GLORIE NOSTRANE

Dal video delle corna al casting, Seymandi va a caccia di talenti

Archiviati i contenziosi con l'ex compagno Segre e il poco fortunato capitolo imprenditoriale, inaugura un progetto dedicato a cinema e musica. Dopo aver attraversato salotti televisivi, partiti e incarichi, prova ora a reinventarsi come scopritrice di giovani promesse

C’era una volta il video che fece il giro del mondo. O, almeno, dei social. Quello che nell’estate del 2023 trasformò una festa di fidanzamento in un processo pubblico, con Massimo Segre che, davanti agli invitati , annunciava la fine della relazione con Cristina Seymandi accusandola di tradimento. Una vicenda esplosa grazie allo Spiffero e poi diventata uno dei casi mediatici più clamorosi degli ultimi anni.

Da allora è successo di tutto. Cause civili, querele, polemiche sulla diffusione del filmato, il sequestro conservativo richiesto da Segre per 700 mila euro che, secondo il banchiere, l’ex compagna avrebbe prelevato da un conto cointestato, fino all’accordo extragiudiziale con cui nell’autunno del 2023 le parti hanno deciso di chiudere ogni contenzioso. Nel frattempo, Seymandi ha ottenuto anche i primi risarcimenti dagli hater che l'avevano insultata sui social con espressioni sessiste.

Tutto quanto fa spettacolo

Archiviata – almeno sul piano giudiziario – quella stagione, Cristina Seymandi prova ora a costruirsi una nuova immagine. Non più al centro della cronaca rosa o delle aule di tribunale, ma dello spettacolo.

La nuova avventura si chiama New Star Polbert, progetto promosso insieme a Polbert Cinema e dedicato alla scoperta di nuovi talenti della recitazione e della musica. L’iniziativa coinvolgerà Piemonte, Friuli-Venezia Giulia e Campania, ma sarà aperta ad aspiranti artisti provenienti da tutta Italia, tra i 16 e i 40 anni. Non un semplice concorso, assicurano gli organizzatori, bensì un percorso di formazione con casting digitali, audizioni nei teatri, workshop e, per i vincitori, la prospettiva di un contratto cinematografico o discografico.

«L’iniziativa nasce dalla sinergia profonda tra la visione artistica ed esperienza imprenditoriale e istituzionale rappresentate dal lavoro di Polbert e dalla mia esperienza», spiega Seymandi. L’obiettivo, aggiunge, è riportare al centro il talento umano «di fronte alle crescenti minacce dell’automazione e dell'intelligenza artificiale nel settore creativo». Da qui la scelta di puntare sulle esibizioni dal vivo e sulla formazione nei teatri storici, perché – sostiene – «la vera sfida oggi non è solo scoprire nuovi talenti, ma difendere lo spazio professionale degli artisti».

Gli affari traballanti

Una svolta che arriva dopo un percorso imprenditoriale tutt’altro che brillante. Seymandi aveva assunto un ruolo di primo piano nel rilancio della Savio, storica azienda della Val di Susa specializzata negli accessori per serramenti, presentandosi come amministratrice delegata e poi vicepresidente e azionista di maggioranza. Ma, dopo la burrascosa separazione da Segre, gli equilibri societari sono profondamente cambiati: l’imprenditrice ha ceduto la quota di controllo al manager israeliano Nash Abramov.

Così, chiusa la parentesi industriale e archiviate le guerre con l’ex compagno, Seymandi tenta ora un nuovo debutto. Questa volta il palco non è quello, involontario e impietoso, della festa che la rese famosa suo malgrado, ma quello dei teatri dove spera di trovare i protagonisti del cinema e della musica di domani. Resta da vedere se il pubblico sarà più generoso di quanto lo siano stati, finora, gli affari e le cronache.

Sempre sulla scena. Anche politica

Per chi la conosce, in fondo, il salto nel mondo dello spettacolo è meno sorprendente di quanto possa apparire. Da quando il caso Segre l’ha catapultata sulla scena nazionale, Cristina Seymandi non ha mai mostrato particolare nostalgia per l’anonimato. Anzi. Ha collezionato ospitate televisive, interviste e talk show, trasformando una vicenda privata in una presenza pubblica pressoché permanente. Del resto, la propensione al palcoscenico non nasce con il famoso video dell’estate 2023.

Anche la politica, negli anni, è sembrata rappresentare un’altra ribalta. Prima l’esperienza con il Movimento 5 Stelle, come stretta collaboratrice della giunta di Chiara Appendino al fianco dell’assessore Alberto Unia e coordinatrice del Tavolo di Progettazione Civica per le periferie. Poi la brusca virata verso il centrodestra, con la candidatura alle comunali del 2021 nella lista Torino Bellissima a sostegno di Paolo Damilano. E, dopo il ciclone mediatico, una presenza quasi ubiqua negli appuntamenti politici cittadini e nazionali: da Atreju di Fratelli d’Italia ai convegni di Forza Italia accanto ad Alberto Cirio, fino all’approdo nel coordinamento nazionale di Italia C’è, il movimento centrista guidato da Giovanni Librandi. Onnipresente come la rucola.

Nel frattempo, è arrivato anche un incarico istituzionale come componente tecnica della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie e la rigenerazione urbana della Camera, ruolo che ha ulteriormente alimentato le sue ambizioni politiche. Tanto da non escludere, anzi da rivendicare apertamente, una futura candidatura a sindaca di Torino come figura civica.

Ora, archiviati tribunali e campagne elettorali, il copione cambia ancora. Dal Palazzo ai teatri il passo è breve: invece di cercare voti o telecamere, Seymandi promette di scoprire attori e cantanti. Per una che, negli ultimi anni, ha dimostrato di sapersi muovere con disinvoltura tra politica, cronaca e televisione, il mondo dello spettacolo appare quasi la naturale evoluzione del personaggio.

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