Sfida a destra su Roggero: Cirio e Salvini chiedono la grazia, Vannacci vuole candidarlo
Davide Depascale 12:07 Giovedì 16 Luglio 2026Mentre il gioielliere di Grinzane si appresta a entrare in carcere, la politica si muove già per tirarlo fuori: il governatore ha presentato un ordine del giorno appellandosi a un "grave e pregresso turbamento emotivo", il generale pronto a fare come Pannella
Mario Roggero si appresta a entrare in carcere, e a destra si fa già a gara per tirarlo fuori. La Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi per l'omicidio dei due rapinatori uccisi il 28 aprile 2021 davanti alla sua gioielleria di Grinzane Cavour, confermando la sentenza d’appello e chiudendo tre gradi di giudizio che hanno sempre escluso la legittima difesa: quando il gioielliere aprì il fuoco contro l’auto in fuga, scrivono i giudici, l’azione aggressiva dei rapinatori era già conclusa.
Ma se sul piano giudiziario la questione sembra definitivamete chiusa, su quello politico si apre la fase più affollata, e nell’arco di pochissime ore la richiesta di grazia si è trasformata in una contesa tutta interna al centrodestra.
Roggero libero
Ieri il leader della Lega Matteo Salvini si è appellato al Quirinale. Oggi il Presidente della Regione Piemonte (nonchè vicesegretario di Forza Italia) Alberto Cirio lo ha seguito con un ordine del giorno in Consiglio regionale, incassando subito il sostegno del capogruppo leghista Fabrizio Ricca, che parla di “condanna ingiusta” e del “diritto di un padre, un nonno, un lavoratore a tornare a casa da uomo libero”.
Cirio ha scelto la prudenza istituzionale – nessun giudizio sulla sentenza e “massimo rispetto della magistratura”, scrive nella richiesta – per poi invocare la grazia come “atto di perdono istituzionale” verso chi ha agito “sotto l’effetto di un grave e pregresso turbamento emotivo”. Il copione è quello collaudato: la richiesta di clemenza come terreno neutro su cui l’intero centrodestra può convergere, senza entrare troppo nel merito della vicenda giudiziaria. Una richiesta a cui si unisce anche il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Penso vada esperita ogni possibilità perchè torni a casa”, ha scritto su X il gigante di Marene. Dopo la Lega con Salvini e FI con Cirio, anche FdI vuole mettere il cappello sul caso Roggero.
Vannacci lo vuole in Parlamento
Il problema, per Salvini, è che anche su questo terreno ha un concorrente a destra. Da settimane ormai il caso Roggero è diventato l’emblema del sorpasso di Futuro Nazionale, il nuovo partito di Roberto Vannacci, sulla Lega, e la corsa alla grazia arriva a sentenza già scritta su un torto già consumato: il gioielliere infatti si era già speso per il generale. Il 28 giugno, sul palco del Teatro Comunale di Vicenza, Vannacci e il conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani hanno indossato in diretta una maglietta con la scritta “Siamo tutti Mario Roggero”.
È stato proprio Cruciani, quella sera, a lanciare l’idea di una candidatura di Roggero con Futuro Nazionale alle prossime Politiche – che il generale non ha affatto smentito – invocando esplicitamente il “metodo Pannella”: usare il seggio in Parlamento come leva di garanzia per un detenuto, sul modello sperimentato dai Radicali.
Già durante l’esame del decreto sicurezza, Futuro Nazionale ha depositato un ordine del giorno – primo firmatario il deputato Edoardo Ziello – che va oltre le posizioni della Lega, escludendo il risarcimento ai familiari di chi commette un furto.
Una richiesta poi recepita nel nuovo decreto varato dal governo Meloni. Un segnale che il fronte securitario di destra si è già spostato di casella, e che spiega perché Roggero, secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime settimane, abbia preferito i contatti con Vannacci a un incontro chiesto da Salvini in persona. Se quest’ultimo si limita a far richieste, il primo sembra pronto a spendersi attivamente per tirarlo fuori dal carcere.
Derby a destra
In questo contesto, l’ordine del giorno di Cirio arriva come un tentativo di riportare il caso Roggero dentro i confini della coalizione di centrodestra – o quantomeno di non lasciarlo scivolare del tutto verso Vannacci – proprio mentre Cirio e Ricca si spendono per una causa che, sul piano dei fatti giudiziari, il generale ha già occupato per primo con un gesto scenico più efficace di qualunque odg regionale.
Resta sullo sfondo, non affrontato da nessuna delle iniziative politiche di queste ore, il punto su cui la Cassazione si è pronunciata ieri: l’azione dei rapinatori, armati di una pistola giocattolo e di un coltello, era già finita quando Roggero ha sparato. È il nodo giuridico che nessuna richiesta di grazia può aggirare, e che tutti i difensori del gioielliere preferiscono non nominare.


