Crisi Hormuz, effetti di lunga durata per il 46% di imprese cuneesi
13:30 Mercoledì 08 Luglio 2026
Un clima di fiducia più forte, con saldi positivi su livelli di attività, occupazione e ordini per il secondo trimestre consecutivo, è riflesso dall'analisi congiunturale di previsione elaborata dal centro studi di Confindustria Cuneo per il terzo trimestre 2026. L'indagine dedica un focus al Medio Oriente, evidenziando come per il 46,1% delle imprese cuneesi il conflitto avrà un effetto significativo e di lunga durata sull'attività aziendale; il 13,2% prevede conseguenze importanti ma di breve periodo, mentre il 33,8% stima un impatto moderato. Il caro energia resta il principale elemento di pressione sui margini: il 50,9% delle aziende prevede un impatto considerevole e il 20,4% molto rilevante. Per reagire a rincari e strozzature logistiche, l'87% delle imprese ha già adottato almeno una misura correttiva o la sta valutando. La risposta prevalente è la diversificazione dei fornitori (45,1%), seguita dalla rinegoziazione dei contratti con i clienti (33,3%), dall'aumento delle scorte (19%) e dalla rinegoziazione dei contratti (16,9%). Sul piano delle priorità, il 53% delle aziende indica la necessità di misure strutturali sui costi energetici, il 25% chiede servizi informativi e di monitoraggio su prezzi, forniture critiche e scenari di breve periodo. Nel manifatturiero, il sentiment delle circa 200 aziende del campione migliora rispetto alla rilevazione di marzo. Il saldo sulla produzione sale all'8%, quello sugli ordini al 5,3% e l'export torna, seppur marginalmente, in territorio positivo (+0,8%). Il comparto dei servizi riprende a mostrare un clima di fiducia favorevole, ma con un profilo diverso. Permangono elementi di cautela: il saldo sull'export è ancora negativo (-11,9%) e la quota di aziende orientate a investimenti significativi scende al 18,3%.


