Dai fratelli Grim a zio Airaudo.
Avs scalda i motori per il 2027
Davide Depascale 07:00 Mercoledì 08 Luglio 2026
I rossoverdi si riuniscono in Sala Rossa con Bonelli a Fratoianni a celebrare il matrimonio tra Grimaldi e Tricarico. Sullo sfondo l'ombra del segretario della Cgil, che medita il ritorno in Parlamento alle prossime politiche prima di puntare al Grattacielo
La fotografia è quella delle grandi occasioni: i due leader nazionali Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni insieme a Torino per benedire la nascita del gruppo di Alleanza Verdi-Sinistra in Consiglio comunale e nelle Circoscrizioni. Per la prima volta Europa Verde e Sinistra Italiana condividono stabilmente la stessa casa anche a Palazzo Civico, chiudendo una frattura che alle Comunali del 2021 aveva portato i Verdi su una strada diversa da quella del centrosinistra.
Così la riunificazione di Avs sotto la Mole non fa che aumentare le ambizioni del partito, in costante crescita nei sondaggi e sui territori. Così si prepara a battere cassa agli alleati del campo largo: un rossoverde alla presidenza della Regione è più di un’ipotesi.
La reunion
L’ufficializzazione del gruppo comunale è stata annunciata con una conferenza stampa alla presenza dei leader nazionali del partito. In Sala Rossa la sinistra rossoverde è già rappresentata da Sinistra Ecologista, con i consiglieri Sara Diena ed Emanuele Busconi, a sostegno della maggioranza guidata dal sindaco Stefano Lo Russo. Europa Verde invece nel 2021 – quando Avs ancora non esisteva – dopo aver sostenuto Enzo Lavolta alle primarie aveva poi scelto di appoggiare la candidata del Movimento 5 Stelle Valentina Sganga, restando fuori dalla coalizione di centrosinistra.
Questa ricomposizione va a chiudere definitivamente la parentesi apertasi quattro anni fa e riallinea Torino alla strategia nazionale dell’alleanza rossoverde: “Si sancisce il ritorno di Europa Verde nel centrosinistra”, sintetizza il leader cittadino dei Verdi Roberto Tricarico, rivendicando la portata politica dell’operazione. Alla domanda su una possibile ricandidatura alle prossime Comunali del 2027, Tricarico glissa senza smentire: “Ho fatto tanti anni in Sala Rossa, si vedrà”. Quel che è certo è che non entrerà nel nuovo organigramma cittadino di Avs: “Sono già nel consiglio nazionale di Europa Verde e sto bene lì”.
Granda crescita
L’operazione torinese si inserisce in una fase di espansione del partito. Dopo il risultato delle Europee, Avs continua a consolidarsi nei sondaggi nazionali, dove oscilla intorno al 6-7%, stabilmente davanti alla Lega e riducendo il distacco da Forza Italia, con il Piemonte a costituire uno dei principali vettori della crescita rossoverde, che va ben oltre i confini metropolitani di Torino.
A Cuneo è stata inaugurata una nuova sede, con la consigliera regionale Giulia Marro che sfrutta abilmente la sua attività a Palazzo Lascaris per continuare a rafforzare il proprio profilo politico. Una crescita osservata con crescente attenzione – e non poca diffidenza – dagli alleati del Partito Democratico cuneese.
Ad attenzionare l’ascesa della consigliera rossoverde – in quota Possibile – è l’area che fa riferimento alla deputata Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Pd, che vede il rischio di erodersi uno spazio politico costruito su temi sociali e del lavoro. A partire dalla tutela dei rider, terreno sul quale Gribaudo aveva costruito una parte significativa della propria iniziativa parlamentare con la proposta della cosiddetta “Legge Griseri”.
Airaudo in rampa di lancio
Ma il vero convitato di pietra del futuro rossoverde piemontese ha un altro nome, quello di Giorgio Airaudo. Il mandato dell’attuale segretario della Cgil Piemonte si avvia alla conclusione e da mesi, negli ambienti della sinistra, si ragiona su un suo possibile ritorno in politica. L’orizzonte naturale sarebbe la candidatura alla presidenza della Regione nel 2029, o anche prima qualora Alberto Cirio dovesse lasciare il Piemonte per un incarico da ministro o presidente di una delle due camere, vittoria del centrodestra permettendo. Ma prima per Airaudo potrebbe esserci un passaggio alle Politiche del prossimo anno, ritornando in Parlamento dopo essere già stato deputato tra il 2013 e il 2018.
L’eventuale ritorno del “compagno Giorgio” cambierebbe però profondamente gli equilibri interni di Avs. Per anni il partito piemontese è stato identificato quasi esclusivamente con Marco Grimaldi, oggi vicecapogruppo alla Camera, che ha costruito una rete di dirigenti e amministratori cresciuti politicamente al suo fianco. Un gruppo dirigente di giovani “partygiani” , fortemente radicato nella sinistra urbana torinese, che ha progressivamente occupato i principali livelli istituzionali del partito, da Palazzo Lascaris – dove la sua sodale Alice Ravinale è capogruppo – fino ai territori.
Ma con l’espansione di Avs quel modello rischia di non bastare più. Se il partito aumenta consenso, iscritti e ambizioni, inevitabilmente aumentano anche gli spazi da contendere, ed è qui che Airaudo rappresenta un elemento di discontinuità.
Nuovi equilibri
Non tutti, a sinistra, sono pronti a stendere tappeti rossi al suo ritorno. Per molti sarebbe un alleato tanto prestigioso quanto ingombrante: forte di relazioni nazionali autonome, poco incline a farsi incasellare nelle logiche correntizie e difficilmente riconducibile agli equilibri costruiti negli ultimi anni. Da una parte la generazione di Grimaldi, cresciuta nella sinistra movimentista cittadina, tra associazionismo, circoli Arci, battaglie civili e ambientalismo urbano, dall’altra Airaudo, figlio della tradizione sindacale e dell’apparato comunista, con un profilo costruito nelle fabbriche, nel lavoro organizzato e nella Cgil.
Più che uno scontro tra persone, sarebbe l’incontro – forse inevitabile – tra due culture politiche diverse che oggi convivono sotto lo stesso simbolo. Per anni Avs in Piemonte è sembrata il partito dei “fratelli Grim”, la rete costruita attorno a Grimaldi e ai suoi fedelissimi. Ma quando un partito cresce, inevitabilmente si allarga anche il tavolo. E i posti, prima o poi, non bastano più per tutti.
Il ritorno del “compagno Giorgio” potrebbe essere il passaggio che trasforma definitivamente AVS da casa di una corrente a partito contendibile. Con il 2027 alle porte e il 2029 già sullo sfondo, la partita per la leadership della sinistra piemontese è appena cominciata.


