GIUSTIZIA

Roggero, condanna confermata: 14 anni e 9 mesi al gioielliere

Accolte in Cassazione le richieste della Procura. Il commerciante nel 2021 sparò e uccise due ladri che entrarono nel suo negozio di Grinzane Cavour. Una vicenda diventata un caso politico. Inutile (per lui) la norma introdotta dal Governo nel ddl sicurezza

È definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero, gioielliere di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, accusato di aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo uomo dopo l'assalto al suo negozio il 28 aprile del 2021. Lo hanno deciso i giudici della prima sezione penale di Cassazione.

La notte della rapina

Tutto comincia il pomeriggio del 28 aprile 2021, nella gioielleria di famiglia in frazione Gallo, a Grinzane Cavour (provincia di Cuneo). Tre uomini a volto coperto fanno irruzione armati di un coltello e di una pistola che solo in seguito risulterà essere un’arma giocattolo. Minacciano Roggero, la moglie e la figlia, si impossessano di gioielli e contanti dalla cassaforte ed escono dal retro del negozio verso l’auto della fuga. È a quel punto che Roggero afferra il revolver custodito sotto il registratore di cassa e si lancia all'inseguimento.

Nel parcheggio esplode diversi colpi contro i tre uomini in fuga: Alessandro Modica viene ferito a una gamba e riesce comunque a scappare (sarà poi arrestato); Giuseppe Mazzarino, 68 anni, muore sul colpo; Andrea Spinelli, 44 anni, cade a terra mentre tenta di allontanarsi a piedi e viene raggiunto da Roggero, che secondo la ricostruzione processuale lo colpisce con dei calci e gli punta di nuovo contro l’arma, ormai scarica. Anche Spinelli morirà poco dopo. Terminata la sparatoria, il gioielliere rientra in negozio e chiama il 112.

I giudizi

Il nodo giuridico, fin dal principio, è uno solo: la legittima difesa presuppone un pericolo attuale, che i giudici non ravvisano in questo caso. In primo grado, la Corte d’assise di Asti condanna Roggero a 17 anni, non riconoscendo né la scriminante piena né l’eccesso colposo introdotto dalla riforma della legittima difesa del 2019. La Corte d’assise d’appello di Torino, a dicembre 2025, riduce la pena a 14 anni e 9 mesi, ma conferma la responsabilità penale per omicidio volontario e tentato omicidio: secondo i giudici, quando Roggero sparò i rapinatori erano già in fuga verso l’auto, e il pericolo per lui e per la sua famiglia era dunque cessato.

Il pubblico ministero Davide Greco, che ha sostenuto l’accusa insieme al collega Giancarlo Avenati Bassi, l’ha definita “illegittima vendetta”. Alla condanna penale si somma quella civile: le famiglie delle vittime e il rapinatore superstite chiedono un risarcimento complessivo vicino ai 3,3 milioni di euro, con una provvisionale già esecutiva da 780mila euro. Così il gioielliere fa partire una raccolta fondi tra i suoi numerosi sostenitori, per coprire queste ingenti spese.

La difesa è sempre legittima

Il caso Roggero diventa terreno di battaglia politica quasi subito, e la Lega lo arruola come proprio simbolo per la propria campagna sulla legittima difesa, accompagnata dallo slogan elettorale “la difesa è sempre legittima”. Il leader del Carroccio Matteo Salvini è tornato più volte pubblicamente sulla vicenda: già nel 2021, all’indomani dei fatti, espresse solidarietà al gioielliere e negli anni seguenti rilancia il caso in occasione di ogni passaggio processuale.

Alla vigilia della sentenza di Cassazione, il 14 luglio, il segretario leghista e vicepremier scrive sui social: “Ci sono passato anche io e so bene purtroppo cosa vuole dire aspettare per mesi, per giorni, per ore la sentenza finale dei giudici della Corte di Cassazione che hanno in mano la tua vita e la tua libertà. Forza Mario!”.

La norma approvata troppo tardi

Il giorno prima della sentenza, il Consiglio dei ministri approva il nuovo ddl sicurezza. Il testo riscrive una norma del codice civile: chi commette reati come rapina, scippo, sequestro o violenza sessuale non potrà più chiedere il risarcimento del danno a chi lo ferisce reagendo, anche quando la reazione supera i limiti della legittima difesa. Lo ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in conferenza stampa, parlando di un “catalogo di reati” — tra cui furto in abitazione e furto con strappo — in cui “viene in qualche modo escluso il risarcimento” per chi si difende, pur restando la responsabilità penale.

La norma non cita mai Roggero, ma il riferimento è trasparente, ed è il calendario stesso a renderlo esplicito: approvata il giorno prima della sentenza che riguarda proprio il caso da cui idealmente nasce. Per Roggero, però, non potrà essere applicata. Il ddl non è un decreto legge: deve passare da commissioni e aula, alla Camera e al Senato, prima della pubblicazione in Gazzetta ufficiale — si parla di settimane, più probabilmente di mesi. E anche ammettendo un’approvazione fulminea, la norma non sarebbe comunque retroattiva.

Sul carro del generale

Nelle settimane precedenti alla sentenza, però, la proprietà politica del caso è già cambiata. Il 4 luglio Futuro Nazionale, il nuoovo partito del generale Roberto Vannacci, presenta durante l’esame del decreto Sicurezza un ordine del giorno a firma del deputato Edoardo Ziello che va oltre le posizioni della Lega: prevede di inibire la richiesta di risarcimento ai familiari di chi ha commesso un furto, supera il concetto di proporzione e sopprime di fatto la normativa civilistica in materia.

L’odg viene votato dai deputati di Futuro Nazionale e i suoi contenuti verranno tramutati nel nuovo ddl sicurezza, ma per la Lega è troppo tardi: da quel momento infatti Roggero prende contatti con Vannacci, partecipa a un evento a Vicenza dove viene intervistato dal generale insieme al conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani, e i due indossano magliette con la scritta “Siamo tutti Mario Roggero”.

Quando Salvini chiede di incontrarlo, Roggero declina l’invito: si sente deluso dalla Lega e dal governo, e sceglie Vannacci. Un episodio che descriva bene il sorpasso di Futuro Nazionale sulla Lega nei sondaggi. Il giorno della sentenza, fuori dalla Corte di Cassazione a Roma, militanti di Futuro Nazionale organizzano un sit-in con striscioni che recitano frasi come “La difesa è sempre legittima”, “Super Mario”, “Io sto con Roggero” — mentre lo stesso Vannacci, qualche giorno prima, aveva dichiarato: “Se i rapinatori non fossero entrati nella gioielleria, oggi lui vivrebbe felice e nessuno sarebbe morto”.

 

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