Porti, +15% di container entro il 2030. Una sfida logistica per il Piemonte
Stefano Rizzi 17:27 Lunedì 13 Luglio 2026Il Mediterraneo sempre più centrale. Nel 2025 gli scali italiani hanno aumentato le movimentazioni del 7,1% con 12,8 milioni di Teu. Le previsioni del centro studi di Intesa San Paolo. Giachino (Saimare): "Serve una forte regia politica del settore"
Entro il 2030 il traffico dei container nel Mediterraneo crescerà del 15% rispetto a oggi, con un incremento medio annuo del 2,8%, decisamente superiore alla media mondiale.
Le proiezioni contenute nel rapporto Italian Maritime Economy, presentato da Srm, il centro studi di Intesa Sanpaolo, non solo certificano il passaggio del Mediterraneo da mare di transito a mare di traffico, ma assegnano agli scali marittimi italiani e all'intera filiera logistica un ruolo sempre più strategico ed economicamente rilevante.
Basta osservare un altro dato fornito dal rapporto: nel 2025 le Autorità di Sistema Portuale hanno movimentato 511 milioni di tonnellate di merci, con una crescita del 3,5%. I container hanno raggiunto i 132 milioni di tonnellate, il traffico Ro-Ro (i traghetti destinati al trasporto di mezzi pesanti) i 122 milioni, mentre tutti i principali segmenti registrano incrementi.
Cambiamenti rapidi
Una sfida, quella rappresentata dal rapido mutamento della geografia del commercio mondiale e dal ruolo delle grandi rotte marittime, che l’Italia è chiamata ad affrontare non soltanto con l’obiettivo di movimentare un volume maggiore di merci, ma anche di connettere in modo più efficiente porti, reti ferroviarie, infrastrutture, aree produttive e mercati internazionali.
Proprio in questo scenario, che coinvolge anche regioni prive di uno sbocco sul mare come il Piemonte, la posta in gioco è altissima e il fattore tempo diventa decisivo. Il sistema della logistica deve non solo stare al passo con l'evoluzione dei mercati e delle rotte commerciali, ma addirittura anticiparla.
Tav e Terzo Valico
Non sempre, però, è possibile farlo. Le ragioni dei ritardi, con pesanti conseguenze sulla competitività, riconducono spesso proprio alle grandi infrastrutture sulle quali deve innervarsi il sistema dei retroporti e, più in generale, della logistica. Basti pensare ai continui rinvii del Terzo Valico, così come ai ritardi nella realizzazione della Tav: due corridoi strategici per il sistema logistico piemontese e per il suo collegamento con i porti della Liguria.
Il Pil del Piemonte
Le positive previsioni sul traffico marittimo da qui al 2030, in particolare per quanto riguarda i container, rappresentano un'opportunità che, tuttavia, oggi nessuno può dire con certezza se il Piemonte riuscirà a cogliere appieno.
«La logistica è in continua crescita, ma il Piemonte continua a non beneficiarne come dovrebbe, restando ancora al di sotto del 10% del Pil regionale, contro valori decisamente più elevati della Lombardia», sostiene, non senza polemica, Mino Giachino, presidente di Saimare, una delle principali società italiane di spedizioni marittime, presente in tutti i porti nazionali e in numerosi scali dell'area mediterranea.
Sottosegretario ai Trasporti nel secondo Governo Berlusconi e promotore, nel novembre 2018, della grande manifestazione torinese a favore della Tav, Giachino invita a concentrare l'attenzione sul trasferimento delle sedi di importanti imprese della logistica dal Piemonte alla Lombardia, fenomeno che considera l’ennesimo segnale della necessità di un deciso cambio di passo da parte delle istituzioni e degli stakeholder. «Manca una forte regia politica capace di governare, insieme a tutti i soggetti interessati, processi complessi e rapidissimi che non possono essere lasciati a iniziative isolate», spiega allo Spiffero il presidente di Saimare.
Gli interporti
L’interporto di Orbassano, quello di Novara, insieme a Rivalta Scrivia e al polo logistico di Alessandria, devono già fare i conti con i ritardi del Terzo Valico e della Tav. Ma, secondo l’ex sottosegretario, che dopo l’esperienza di governo non ha mai smesso di occuparsi del settore, «la vera sfida è l’efficienza e la rapidità dell’intera filiera della movimentazione delle merci. Un tema così importante per una regione come il Piemonte richiede una forte regia politica, capace di dialogare con tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti e di trasformare la logistica piemontese in un sistema realmente coordinato, quindi più efficiente e competitivo».
La sfida
Con la velocità con cui evolvono i mercati mondiali e i sistemi di movimentazione delle merci, i meno di quattro anni che separano il Piemonte dal 2030, quando il traffico dei container nel Mediterraneo sarà aumentato del 15%, rappresentano un tempo tutt’altro che lungo.
Anche quella del tempo è dunque una sfida. Per una regione che guarda al mare pur non avendolo, cogliere questa occasione potrebbe fare la differenza tra agganciare una crescita già in atto oppure assistervi da spettatrice.


