"Preoccupati e amareggiati". "Basta allarmismi". Scontro in Comune sui derivati
Davide Depascale 16:58 Lunedì 06 Luglio 2026I consiglieri di opposizione chiedono spiegazioni a Lo Russo dopo la sentenza del tribunale inglese che dà ragione a Dexia. Ricca: "Schiaffo in faccia ai torinesi". Iannò presenta un'interpellanza, l'assessora Nardelli invita alla calma: "Clamore ingiustificato"
Dopo la sentenza dell’Alta Corte inglese, si accende il confronto politico sulla vicenda dei derivati del Comune di Torino. L’opposizione chiede che il sindaco Stefano Lo Russo riferisca in Consiglio comunale sull’esito del contenzioso – dopo la pronuncia del tribunale londinese che dà ragione ai creditori di Dexia – e sulle possibili ricadute per le casse di Palazzo Civico, che spende 4 milioni di euro l’anno per ripagare il debito originato da questi strumenti finanziari, la cui estinzione definitiva è prevista per il 2030.
La questione è stata al centro della conferenza stampa organizzata oggi a Palazzo Civico dal consigliere di Torino Libero Pensiero (ex Torino Bellissima) Pino Iannò insieme ai colleghi della Lega Fabrizio Ricca, Elena Maccanti e Giuseppe Catizone, mentre dalla giunta arriva un invito a non alimentare allarmismi, con l’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli che sostiene che “il clamore generato dalla recente sentenza è ingiustificato” e ribadisce che il procedimento italiano resta aperto.
L’interpellanza
Iannò ha annunciato di aver depositato un’interpellanza con la quale chiede chiarimenti sulla strategia processuale adottata dall'amministrazione e sulle conseguenze della decisione della High Court di Londra. Il documento domanda, tra l’altro, quali effetti possa avere la sentenza inglese sul giudizio pendente davanti ai tribunali italiani, perché il Comune abbia scelto di non costituirsi nel procedimento avviato da Dexia nel Regno Unito, a quanto ammontino le spese legali già sostenute e se Palazzo Civico intenda valutare una soluzione transattiva extragiudiziale.
La Lega ha annunciato la disponibilità a trasformare l'atto in un'interpellanza generale, così da portare il tema all'attenzione dell'intero Consiglio comunale, chiedendo al sindaco di riferire personalmente in aula: “Siamo preoccupati e arrabbiati”, ha dichiarato la deputata e consigliera comunale della Lega Elena Maccanti. “Serve la massima trasparenza perché stiamo parlando di una vicenda che potrebbe avere effetti importanti sui conti della città”.
Ancora più duro il capogruppo regionale della Lega Fabrizio Ricca, che ha definito la pronuncia dell’Alta Corte britannica “uno schiaffo in faccia ai torinesi”, invitando l’amministrazione a valutare la strada di un accordo extragiudiziale con gli istituti bancari, sul modello di quanto già sperimentato in passato dalla Regione Piemonte in contenziosi analoghi.
La risposta della Giunta
Di tono opposto la ricostruzione fornita dall’assessora Nardelli. Palazzo Civico sostiene infatti che la decisione del giudice inglese fosse «assolutamente prevista» e che non rappresenti una sorpresa né modifichi la strategia processuale dell'amministrazione.
Secondo la giunta, la causa principale resta quella avviata dal Comune davanti al Tribunale di Torino nel giugno 2024 contro Dexia, JP Morgan e Intesa Sanpaolo per contestare sei contratti derivati sottoscritti tra il 2006 e il 2007. L’obiettivo è ottenere il riconoscimento dell'invalidità dei contratti e recuperare le somme versate, facendo leva sull'evoluzione della giurisprudenza italiana dopo alcuni pronunciamenti della Corte di Cassazione.
L’amministrazione ricorda inoltre di aver già chiuso anticipatamente, nel 2022, sei derivati ritenuti meno problematici, operazione che ha prodotto un saldo positivo di quasi 10 milioni di euro. Restano invece aperti sei contratti, cinque dei quali caratterizzati dalla clausola che attribuisce la competenza ai tribunali inglesi.
Proprio su questo punto la giunta spiega di aver scelto consapevolmente di non costituirsi nel giudizio promosso da Dexia a Londra. Una decisione che, secondo Palazzo Civico, risponde a una prassi consolidata: evitare ulteriori costi in un foro tradizionalmente favorevole alle banche, concentrando invece la difesa davanti ai giudici italiani, dove il Comune ritiene di poter contare su un orientamento giurisprudenziale più favorevole.
Nardelli sottolinea inoltre che la sentenza inglese non produce, allo stato, effetti diretti sul bilancio comunale. Palazzo Civico continua infatti a onorare regolarmente i pagamenti previsti dai contratti derivati e sostiene che, anche alla luce della Brexit, la decisione dell'Alta Corte abbia limitate possibilità di essere riconosciuta in Italia, essendo intervenuta successivamente all'avvio del procedimento italiano.
Possibile accordo
La stessa amministrazione, tuttavia, non esclude una soluzione negoziale. “Che la conclusione sia affidata alle sentenze dei giudici o, come avvenuto nel recente passato, ad accordi stragiudiziali, dipenderà dalla volontà delle parti e dalla possibilità di individuare soluzioni equilibrate e adeguate nell'interesse comunale”, afferma la nota diffusa dall'assessorato.
Una posizione che, paradossalmente, rappresenta proprio uno dei punti su cui insiste anche l’opposizione: valutare un accordo extragiudiziale prima che il contenzioso produca ulteriori costi. La discussione è destinata ora a spostarsi nell'aula del Consiglio comunale, dove le minoranze chiedono al sindaco Lo Russo di riferire direttamente sull'intera vicenda.


