un dato che segna forse una certa stanchezza della leadership cittadina arrivata agli sgoccioli dopo dieci anni.
Seguono Marzio Olivero, centrodestra, a Biella, 22° con il 56%, e Roberto Scheda, storico e navigato esponente del centrodestra, a Vercelli, 27° con il 55,5%. Poi Lo Russo a Torino, 33° con il 55%. Più indietro Patrizia Manassero (Pd) a Cuneo, 54ª con il 52,5% e Giandomenico Albertella, civico di centrodestra, a Verbania, 64°. In coda il dem Giorgio Abonante ad Alessandria, in calo di 7,7 punti rispetto al voto, e Maurizio Rasero ad Asti, anch’egli in flessione (-5,8%), entrambi all’80° posto con il 48%.
Il consenso cambia pelle
Secondo Antonio Noto il Governance Poll certifica un cambiamento profondo nel rapporto tra cittadini e amministratori. Sempre meno contano le opere realizzate e sempre di più incidono la percezione della sicurezza, il costo della vita, il disagio sociale e la qualità della vita urbana. È un contesto nel quale due sindaci su tre perdono terreno rispetto al consenso ottenuto alle urne e nel quale, più che amministrare bene, diventa decisivo riuscire a trasmettere fiducia ai cittadini.
C'è poi un elemento da segnalare che, forse, rende la graduatoria meno oggettiva di quanto appaia. I primi posti sono occupati in larga parte da amministratori arrivati da pochi mesi, ancora protetti dall'effetto luna di miele. Non hanno ancora dovuto pagare il conto delle decisioni impopolari che ogni governo del territorio, prima o poi, è costretto a prendere. Chi è in carica da anni, invece, porta sulle spalle inevitabili scontenti: ogni scelta produce vincitori e sconfitti, applausi e proteste. Più che misurare le politiche adottate, il Governance Poll finisce così per fotografare il livello di popolarità personale e la capacità di trasmettere fiducia, qualità che non sempre coincidono con l'efficacia dell'azione amministrativa.


